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Il Nostro Rapporto con gli Animali

Questo breve scritto vuole essere un chiaro e forte dissenso a tutte quelle metodologie e sistemi che procurano una sofferenza gratuita, inutile e prolungata agli animali, utilizzati senza alcun rispetto e guardati con spietata freddezza dall'uomo dei tempi attuali. In una nostra visione del mondo, ogni essere vivente dal più piccolo al più grande, deve meritare rispetto e deve essere tutelato, poiché fa parte di un disegno organico, a cui la Natura ha dato una ben precisa funzione e che non è dato da sapere a tutti. La durata della sua esistenza terrestre, deve derivare dal destino insito nella sua specifica e non casuale forma di vita con cui coabita questo Pianeta.

Quindi in una normale catena alimentare sarà il giusto rapporto tra predatori e prede che equilibrerà in armonia tutte le creature e l'antropocentrico uomo non dovrà mai essere arbitro in queste contese a cui ci pensa già qualcun'altro. Questo deve rimanere un punto fermo, e in tal senso vogliamo riprendere pochi passi di un piccolo libricino di un'ottantina di pagine "L'Uomo Eco(il)Logico" di Alessandra Colla. Non ha molto senso aspettarsi, quasi in una concezione disneyana, una natura edenica pacifista e nonviolenta, dove il lupo giace accanto all'agnello, il leone va a braccetto con la gazzella ed il topo a spasso con il gatto. Tutti felici e contenti! The End! No, questa fantasiosa visione pubblicitaria non esiste nella realtà... e solo la pillola tipo Matrix può farci svegliare da questo incanto! Non è la stessa cosa un bambino che, se vogliamo giustificato in parte dalla sua fanciullezza, tira la coda ad un gattino e lo stesso felino che gioca azzannando una lucertola. Se il primo posso redarguirlo, non posso fare altrettanto con il secondo; al massimo posso cercare di sottrargli il rettile dagli artigli ma non posso andare oltre perché frusterei il suo istinto predatore e gli creerei alla lunga dei problemi comportamentali. Coartare quell'istinto equivarrebbe a danneggiare quell'essere vivente in questione. Forse non umanizzare gli animali sarebbe il più bel favore che gli potremmo fare, visto quello che noi siamo diventati oggigiorno. Certo esistono casi limite che vediamo nelle nostra case, in cui animali che non si amano affatto se mantenuti nel loro habitat naturale, possono trovarsi in sintonia tra loro; ma estremizzare questo concetto potrebbe portare fuori strada e non servirebbe a molto per il futuro delle nostra battaglie. Con tutto ciò vogliamo ribadire la nostra convinzione sull'assoluta inutilità di certi sistemi con cui l'uomo gioca un po' troppo e a cui prima o poi dovrà pagare uno scomodo tributo.

A tre battaglie vogliamo dedicare il nostro impegno. Lo diciamo con coraggio: Sono anche troppe! Per una piccola associazione che vuole fare luce sulle troppe ingiustizie che vengono perpetrate a danno di esseri, che per loro istinto non hanno colpa neanche quando uccidono altrui vita, sarà una vera impresa!...

Ma noi non siamo certo qui a piangerci addosso, perché troppe creature della Terra hanno bisogno del coraggio di pochi che si adoperino, affinché terminino le loro sofferenze.

Questi esseri-oggetti che privati di tutto, manipolati a piacimento, considerati semplice merce di scambio, con un'indifferenza ed una crudeltà gratuita da far ribrezzo, vengono chiamati in causa in ogni momento in cui qualcuno lo ritiene opportuno per la sua vita: per lusso nella moda; per divertimento negli zoo, nei circhi o negli acquari; per curiosità nei documentari; per interesse scientifico nella ricerca medica; per firma nell'abbigliamento; per gusto nell'alimentazione e così via. Siamo tutti, e dico tutti colpevoli di questa situazione, anche quelli che dicono di amarli veramente. Nel momento in cui scriviamo è da poco la notizia di tre orsi e di due lupi avvelenati in Abruzzo dalla politica del bracconaggio; la stessa perversa forma criminale che si diverte ad infierire, con trappole e fucili, a Ponza e Cipro a danno di stormi di migratori, nonostante i divieti vista la loro importantissima presenza per il patrimonio selvatico. E di cosa ci dovremmo stupire visto ciò che rappresenta oggi la caccia, diventata ormai un ludico sport e non più una lotta vitale per la sopravvivenza? Non può stupirci tutto questo, visto quello che è diventato oggi l'uomo perdendo centralità e senso di sé, dove la barbarie e il suo sadismo non hanno più confini.

Ecco perché nonostante questa, crediamo sincera, disamina, noi pur essendo come ripetiamo non esclusi da responsabilità soggettive, vogliamo porre un freno a ciò che senza bisogno di filosofie può e deve essere sconfitto. Le tre teste del Cerbero moderno a cui tenteremo di tagliare la testa e a cui gridiamo un secco NO sono pertanto:

NO VIVISEZIONE

Animale come modello

Non si potrà più dire che la pratica vivisettoria, con impressa la commovente frase se vuoi salvare un bambino devi sacrificare un topolino, si fa per il bene dell'Umanità. Non si potrà più nascondere, a tutti coloro che non sono addetti ai lavori e quindi non hanno la necessaria competenza, che in realtà ciò che viene chiamata Ricerca è una macchina propagandistica, utilizzata per esaudire esclusive logiche di profitto di alcune minoranze che oggi dettano le regole nel gioco economico. È per questo che non servono né lacrime e né rabbia, ma solo grande freddezza nella strategia ed una chiara lucidità negli obiettivi; la stessa che contraddistingue tanti celebri camici bianchi quando infatuano di promesse salutistiche le ignare masse in cambio di qualche piccolo aiuto monetario. È per questo che non opporremo a loro, picchetti di protesta o manifestazioni di sdegno, che anche se sono azioni che apprezziamo e rispettiamo perchè sono nobili cause, non portano al fine vero, che è per l'appunto l'abolizione una volta per tutte della vivisezione. Siamo consci del fatto che ciò non avverrà con la bacchetta magica in tempi brevi e ancor prima dovrà cambiare l'arrogante pregiudizio scientista e positivista trasformatosi in fede.

Anche Hans Ruesch ha cercato di combattere questo inattaccabile dogma con due testi importantissimi che ci spiegano cos'è il Potere Medico: Imperatrice Nuda (1976) e la sua ultima opera La figlia dell'Imperatrice (2006)

NO PELLICCE

Animale come oggetto

Non si potrà più rimanere indifferenti agli scempi che vengono perpetrati nel nostro mondo globalizzato, con esempi negativi quali, la Cina, con i suoi animali scuoiati vivi, la Namibia o il Canada, con l'uccisione indiscriminata dei cuccioli di foca... e potremmo continuare... . in cui si è realmente all'apogeo della crudezza umana e della sua infinita tristezza. Oggi esistono tra l'altro possibilità alternative fatte di pellicce ecologiche o tessuti senza fibre animali, che potrebbero rappresentare più avanti una valida all'alternativa all'opulenza ed alla vanitosa idiozia in cui sopravvive decrepita la nostra attuale società. Diciamo pertanto NO anche a quelle pratiche ritenute sbrigative come il mulesing.

NO ALLEVAMENTI INTENSIVI

Animale come merce

Non è necessario essere dei vegetariani doc o aver letto "del mangiare carne" di Plutarco, per accorgersi dello strazio a cui vengono sottoposti, giorno dopo giorno, migliaia di animali sottoposti alle peggiori sevizie e martoriati ininterrottamente in queste fabbriche di sangue.

Questa battaglia al pari della lotta alla vivisezione, che come sappiamo bene è addirittura tutelata dalle leggi tuttora vigenti, è probabilmente la battaglia più difficile da intraprendere. Proprio perché non si attacca un sistema ma tutto il sistema. Con ciò vogliamo sicuramente auspicare un ritorno ad una cultura agricola che torni a seguire i cicli naturali e non i costi gestionali del mercato.

Il vero problema è che oggi non è più possibile neppure l'utilizzo degli allevamenti non intensivi, cioè in spazi aperti, poichè siamo arrivati ad un punto in cui la popolazione globale è talmente aumentata, che non ci sono più le condizioni e le risorse per mantenere in vita questo sistema che in altri tempi ha avuto una sua ragione di esistere. Quindi, pur con tutti gli evidenti limiti della questione, quello che auspichiamo è un ritorno ad una visione tradizionale dell'esistenza, in cui si dava perlomeno una dignità all'animale, si valutava il suo fondamentale ruolo in questo mondo, si rispettava, anche nel sacrificio cruento, quel "genius loci" di cui ci si serviva in vario modo. Dall'altra parte della barricata poi, abbiamo semplicemente tutti i più grandi colossi dell'industria alimentare e non solo, le lobbies e i Mc Donald's di turno. Sono tutti quei poteri che vendutisi al dio denaro, ammassano metro per metro tutto ciò che respira... affinchè la macchina del progresso non si fermi mai e il ciclo produttivo non subisca mai alcun rallentamento. L'animale oggetto del mondo di mercato o di moda che vive per il nostro lusso e la nostra vanitosa opulenza è lo stesso animale merce che vive in un orrendo macello o come l'animale modello sperimentale che vive rinchiuso fino alla fine dei suoi giorni in un laboratorio. E qui non vogliamo sfociare in alcunché di retorica o di falso moralismo. È una pura constatazione che si concretizza poi in quel cibo malato che la maggior parte dell'Umanità assume con tutti i rischi e le malattie, soprattutto psichiche, che potranno derivare dalle assurde condizioni innaturali in cui hanno vissuto la loro penosa vita tutti quegli sfortunati esseri. Qualcuno si è chiesto in un lontano passato se gli animali hanno un'anima! Chissà se la risposta è proprio nel nome di questi. Chissà soprattutto che tutte queste anime malate di cui ci nutriamo con tanta avidità, non contribuiscano a farci sopravvivere ancora peggio di come stiamo.

Ci auguriamo che chi ha apprezzato questa lettura si unisca a noi, cioè alla nostra mentalità e non alla nostra associazione, in queste battaglie per la vita e per la vera libertà, di queste moltitudini di abitanti che popolano il nostro mondo e a cui non possiamo e non dobbiamo restare ignavi.

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