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- 01/02/2012 Incontro a Roma per votare l'art.16 e discutere i relativi comma per bloccare la sperimentazione animale
Questa mattina siamo andati ad assistere ai Lavori per l’implementazione dell' Art.16 – Emendamento “Brambilla” e la discussione dei relativi comma, che comporterebbero alcuni miglioramenti (pur con oggettive limitazioni “imposte” dai poteri forti dell’Industria e del Farmaco) alla pratica inutile della sperimentazione animale, ad uno stop definitivo per l’allevamento Green Hill della multinazionale americana Marshall, ad una incentivazione dei metodi alternativi con relativa facilità di diffusione per i ricercatori che vogliano usufruire di queste possibilità.
Nella veste di semplice spettatore, ma anche no vista la battaglia che stiamo portando avanti come Memento Naturae da diversi mesi a favore del ddl 53/2008, sposiamo la causa che si è discussa in questa sede e ci auguriamo che l’impegno da parte di tutte le associazioni impegnate sia sempre più costruttivo e sinergico e possa condurre a dei passi concreti.
L’incontro si è tenuto alla Sala delle Colonne della Camera dei Deputati organizzato da Enpa, I-Care, Lav, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Le. I.D.A.A., Limav e Oipa. Sono stati molti i relatori (tra cui senatori e deputati) che sono intervenuti per spiegar le ragioni di questo incontro e l’importanza per l’Italia di recepire la Direttiva Europea non in maniera “passiva” ma viceversa facendo tutto il possibile per trasformarsi in esempio positivo, almeno su questo argomento, per tutti i paesi comunitari europei.
Ognuno ha cercato di spiegare dettagliatamente e in completa onestà tutti i comma che verranno votati prima alla Camera e successivamente al Senato.
Tra i vari invitati erano presenti: Massimo Comparotto (Oipa); la biologa Michela Kuan, Gianluca Felicetti e Carla Campanaro (Lav); Carla Rocchi (Enpa); Michele Pezone (Lega Nazionale Difesa Cane); Carla Ramacciotti (Limav); Anna Laura Stammati (Ipam); Antonio di Marco (responsabile Parco faunistico Abatino); Massimo Tettamanti (i-Care); Dr.ssa Gaetana Ferri (Direttore Generale Sanità Animale e Farmaco Veterinario); On. Michela Vittoria Brambilla e Sen. Silvana Amati; infine l’avvocato cassazionista Eugenio Picozza.
Quest’ultimo sicuramente ha deliziato chi lo ascoltava con una pregevole relazione fatta di grande ottimismo (che non guasta mai) e di citazioni che partendo dal maestro esoterico Gurdjeff, sono arrivate a far intendere che è il principio che deve costituire il punto fermo e non compromissibile che deve precedere idealmente e pragmaticamente la legge stessa.
Sono molte le novità che potrebbero esserci e rimarremmo con gli occhi molto aperti per vigilare su tutto; di certo la caparbietà di vari deputati e senatori con in testa la Brambilla, forse avrà una parte crediamo decisiva per chiudere intanto Green Hill; ciò creerebbe un precedente e andrebbe a lanciare un messaggio forte alle multinazionali farmaceutiche come la Marshall (che ha altri 4 stabilimenti fuori dall’Italia), che qualcosa nel nostro Paese si sta muovendo e che quindi le loro continue minacce di “delocalizzare” le loro “risorse” fuori dai nostri confini, ci interessano ben poco visto che l’effetto domino, come sta accadendo per la finanza mondiale, potrebbe esserci anche per questa situazione.
Come abbiamo affermato più volte l’Italia su questo tema può rappresentare una avanguardia di tutto rispetto e la legge sull'obiezione di coscienza del 1993 ne è una conferma visto che siamo l’unico stato al mondo ad averla fatta approvare.
La frase dell’On. Brambilla “Green Hill chiuderà” ci fa ben sperare che non sia solo un proclama vuoto ma sia invece un vero e proprio punto di non ritorno a cui non si può più tornare indietro viste anche le irregolarità dal punto di vista giudiziario che comporta tutto il complesso fascicolo di Montichiari.
Altra frase detta dalla Brambilla che condividiamo in pieno è “la frammentazione è nemica dell’efficacia” cioè un monito per tutti a fare quadrato intorno ad un obiettivo comune, la strada più utile per arrivare a delle soluzioni concrete. Nel nostro caso possiamo anche confermarlo visto che grazie al contributo di tutti siamo riusciti nel 2010 a fermare un emendamento a favore della caccia selvaggia a Montecitorio.
Sappiamo che nonostante che per tutti valga l’imperativo della abolizione totale della vivisezione, per arrivare a questo fine ci possono essere strade anche molto distanti, filosofie di vita e impostazioni mentali molto lontane.
Anche questa mattina voci di dissenso erano a loro volta presenti a gridare con forza che le associazioni non dovrebbero perdere tempo per dibattere leggi o emendamenti, ma nonostante tutto ciò il grande sforzo ed il notevole lavoro in questo campo prosegue senza sosta: anche noi nel nostro piccolo continueremo a farlo con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per creare i presupposti di quella rivoluzione interiore atta ad ottenere un cambiamento radicale di mentalità che poggi finalmente sulla visione spirituale che cerchi risposte nel Tutto e non nelle singole parti e che conduca ad agire attraverso un percorso condiviso ed un modo di sentire e di rapportarsi alla Vita, che abbia il suo substrato in una profonda intensità e tensione ed in un rispetto, verso e per, quella Terra che ci ospita.
Di conseguenza ci adopereremo per smascherare e porre fine a tutti quei paradigmi figli del materialismo storico, del metodo analitico, del mito del progresso, del denaro e del riduzionismo scientifico che stanno cadendo giorno per giorno con tutti i castelli di carta che si sono creati a loro difesa e che stanno portando l’uomo dal suo apice di "ben-essere" effimero ed edonistico al suo epilogo più grave di una fase di "mal-essere" esistenziale e spirituale che ciclicamente si ricordi. - 10/01/2011 Dove bisogna cercare per scoprire le misteriose morie di pesci e di uccelli in tutto il mondo?
In questi giorni sulle cronache mondiali si stanno verificando accadimenti molto particolari: morie di alcune specie di volatili e pesci diffuse un po’ in tutto il mondo, in zone fredde e in regioni notoriamente calde, in continenti con problematiche ambientali molto differenti e soprattutto in situazioni strane, dove è poco realistico abbinare facilmente le morie di pesci a quelle degli uccelli, visto che gli elementi aria e acqua, sono tratti peculiari e caratteristici di ambienti troppo diversi. Quindi cosa può aver causato tutti questi eventi anomali, avvenuti tutti in un preciso periodo, piuttosto simili e a notevole distanza l''uno dall''altro, un po’ in tutto il mondo? Cause naturali o colpa dell''uomo? Cambiamenti climatici, complotti o che altro?
Per gli amanti del catastrofismo potremmo citare la profezia dei Nativi Americani Hopi: "Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero e i fiumi scorreranno avvelenati…" Se a “gli uccelli cadranno dal cielo” mettiamo in relazione la pioggia apocalittica caduta su Beebe in Arkansas la notte di Capodanno ed a “il mare diventerà nero” ricordiamo il disastro della British Petroleum che ha colorato le coste di nero con il suo oro, per loro potremmo aver già risolto facilmente la questione.
Ma senza addentrarci troppo nel campo delle credenze, sappiamo molto bene che non è così facile “sapere la verità”, visto che viviamo nell’ epoca della comunicazione superveloce e globalizzata, dove per ottenere dettagli utili per delle accurate disamine, bisogna più volte rivolgersi alla rete, dal momento che l’informazione mediatica di tv e giornali è troppo legata ad interessi e connivenze con enti pubblici e governativi, quindi molto spesso è costretta a mentire all’opinione pubblica ed è per questo che ormai da tempo è considerato più affidabile un canale come youtube, per notizie “in tempo reale”.
In questo articolo, cercheremo di tracciare un quadro della situazione, utilizzando più ipotesi, per cercare di fornire elementi utili a chiunque voglia trovare una spiegazione a lui più congeniale. Le ipotesi non mancano e sono le più svariate: si va da quelle più radicali su esperimenti segreti militari, armi biologiche, batteriologiche, chimiche, inquinamenti mirati del suolo con sostanze tossiche e dell’aria con scie chimiche, a quelle più morbide e di conseguenza più “ufficiali”, che citano stress da acqua fredda per i pesci e trauma o aria molto fredda per gli uccelli, campi magnetici, grandine ad alta quota, fulmini, scariche elettriche, scherzi meteorologici e addirittura fuochi d''artificio.
Ma obiettivamente a nostro modo di vedere, se può essere giusto in questo contesto non citare Ufo, Alieni o 2012 per risolvere questo enigma, ci sembra altrettanto giusto non prendere in considerazione motivazioni troppo semplicistiche o riduttive come i botti di Capodanno o le indigestioni.
Il Tg2 ha detto in questi giorni che dai primi esami la causa della morte di uno stormo di tortore sia stata causata da indigestione; pare però quasi assurdo credere che l'' indigestione anziché colpire solo qualche esemplare, uccida uno stormo intero. Più che ad una indigestione verrebbe da pensare ad un virus sconosciuto, immesso in un particolare habitat.
In questa fonte, che non propende assolutamente a versioni apocalittiche di nessuna fede, il “mistero”, nonostante la diversità dei fatti e dei luoghi, sembrerebbe già ampiamente risolto. Noi siamo decisamente più cauti di questa certezza riportata da versioni “ufficiali”, che potrebbe invece essere una abile “copertura”, per non far scoprire altre prove più scomode o per non far pensare ad altre regie nascoste.
Altra versione affascinante da annotare e che si pensa possa rispondere alle morie di questi giorni, viene da un team svedese che dichiara di aver scoperto la causa della rapida scomparsa dei volatili nel Nord Europa”: una carenza di tiamina, vitamina B1 indispensabile alla vita ed elemento essenziale per il funzionamento dei nervi.
Qualcosa di strano indubbiamente sta accadendo e questo è innegabile. Inizialmente le autorità avevano attribuito al freddo la causa prima che stava uccidendo gli uccelli ed i pesci, ma adesso che sta accadendo in tutto il mondo, in troppi luoghi caldi, questa spiegazione non è più convincente. Non è nemmeno l''inquinamento, come l''acqua avvelenata o qualcosa nell''aria, ad essere una coincidenza possibile perché ucciderebbero senza selezionare le specie. Ma allora quale causa ha reso il mondo intero improvvisamente velenoso?
Se, come molti affermano, fosse una epidemia imputata come l’ aviaria ad aver causato le contemporanee morie dovremmo fare alcune osservazioni: i segni non sono caratteristici di questa infezione, viste che ad es. le tortore di Faenza, avevano strane colorazioni blu all’interno del becco; sembra poi poco probabile l''ipotesi dell''aviaria, perché un aspetto in comune sia in Arkansas, che in Svezia ed in Italia, è la presenza negli uccelli di traumi (trauma o tossina?) ed emorragia interne. Ma soprattutto, come si sarebbe diffusa ad una velocità così incredibile, in così poco tempo ed in luoghi così diversi del mondo? E se anche si trattasse di una sostanza inquinante o tossica, lo ripetiamo perché non uccide tutte le specie, ma solo un tipo particolare?
Prima di cominciare con le nostre soggettive valutazioni del problema, è opportuno partire da come è iniziato il tutto. Riportiamo perciò un elenco abbastanza dettagliato, ma da aggiornare quotidianamente se serve, dei decessi riscontrati tra dicembre e gennaio, su alcune specie di pesci e di uccelli, presenti in zone precise, segnalando anche le motivazioni date dai media su ogni singolo caso dopo gli accertamenti o le analisi, ma anche i dubbi che comunque persistono a queste “ufficialità” riconosciute. Si perché se ad alcune si può dare una versione di fatti scientifica e provata, come per esempio nel caso dell'' abbassamento improvviso della temperatura dell'' acqua, ad altri casi più particolari, come ad es. i pesci trovati senza occhi, è più difficile dare una spiegazione chiara.
Sono solo dati statistici quindi passibili di sbagli di calcolo o frutto di interpretazioni erronee, però una vaga idea della tragedia avvenuta la possono sicuramente fornire.
4 dicembre
Migliaia di pesci marini (PERU’)
11 dicembre
Migliaia di pesci marini (PORTO RICO)
13 dicembre
Centinaia di pesci d'acqua dolce (AUSTRALIA)
13 dicembre
10 tonnellate di pesci morti sulle rive di Kawau Island (NUOVA ZELANDA)
15 dicembre
Migliaia di pesci senza vita sulle coste della Florida(USA)
15 dicembre
Centinaia di cefali in Sicilia, (ITALIA)
15 dicembre
Tonnellate di pesci marini (PERU’)
16 dicembre
Migliaia di pesci marini (MESSICO)
16 dicembre
Numerosi pesci d'acqua dolce (FRANCIA)
17 dicembre
Centinaia di pesci d'acqua dolce in Michigan (USA)
17 dicembre
Migliaia di pesci d'acqua dolce (ARGENTINA)
18 dicembre
Centinaia di pesci d'acqua dolce (SPAGNA)
18 dicembre
Migliaia di pesci marini morti a Barangay Ibo nel Lapu-Lapu City, 1° caso di pesci morti e mangiati (FILIPPINE)
21 dicembre
Migliaia di pesci d'acqua dolce trovati morti per 18 km di costa (ARGENTINA)
22 dicembre
100 pellicani nel North Carolina (USA)
22 dicembre
Numerosi uccelli (MESSICO)
23 dicembre
Migliaia di snapper (Lutjanus campechanus) morti sulle spiagge, morie di pinguini, procellarie ed altri uccelli marini (NUOVA ZELANDA)
24 dicembre
Migliaia di pesci d'acqua dolce, 2° caso di pesci morti e mangiati (HAITI)
24 dicembre
Centinaia di stelle marine in South Carolina (USA)
28 dicembre
Migliaia di arselle, granchi, sogliole e vari pesci su 2 km di costa a Grosseto (ITALIA)
29 dicembre
Dozzine di pesci d'acqua dolce in Texas (USA)
31 dicembre
Migliaia di orate, triotti di acqua dolce, carpe (GALLES)
31 dicembre
10.000 pesci d'acqua dolce nel Maryland (USA)
31 dicembre
Migliaia di pesci, forse allevati (VIET NAM)
31 dicembre/1 gennaio
Un Capodanno con 5000 "merli dall' ala rossa" e numerosi corvi morti che sono caduti dal cielo a Beebe in Arkansas. Ai merli sono state riscontrate numerose ferite e coaguli di sangue dovuti a traumi interni, quindi le ipotesi sono che, terrorizzati dai botti, sarebbero volati via dai soliti ripari tenendo una bassa quota per sfuggire al rumore, incontrando la morte (diversi abitanti dicono di aver visto e sentito delle esplosioni in zona poco prima la caduta degli uccelli). Ma visto che molti altri dicono di averli visti morti molto prima delle 23:30, si pensa anche a fulmini, grandine ad alta quota o onde elettromagnetiche forse causate da HAARP (USA)
1 gennaio
Ben 2 milioni di pesci marini, tra cui giovani pesci spot della specie "Leiostomus xanthurus" (anche a causa di un rapido calo della temperatura scesa fino a 2° gradi centigradi), trovati morti, in questi primi giorni del 2011, sulle rive della baia di Chesapeake Bay in Maryland (USA)
1 gennaio
Circa 200 esemplari di storni trovati morti sulla Sannitica a Caserta. Si pensa a una ingestione di sostanze tossiche, o a una salmonellosi (ITALIA)
2 gennaio
Migliaia di orate e centinaia di pesci della specie "Pagro Rosa" morti (moltissimi trovati senza occhi) sulle spiagge della penisola di Coromandel (NUOVA ZELANDA)
2 gennaio
100 tonnellate tra ombrine, sardine, pesci gatto morti sulle rive del Paranagua e ritrovamenti simili sono avvenuti presso le coste di Pontal do Pontal do Parana, Guaraquecaba e Antonina (BRASILE)
3 gennaio
Migliaia di pesci d'acqua dolce (URUGUAY)
3 gennaio
In allerta dopo il ritrovamento di uccelli morti (GIAPPONE)
3 gennaio
100mila pesci tamburo d'acqua dolce morti ricoprono le sponde del fiume Arkansas River per circa 32 chilometri vicino alla cittadina di Ozark distante circa 200Km a nord ovest da Beebe in Arkansas (USA)
3 gennaio
40.000 "granchi vellutati" morti lungo la Thanet Coast in Kent, anche se questo fatto è già accaduto in passato a causa delle nevicate che rendono gelide le acque (GRAN BRETAGNA)
3 gennaio
400 tortore nel ravennate a Faenza vicino ad una distilleria che produce olio alimentare industriale ed una fabbrica di ceramiche, ciminiere che producono fumi per 24 ore al giorno. Rimane strano però che dalle analisi sulle granaglie stoccate nella distilleria, di cui gli uccelli sono ghiotti, altre specie come per es. i piccioni, che si cibano nell’area sempre degli stessi semi di mais, girasole e cereali, non hanno avuto gli stessi problemi. (ITALIA)
3 gennaio
Numerosi uccelli nel Tennessee (USA)
3 gennaio
Numerosi merli e altri uccelli (CANADA)
4 Gennaio
Circa 1500 esemplari protetti di uccelli "Berta Grigia" cadono dal cielo nel Sud America e vengono ritrovati morti sulle coste (CILE)
4 gennaio
500 merli e centinaia di storni, morti nei presso di Baton Rouge e nella zona di Labarre nella Contea di Pointe Coupee Parish, nel nord dello Stato della Louisiana al confine con l'Arkansas. Moltissimi avevano becco e ali rotte e segni di ferite: si ritiene che siano andati contro le linee elettriche a causa della scarsa visibilità notturna (USA)
4 gennaio
Migliaia di merli (ARGENTINA)
4 gennaio
Centinaia di pesci (FRANCIA)
4 gennaio
10.000 uccelli trovati morti nello stato del Manitoba,
uccelli e pesci morti lungo il fiume St. Clair nell'Ontario. Il fiume Goldstream, nel Goldstream Provincial Park (Victoria) misteriosamente ha assunto un colore verde luccicante (CANADA)
4 gennaio
Tonnellate di sardine ed una moria misteriosa di pesci nel litorale di Parana (ARGENTINA)
4 gennaio
Migliaia di pesci (COLOMBIA)
4 - 5 gennaio
Dozzine di mante e migliaia di pesci marini ritrovati a Port Orange in Florida (USA)
5 gennaio
3000 merli morti nel Nord Ovest del Kentucky, già qualche giorno prima una donna aveva avvisato alcune decine di uccelli senza vita nella periferia di Gilbertsville (USA)
5 gennaio
Aquile ed altri uccelli stanno cadendo dal cielo (CINA)
5 gennaio
Numerosi uccelli e dozzine di merli trovati sul bordo della strada a Rockwall in Texas (USA)
5 gennaio
Numerosi uccelli, tra cui 50 taccole e centinaia di corvi, morti a Falkoping ad un centinaio di Km da Goteborg (SVEZIA)
7 gennaio
Dozzine di pipistrelli morti in Arizona (USA)
8 gennaio
80 piccioni nel Quebeck (CANADA)
9 gennaio
Decine e decine di "tortore dal collare", nel modenese a San Cesario (ITALIA)
Se ci sono giustificate perplessità su queste inspiegabili o perlomeno poco chiare morie di pesci e volatili avvenute in diversi luoghi del pianeta, è anche possibile visionare 2 mappe interattive di Google
1 Mass Animal Deaths
2 Mass Animal Deaths
Vogliamo porvi all’ attenzione alcune interessanti notizie sulle 10 principali teorie per uccelli e pesci morti di cui vi riportiamo una breve sintesi delle ipotesi descritte. Per completare le descrizioni abbiamo citato anche altre interessanti possibilità segnalate su alcuni forum e siti tra i più diversificati.
Mass Media Ufficiali: Fulmini, grandine, collisioni a mezz' aria, linee elettriche e fuochi d'artificio di Capodanno che hanno causato trauma agli uccelli, malattia o "stress da acqua fredda" invece per i pesci. Il pensiero di esseri alati colti di sorpresa, o che abbiano "sbagliato" il loro modello di volo, è molto improbabile e in più dove sono le tracce di uccelli arrostiti se fossero stati colpiti dai fulmini?
Sciami meteorici: potrebbero essere indicativi di una locale onda d'urto.
Faglia a New Madrid: Un terremoto possibile stando ai dati raccolte sulle recenti attività sismiche lungo questa linea di faglia che corre lungo la sezione medio orientale degli Stati Uniti. Si aggiunga il disastro BP, che ha disperso Corexit nell'atmosfera per disperdere le macchie galleggianti di petrolio.
Esperimenti governativi militari: Un possibile virus o l' uso di armi biologiche su determinate specie. Da un articolo di Paul Joseph Watson e Alex Jones La moria di uccelli e pesci è collegata a esperimenti condotti dal governo, questa ipotesi non solo sembrerebbe possibile ma avrebbe anche precedenti storici in cui gli Usa hanno già utilizzato armi chimico-biologiche per infettare deliberatamente alcune popolazioni nemiche o per far ammalare altri di virus sconosciuti rilasciati nell’aria; oggi queste prove esistono. Altro episodio singolare che fa riflettere, è il modo con cui sono stati prelevati gli uccelli morti a loro detta “per cause naturali” in Arkansas (tute speciali, maschere e attrezzatura di ogni genere). Inoltre John Wheeler, scienziato di alto livello, fu testimone che le forze militari statunitensi usavano armi biochimiche per uccidere animali; questo fatto ora è a conoscenza anche del premier russo Putin.
OGM: Api e pipistrelli in forte calo e la notizia che la multinazionale Monsanto ha una sede nell'Arkansas.
HAARP: Tecnologia che attraverso studi sulla ionosfera e l’ utilizzo delle onde elettromagnetiche, riprende le ricerche del grande Nikola Tesla, per generare possibili cambiamenti climatici o disastri naturali. Agli esperimenti fatti da HAARP si associano anche eventi sismici di portata mondiale: 26 Dicembre 2002 Ciclone Zoe in Polinesia; 26 Dicembre 2003 terremoto in Iran; 26 Dicembre 2004 Tsunami nell' Oceano Indiano. Non entriamo in merito se questi numeri sono frutto della fantasia, del cospirazionismo o sono solo una semplice coincidenza; fatto sta che giocare con particolari forze della Natura, se non è voluto, può rivelarsi molto pericoloso. HAARP, nata nel 1992 ma praticamente sempre ignorata dai media, questa volta è stata citata dal Corriere della Sera, come interessante ipotesi per queste morti misteriose di massa. Infatti, anche se ha il suo quartier generale a Gakona in Alaska, quindi a distanze ragguardevoli dagli strani fenomeni verificatesi, potrebbe comunque raggiungere ed influenzare il mondo intero, visto che oggi esistono diverse installazioni militari disseminate per il globo e dotate di antenne nascoste e grandi antenne, ufficialmente utilizzate per altri fini, ma che, non si può escludere, possano servire ad altri scopi, come anche a esperimenti segreti .
Scie chimiche: Sistema di spargimento di agenti patogeni, nano particelle o sostanze chimiche tossiche, tramite utilizzo di aerei che fanno fuoriuscire in volo queste sostanze incriminate lasciando evidenti tracce di scie nel cielo. Per rimanere legati al nostro tema, riportiamo anche la notizia della strana morte di un ex militare, avvenuta a gennaio, che stava per spifferare compromettenti verità trapelate su aerei militari destinati in Iraq, che dal 2003 trasportavano sostanze tossiche per poi “rilavorarle” sul suolo americano nella base di “Pine Bluff” in Arkansas. Sembra che in un paio di occasioni, dei Tankers US Air Force (quelli che rilasciano le quotidiane scie chimiche) diretti in Afghanistan che trasportavano un arma spray biochimica (destinata alle popolazioni afghane mediante uso di gas nervino), abbiano avuto problemi e quindi tale veleno si sia riversato nell'aria e nel fiume dell' Arkansas (da cui la moria di 100.000 pesci).
Armi: Via satellite per creare "disastri naturali" sintonizzati su determinate frequenze.
Blue Beam: Progetto che come la sua controparte HAARP, utilizza l'energia naturale presente nella ionosfera come dispositivo sia visivo che acustico.
Modifiche Geomagnetiche: Una serie di manomissioni sulla Terra da parte dell'uomo, tempeste magnetiche o anomalie come quelle di un cambiamento climatico e magnetico della crosta terrestre” o di un Polo Nord magnetico che sta migrando verso la Russia. A questo proposito citiamo un articolo de la Stampa.it Il Polo si sposta troppo velocemente: aerei e uccelli in tilt, sulla chiusura di una pista d'atterraggio dell'aeroporto di Tampa in Florida. Forse sulla moria di uccelli così rilevante e degna di attenzione, bisogna anche riconoscere che uno stormo di uccelli che perde la rotta per ragioni magnetiche, potrebbe anche arrivare allo stremo delle proprie forse, ma in questo caso la morte dei singoli uccelli si distribuirebbero su un arco di tempo molto piu ampio. In questi episodi, invece, la morte degli stormi, o la causa che le ha generate, sembra essere concentrata in un luogo e in un momento preciso. La modalità della morte di questi uccelli quindi fa pensare di più a delle forme di esplosioni in aria o a delle contaminazioni localizzate. Di conseguenza sarebbe più interessante indagare in direzione o del progetto HAARP o di quello del rilascio di sostanze velenose da parte di aerei. Ma c’è anche da aggiungere a questa teoria che se merli, tortore e altri uccelli, si servono di particolari sensi per spostarsi, se fosse provato che il polo magnetico si è spostato di 10 gradi in poco tempo, gli uccelli che sono in grado di sentire il magnetismo “impazzirebbero”.
Fracking: Diverse "Compagnie del Gas" sarebbero impegnate ad un nuovo processo di perforazione idraulica denominato “fracking”. Negli Stati Uniti si stanno così inquinando le falde acquifere con sostanze chimiche, saturandole poi per ottenere il gas naturale dal terreno. Interessante sapere che le zone dove viene applicata questa tecnica, tra cui anche il "Nord Italia", coincidano stranamente alle zone maggiormente colpite dalle morie negli ultimi mesi e giorni.
Nube tossica: Ci sono voci che parlano di una industria di solventi chimici, che avrebbe riversato nelle acque, una grossa quantità di agenti chimici, velenosi ed altamente volatili. Una volta evaporati, dopo avere sterminato migliaia di pesci, si è immessa nella atmosfera e sta sterminando uccelli. È una sorta di nube tossica che si sposta in alta quota attraverso i continenti e che liberata nell'aria o nell'acqua, è capace di colpire un determinato animale senza lasciare tracce.
Scopo di questo scritto è quello di mettere in guardia tutti, affermando che queste "teorie" o "complotti", possono essere o non possono essere colpevoli di queste morie a pesci e uccelli in tutto il globo; ma non si può però nascondere ad occhi che sanno vedere, che le tecnologie messe in atto e qui descritte, servano a spruzzare veleni in terra, cielo e mare o a modificare il clima, questo quindi può essere parte fondamentale di un sistema atto ad offendere la Natura o a causare, intenzionalmente o no, stragi di animali oggi e di persone domani.
Conta poco poi comprendere se questo avvenga per una prova militare o spaziale, per un esperimento letale, per provare un arma o un virus, perché i veleni, le nano-particelle, i metalli pesanti spruzzati con le scie chimiche si sono accumulati oltremisura, perché la tossicologia moderna sta devastando l’agricoltura, per via degli organismi genticamente modificati immessi in humus particolari, per i sistemi di emissione di onde elettromagnetiche del sistema HAARP, o per le onde ELF, che ormai hanno portato, a seguito della comunicazione di massa, ad un livello di inquinamento acustico, atmosferico ed elettromagnetico altissimo.
Tutto questo elenco di sospetti ha come finalità quella di far comprendere solo la verità più importante da sapere per il bene del nostro pianeta: troppi sono ormai i focolai accesi in ogni angolo ed è questo il vero allarme, che potrebbe causare prima o poi, non è importante sapere quando, un incendio disastroso con ripercussioni inimmaginabili per tutti noi e gli esseri che lo abitano. - 03/12/2010 No allo smembramento del Parco Stelvio!
Proprio alla fine di questo 2010, anno dichiarato per la difesa della biodiversità, alcune oligarchie e strani giochi di palazzo, rischiano di frantumare la più grande area protetta d’Europa. Si iniziano infatti ad intravedere nubi oscure sulla futura gestione di uno dei più grandi parchi nazionali delle Alpi italiane, il Parco Stelvio – NationalPark Stilfserjoch (www.stelviopark.it). Da oggi non ci sarà più quella componente unitaria che fin dal 1935 ha rivestito un ruolo di primaria importanza in un territorio che per la sua straordinaria varietà e ricchezza è stato da sempre tutelato, gestito e conservato intatto. Potrebbe avvenire addirittura un possibile frazionamento in tre zone geografiche distinte e con competenze autonome specifiche che potrebbero pertanto “sorvolare” sulle necessarie e portanti questioni di protezione e sicurezza che devono essere mantenute in una zona a così alta biodiversità. Questo “declassamento” , comporterebbe col tempo ad un lento ed inesorabile declino del Parco dello Stelvio voluto così prepotentemente dal Sud Tirolo in mano ad una burocrazia cieca e attenta solo alle questioni interne ai propri confini. Non è certo un caso che questa proposta è stata avanzata dal governatore altoatesino Luis Durnwalder, cacciatore convinto, che forse potrebbe avere interessi a spezzettare il Parco per offrire più possibilità ai suoi amici della doppietta. Si vocifera di inchieste di un possibile voto di fiducia della Südtiroler Volkspartei (SVP), che vista la delicatissima situazione politica giustificherebbe il fatto di essersi voluti incontrare a dicembre e potrebbe aver favorito questo radicale cambiamento che attua un passaggio da una gestione unitaria a un generico comitato di coordinamento con mere funzioni di indirizzo, in cui ogni provincia avrà libertà di approvare proprie norme di tutela attraverso leggi ad hoc. Non è quindi casuale che dopo anni di assenza e molto lontani da occhi indiscreti, martedì 30 novembre a Roma si sia incontrata la “Commissione dei 12”, organismo paritetico tra Stato e Province Autonome di Trento e Bolzano, che ha deliberato appunto, questa modifica al Decreto del Presidente della Repubblica che, dal 1974 istituiva la responsabilità della gestione del Parco ad un Consorzio unitario. Secondo la norma elaborata che ora passerà ai ministeri competenti, il personale del parco nazionale dello Stelvio passerà a una società di gestione, finanziata tramite l' “Accordo di Milano” che prevede un contributo delle Province autonome per i Comuni limitrofi. Nell'ente di coordinamento del Parco sarà anche rappresentato il Ministero. In tale contesto perfino la Legge Quadro 394 del 6 dicembre 1991 sulle Aree Protette, potrebbe venire disapplicata. Se la politica vince sulla conservazione , non si potrà più sperare in nulla di positivo per i nostri territori già così oltraggiati di continuo; se si trasforma un Parco che doveva diventare “transnazionale” in “tre parchi regionali”, significa che il particolarismo di qualche potentato, trionfa sull’unitarietà di vedute e di intenti di uno stato; se si preferiscono costruire impianti sciistici, strade e cemento in mezzo ai pascoli, o far giocare esseri irresponsabili con i fucili anziché proteggere un’area di ghiacciai e foreste dove trovano rifugio specie di fauna e di flora esclusive per questo arco alpino, vuol dire che questo sistema di pseudo-valori moderni, è talmente malato, che andrebbe epurato per sempre.
- 10/06/2010 Finalmente si conclude il "lavoro" dell' Allevamento Morini! E ora guerra contro Green Hill....per salvare più di 2500 cani di razza Beagle!
"Grazie all’accordo sottoscritto tra Giovanna Soprani, titolare dell’allevamento Morini Sas e il sindaco di San Polo, Mirca Carletti, la ditta ha cessato l’ attività e al posto dello stabilimento il Comune ha previsto la riqualificazione e la valorizzazione dell’intera area".
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Questa è la notizia ufficiale uscita sulla stampa che però manca di un piccolo particolare: la chiusura dell’ Allevamento Stefano Morini S.A.S. di San Polo d’ Enza (Reggio Emilia), è avvenuta soprattutto grazie all’ impegno di tanti attivisti animalisti e associazioni, che sono riusciti a smascherare agli occhi dell’opinione pubblica, questo Allevamento che fin dal 1953 “vende animali” ai laboratori farmaceutici per la pratica vivisettoria!
Tutto ha inizio quando, il 28 maggio 2002, un camion destinato ad un laboratorio farmaco-tossicologico di Amburgo, in Germania che trasportava 56 cagnolini di razza Beagle provenienti dall’ Allevamento Morini, viene fermato e sequestrato alla frontiera del Brennero. I cuccioli sarebbero stati sottoposti a terribili esperimenti di tossicologia, a scopo di quella che viene chiamata “Ricerca”. Così alla fine del 2002 si costituisce il Coordinamento Chiudere Morini; inizia una campagna notevole di informazione sulle “verità” di quel luogo di torture, fino ad arrivare ad una clamorosa liberazione di 99 Beagle ad opera di ignoti, rivendicata come FLA (Fronte Liberazione Animale). Così dopo quasi 7 anni di battaglie, gli attivisti ottengono meritatamente la loro vittoria per la libertà di questi sfortunati esseri. Infatti è dal marzo 2010 che Morini commercialmente non esiste praticamente più, vista la fama poco piacevole con cui veniva ormai considerata da tutti; ma nonostante le condizioni economiche avverse, la “Signora Morini”, ha mantenuto in prigionia questi poveri animali, senza dargli ovviamente più le necessarie cure (alcuni non più tanto cuccioli) fino al grande giorno di ieri in cui finalmente potranno avere una vera famiglia.
A noi poco importa che questa “contro-verità” non sia uscita, la cosa che più ci preme sottolineare, è che, l’affidamento di questi amici a quattro zampe (ma anche di vari roditori), è stato concesso a Sara D’ Angelo di VitadaCani, conosciuta per aver creato insieme al Dr. Massimo Tettamanti con il suo VitadaTopi (attualmente confluito in un progetto ancora più grande Icare), il cosiddetto Recupero Animali da Laboratorio, nato con il progetto DL4 proprio con i cani Beagle.
Grazie al coordinamento di vari gruppi e singoli attivisti che hanno aderito con più o meno impegno, sudore e sacrificio a questa campagna, si è ottenuto un risultato molto importante. Ma ora bisogna fare i conti con un altro grosso colosso che bisogna fermare: Green Hill.
A Montichiari vicino Brescia, sorge un allevamento di cani beagle che da anni rifornisce i laboratori di vivisezione di tutta Europa, e ha in progetto di ampliarsi, approfittando anche della "defaillance" del Morini fortunatamente caduto in “disgrazia”, costruendo altri capannoni utili a rinchiudere fino a 5000 cani. Questo lo renderebbe il più grande e forse il centro della vivisezione canina più importante di tutto il continente europeo.
Green Hill è una vera e propria “fabbrica di cani” in cui questi animali vengono prodotti in serie, in piccole gabbie messe in fila e chiuse dentro capannoni privi di finestre, luce naturale o aria fresca.
Per Green Hill gli animali sono solamente merce, oggetti da far riprodurre e vendere, senza interessarsi al dolore e la sofferenza, psichica e fisica, che si incrementerà atrocemente quando finiranno nei laboratori di morte.
Ecco perché è nata "Salviamo i cani di Green Hill" (2500 beagle imprigionati) una campagna contro l'ampliamento di questa orrenda fabbrica. Dobbiamo dare due dati in merito a questa faccenda: la prima è una notizia positiva saputa proprio in occasione della grande manifestazione fatta il 24 marzo a Brescia su questo problema. Il Comune di Montichiari ha negato i permessi per ampliare l’allevamento! "Elena Zanola, sindaco di Montichiari, saputo del progetto inquietante di costruire 5 capannoni sotterranei in cui rinchiudere altri 2500 cani ha respinto la richiesta poiché le colline moreniche su cui sorge Green Hill sono tutelate come patrimonio ambientale di Montichiari e il Comune non permette che vengano devastate da questi aguzzini".
L’altra è meno rosea: si vocifera che tra coloro che detengono il capitale della “Green Hill 2001 srl”, oggi ci sia dietro anche Marshall Farms Inc. La sede di Marshall Farm Group Ltd è a North Rose, nello stato di New York, e la sua storia parte nel 1939, come allevamento di animali da pelliccia di Gilman e Ina Marshall, che già allora rifornivano i laboratori di sperimentazione. Attualmente è il più grande allevamento di furetti degli USA. È quindi un altro impero finanziario costruito sulla pelle degli animali che inizia ad avere interessi a questo allevamento. Cerchiamo, uniti solo per questo scopo, fregandosene delle etichette e delle faziosità che non servono al bene degli animali e agendo ognuno nel suo preciso mondo di appartenenza, di non permettere, ai figli dello Zio Sam, di portare avanti questo infame progetto. - 03/06/2010 Interrogativi, verità e menzogne su BP e Marea Nera!
Il 20 Aprile 2010 al largo della Louisiana, la Piattaforma Deepwater Horizon esplode uccidendo 11 operai. Due giorni dopo la stessa piattaforma si inabissa ad oltre 1500 metri di profondità, liberando in mare un fiume ininterrotto di petrolio. La notizia fa il giro del mondo e vista la gravità della catastrofe, sui forum e sulla rete cominciano a girare video, testimonianze e informazioni di ogni tipo che a volte non coincidono con le "verità ufficiali" che ci vengono fornite dai media. Proprio per questo motivo in questo nostro scritto, volutamente tardivo per necessità di avere più elementi da considerare per valutare il problema, che non ha pretese assolutamente di essere esaustivo e che anzi verrà di volta in volta aggiornato con notizie più recenti, vorremmo proporre interrogativi e ragionamenti che esulino dal normale "pensare" a questo disastro e che vadano a cercare anche verità scomode, che possano provare quanto marcio nascosto ci sia in questa vicenda ed in tutto quello che il "vero" Grande Fratello, vuole continuamente farci credere. Le pluri-verità e non una mono-verità, saranno i tanti tasselli che valuteremo per ricostruire questo mosaico; tra le righe meno in vista della rete e i trafiletti di giornale, anzichè dai siti più visti e dai titoloni a tutta pagina; cercheremo informazioni interessanti, dettagli particolari, ma anche riscontri tecnico-scientifici confutabili da veri esperti del campo, non certo da noi, che non abbiamo pretesa di esserlo e neanche ci interessa più di tanto. Vogliamo in conclusione far trovare in questa grande marea mediatica (per restare in tema), chiavi di lettura propositive di informazioni inutili e disinformazioni utili, che possano fornire un quadro d'' insieme a chi come noi, voglia scoprire cosa è successo e perchè è successo, non "passivamente", da semplice spettatore che assiste allo spettacolo, ma "attivamente", cercando di capire da dietro le quinte questa storia. Quello che è accaduto, stravolgerà l''equilibrio del nostro pianeta, quindi è necessario avere ben chiara "la regia", quella "logica perversa di profitto" con al suo vertice "pochi speculatori criminali" che stanno giocando con la vita e i delicati equilibri del nostro pianeta e continuano a proporre un "modello di sviluppo utile a pochi" ed una "società insostenibile creata subdolamente ad arte per le masse". La responsabilità in questo preciso contesto, è di alcuni omuncoli irresponsabili, con manie di grandezza, arroganti al punto da non accontentarsi di quello che si trova ben visibile in superficie, ma disposti perfino ad entrare impunemente nelle intimità della nostra Madre Terra, succhiando nelle viscere della crosta terrestre e degli abissi marini, per possedere quel demonico e tellurico oro nero che li porterà, quando la Natura e il Tempo decideranno che è arrivata l''ora, alla loro più completa disfatta. “Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che il denaro non si può mangiare”. Da questo detto pellerossa scopriamo a chiare lettere come un autentico selvaggio, inserito in ossequioso rispetto alle leggi prestabilite da Qualcuno a lui superiore, poteva vivere in sintonia con la Natura in una costante sacralizzazione degli elementi dell’universo; rispetto a chi invece era ed è ancora oggi, solo un moderno e prepotente homo oeconomicus, squallido depredatore di risorse che non appartengono a lui, che professa pace e solidarietà rubando risorse altrui e schiavizzando ogni popolo o comunità che non sia d’accordo con il suo sistema “democratico”.
Chi ha causato questa catastofe ecologica?
La British Petroleum (BP), multinazionale britannica fondata agli inizi del Novecento, e che alle spalle ha un curriculum di tutto rispetto, fatto di intrallazzi politici, incidenti, disastri naturali, nonchè di una costante partecipazione insieme alla anglo-olandese Shell, al Club Bilderberg, confraternita di banchieri, finanzieri e magnati del’industria che discutono abitualmente con politici “amici” sulle misure da adottare nel mercato globale. BP è anche controllata da un certo Nathan Philip Rothschild, membro di una delle poche ricchissime famiglie e potenti dinastie, che gestiscono tutte le risorse del nostro pianeta e che dettano legge ai popoli e agli stati tramite il ricatto del signoraggio bancario. BP da sempre ha rivestito un ruolo geopolitico strategico nelle numerose guerre del petrolio, avvenute in tante parti del globo, sopratutto in Africa e Medio Oriente. Secondo il geopolitico Michel Chossudovsky, è nota per aver avuto il 13 luglio 2006, un ruolo di importante azionista, insieme ad altre celebri compagnie, tra cui l''italiana Eni e la francese Total, nell''''inaugurazione dello strategico oleodotto Ceyhan-Tblisi-Baku (BTC), che è "stranamente" coincisa allo stesso giorno in cui avveniva il bombardamento israeliano in Libano. Da segnalare anche, come riportato il 2 giugno 2007 dal settimanale “The Economist”, la firma di un contratto stipulato con la Libia per la ricerca di gas naturale per un valore di 900 milioni di dollari, in cui si evince che la compagnia del Regno Unito, sarebbe disposta a fare investimenti per 26 miliardi di dollari nel paese nordafricano, nel campo dell’esplorazione degli idrocarburi. Ma la notizia decisamente più importante e legata alla vicenda attuale, è datata 2 settembre 2009, quando BP scopre un gigantesco giacimento nel Golfo del Messico. Si trova al largo delle coste della Louisiana e la stima della portata massima di questo giacimento, raggiungibile entro il 2020, sarebbe di 600.000 barili al giorno, che è circa la produzione annuale dell''Arabia Saudita. Un cambiamento di rotta epocale per le strategie anglo-americane che dipendevano per il petrolio dai paesi arabi?Dopo la nuova inquino-denominazione British Polluter da parte di GreenPeace e la promessa mantenuta qualche anno prima di voler portare il petrolio sulle coste americane, la BP si è distinta subito per aver allontanato volontari, ambientalisti e reporter che volevano riprendere immagini della catastrofe; per aver inscenato dei soccorsi appariscenti ed in grande stile in occasione della visita di Obama ed infine per aver cercato di ingannare allevatori ittici e pescatori locali (testimonianza CNN), dichiarando di fornirgli occupazione a patto che non la citassero per danni. Comodo! Scoperta la cosa si è scatenata una corsa fino ad arrivare a più di 30 "class-action" (cause collettive) fatte da pescatori, allevatori di ostriche, proprietari di barche e di condomini per turisti, tutti contro BP e le sue compagnie di merenda. Ma a parte queste "modalità d'' uso" nel gestire una situazione ormai precipitata, la cosa forse molto più grave, apparsa in diverse fonti è che dal 1 maggio viene costantemente spruzzato per mezzo dell'' aereo Hercules C-130 il Corexit 9527, disperdente prodotto dalla Nalco (proprietà della Goldman Sachs), una società che in passato faceva parte della Exxon Mobil Corporation e la cui leadership comprende attuali dirigenti sia della BP che della Exxon; si tratta quindi di agenti chimici tossici usati come disperdenti e immessi in acqua per sciogliere le chiazze di greggio in superficie, ma creando "nuvole" di idrocarburi e solventi in sospensione sotto il mare.Oggi, nonostante sembra stia mettendo in campo tutte le sue risorse e i suoi potenti mezzi tecnologici per fermare la fuoriuscita del greggio in mare, è accusata del più grande disastro forse della storia, insieme alla Transocean, multinazionale svizzera proprietaria della piattaforma colpevole e alla Halliburton altro colosso ingegneristico-energetico delle trivellazioni, legata a Dick Cheney che fino all’agosto 2000, era il numero due della società prima di diventare vice presidente degli Stati Uniti d’America ed essere tra i principali responsabili della guerra in Iraq ma sopratutto noto alle cronache, per gli scandali collegati agli appalti per la sua "ricostruzione" (15 miliardi e mezzo di dollari).
La spettacolarizzazione della marea nera: più Film che Realtà
Quella che dovrebbe essere una catastrofe mondiale sembra più apparire un business se andiamo a vedere come si stanno comportando nel presentarcela. Intanto diamo uno sguardo alle telecamere BP che riprendono la fuoriuscita di petrolio 24 ore su 24 (trasmessa anche dalla PBS, TV pubblica statunitense). Come? Attraverso 12 webcam collegate on-line ai Robot subacquei ROV (Remote Operate Veicles) che stanno lavorando a -1500 e che vengono offerte al marketing mediatico con un bel pacchetto per dare la possibilità ad un pubblico molto curioso e bambinesco e che ama guardare dal buco della serratura, di seguire angosciosamente il quantitativo di petrolio che si sversa in mare minuto per minuto, da tutte le angolazioni possibili. Le riprese sono per visionare 1 tra le 12 webcam, oppure in simultanea tutte le telecamere. Generosa questa BP! Così generosa col prossimo da aver lanciato, in collaborazione con il governo degli Stati Uniti, pagina Facebook e un account Twitter per mantenere aggiornati circa l''incidente. In un comunicato, l''azienda ha affermato che "… in una situazione di crisi, i social media rappresentano il sistema più efficace per raggiungere le persone desiderose di informazioni, grazie una comunicazione diretta, efficace e aggiornata, se necessario, minuto per minuto”. Facebook ha già raggiunto più di 12.000 contatti e il sito BP America Twitter conta oltre 2500 frequentatori. Non solo, a seguito di migliaia di telefonate ed e-mail, ha deciso di aprire un sito Internet (www.deepwaterhorizonresponse.com), lanciando un S.O.S. mediatico alla rete affinchè giungano direttamente al tavolo dei ”cervelloni” del gigante petrolifero, tutte le idee più geniali, i consigli e i suggerimenti tecnici per porre fine al disastro ambientale; le notizie saranno valutate al meglio per trovare una soluzione. Ma in realtà sembra che questa richiesta di solidarietà non sia stata ben accetta dalla BP, visto che ha censurato, senza apparenti motivazioni diverse richieste: James Cameron, regista di Titanic e Avatar con grande esperienza lavorativa in profondità considerevoli, che voleva contribuire e ha ricevuto un secco no, ma anche altri aiuti di persone disposte a offrire consulenze e professionalità sono state gentilmente rifiutate. Proprio due italiani si sono fatti vivi: Bruno Audisio, apparso a Striscia la Notizia e affermando che la natura non va contrariata bensì accompagnata, ha dichiarato che non era così necessario voler chiudere a tutti i costi il pozzo (visto che ciò potrà essere fatto ad agosto), ma era meglio convogliare il petrolio e levarlo; il Geometra Giancarlo Sansò, con un brevetto particolare a base di una miscela composta per solidificare gli idrocarburi . Nessuna risposta o considerazione. Ci ricorda un po’ come quando a casa nostra si derideva un certo Giampaolo Giuliani, che a sentire le notizie di oggi, forse non era uno squilibrato quando parlava di Radon per prevedere i sismi. Una tragedia che dovrebbe far riflettere sulla deriva che ormai accompagna l’uomo nei tempi attuali, si trasforma in perfetto stile Hollywood in un evento mediatico di proporzioni gigantesche che potrebbe se già non lo è diventato, diventare un grande affare per lo stesso responsabile del disastro. In più ci si mette anche PaddyPower.com, un sito irlandese, bookmaker di macabre scommesse sulla fine di molte specie a rischio di scomparire dal pianeta: capodoglio, tonno rosso e pellicano bruno simbolo della Louisiana. Ma sopratutto una cosa molto strana è il film premonitore Knowing - Segnali dal Futuro, che prevede tra tante profezie, proprio la tragedia avvenuta nel Golfo del Messico. E se il recente disastro ecologico nel Golfo del Messico fosse stato intenzionalmente pianificato, non sarebbe normale aspettarsi che i piani di contenimento più "dolci" non funzionino a dovere, che il disastro si aggravi maggiormente e che eventualmente venga risolto con una azione risoluta (ordigno nucleare)?Il “mea culpa” del colosso britannico appare un po’come il suo fallimento, ma è anche molto comodo per giustificare un danno irreparabile causato ad oceani e fauna marina, cavandosela con un semplice “scusate”, come quando una persona malvagia che ha sbagliato, in punto di morte si confessi, pensando che così facendo gli si apriranno le porte del paradiso e non subisca le conseguenze delle sue azioni. BP per la quantità di petrolio che fuoriesce dalla falla ha praticamente creato un vulcano artificiale e incontrollato di petrolio sottomarino, che potrebbe annoverare di diritto il suo incidente (o altro fattore) tra le 10 peggiori maree nere del mondo. I numeri della Deepwater Horizon sulle perdite effettive di greggio, potrebbero superare perfino il precedente negativo del 1979, sempre nel Golfo del Messico, capitato alla piattaforma Sedko135 F della Pemex, che per 10 mesi scaricò petrolio in mare. Andiamo a vedere i 3 tentativi utilizzati per risolvere questa emergenza.
5 Maggio - La Cupola
Una struttura di un centinaio di tonnellate sormontata da una cupola di cemento da installare a circa 1600 metri di profondità, avrebbe dovuto già risolvere tutto. Si sbagliavano e così il primo tentativo di usare questo "gigantesco tappo" per tentare di bloccare il riversamento di greggio in mare dal pozzo petrolifero sottomarino, fallisce miseramente (meglio ancora, non entra mai in funzione). poichè la pressione è troppo forte e la corrente del mare vanifica ogni tentativo.
15 Maggio - Il Siringone
Una nuova tecnica per arginare il flusso attraverso un tubo flessibile inserito nel braccio del pozzo, che dovrebbe aspirare una parte del petrolio. Una specie di siringa telecomandata per pompare in superficie il petrolio. I primi risultati subito deludenti, con il siringone che si era staccato un paio di volte, poi finalmente una nave-cisterna ha incamerato i primi quantitativi modesti di greggio. Si vorrebbe provare ad aumentare la potenza di aspirazione, ma permane il rischio di un nuovo “distacco” e così si capisce che questo sistema non può essere di certo la soluzione più adeguata ad una così vasta fuoriuscita.
26 Maggio - Top Kill
Alle ore 13 (20 in Italia) per tentare di arginare l''emorragia di petrolio che da più di un mese sta devastando il Golfo del Messico, parte Top Kill, particolare Operazione Subacquea atta a iniettare fluidi pesanti nel pozzo per riuscire a cementare la falla. Tale manovra però non è mai stata sperimentata a una profondità di 1600 metri sotto il livello del mare. Il risultato raggiunto è stato che Top Kill è ufficialmente morta in tre giorni dopo aver utilizzato 35 mila barili di fluidi dall'' inizio del pompaggio.
31 Maggio - Lower Marine Riser Package (LMRP)
Questa è al momento l''ultima carta, il Piano D che sta giocando la BP. La nuova procedura per porre fine alla catastrofe marina, consisterà nel sovrapporre alla valvola danneggiata una nuova valvola, che dovrebbe interrompere definitivamente la perdita. Ma fonti americane confermano che questo tentativo può comportare il rischio sensibile di aumentare il flusso del petrolio di almeno il 20%. Il 4 giugno Bp è riuscita a fissare il tappo cilindrico sulla cima del pozzo danneggiato, usando dei robot subacquei; ma dovrà comunque passare del tempo prima di capire se questo metodo sarà veramente la soluzione.
In conclusione a questo scritto possiamo solo aggiungere un fatto. Il tentativo, vero o presunto, di salvare il Golfo del Messico, al momento è risultato essere solo un completo fallimento. Seguendo il processo fase per fase, si denota ancora una volta, la superficialità agghiacciante con cui queste criminali multinazionali al pari delle banche, stanno ricoprendo di ferite e cicatrici l'' interno della nostra Madre Terra, trivellando tutto il possibile per ricavare sempre più oro nero, utile solo ai loro sporchi profitti e non ai popoli del pianeta, senza avere la minima conoscenza di ciò che si può verificare in casi avversi. - 29/04/2010 La Rete Regionale Rifiuti che rinasce!
La RRRLazio che da molti anni condivide la fondamentale battaglia per una corretta gestione dei rifiuti intesi come risorse e non come scarti, questa mattina in una conferenza stampa di cui potete leggere il Comunicato, ha rilanciato le innovative posizioni della sua Piattaforma della Rete e rinnovato la veste grafica del proprio sito web. Il 2010 sarà un anno importante che chiederà risposte concrete alle amministrazioni e alle istituzioni per arrivare a consumare meno e riciclare tutto. Con l'aiuto delle tante realtà presenti all'interno, che presentano identità differenti ma che hanno un obiettivo comune, vorremmo riuscirci sopratutto sensibilizzando i cittadini ad un confronto sull'importanza di superare e comprendere i vecchi e antiquati schemi inceneritoristi in una propositiva chiave di riutilizzo totale di tutte le materie prime presenti sul mercato.
- 22/04/2010 Vittoria contro la Caccia Selvaggia!
Nel sacro giorno del 21 Aprile, Natale dell’Urbe, città guarda caso, fondata proprio grazie ad un rito di interpretazione simbolica del volo degli uccelli, gli amanti della doppietta forse hanno fatto un passo indietro. Si perché a sentire la Confavi, pare che non abbiano proprio ben gradito il responso ottenuto alla Camera. A seguito di un Comunicato Stampa della Lipu, l’Art. 43, nonostante la deroga sul calendario venatorio della prima decade di febbraio concessa alle Regioni ma con parere vincolante dell’Ispra, introdurrebbe importanti novità più a tutela della Natura e degli animali selvatici, che a favore dei cacciatori. Per chi crede di essere ancora un fedele servitore di Artemide, divinità che sacralizzava l’atto in se della caccia e che crediamo oggi non apprezzerebbe molto lo “stile moderno” con cui si interpreta questa antica usanza, ciò dovrebbe far profondamente riflettere.
Dovrebbe far comprendere a chi è duro di comprendonio, che non è una questione di estremismo animalista o ambientalista, come continuano a ripetere sui blog questi eroi dal grilletto facile, ma che se una funzione non è più inserita in un contesto organico di cui ne fa parte, è destinata per forza di cose a morire. Il mondo nel bene o nel male è molto cambiato, c’è una sensibilità diversa nei confronti dell’ambiente e di chi lo abita, una risposta al troppo antropocentrismo deviato un po’ come ha ben sottolineato Massimo Fini che tra questo uomo e il vulcano islandese Eyjafjallajökull, sceglie quest’ultimo. Quindi è inutile ostinarsi con una pratica che oggi è sempre più fuori dal tempo, che non ha più alcun valore, che non è amata perché divenuta superflua in questo mondo globalizzato, che ha ben più gravi problemi a cui rispondere. È più onorevole accettare di essere stati sconfitti invece che continuare a ingannare chi sa, con tentativi subdoli, macchinazioni, blitz, accordi politici, pressioni, giustificazioni inopportune ecc., cioè in sintesi tutto il contrario di quella che in passato rappresentò per molti versi una vera arte della caccia, eticamente equilibrata, combattuta e affrontata con un certo spirito ed in chiave di una certa sfida quasi alla pari tra chi era offensore e chi difensore. Il modo per essere “uomini” con una chiara vis aristocratica dell’esistenza, anziché “machi” che affrontano in armi creature indifese e impossibilitate a reagire, anche in una società alienante come questa, è sempre presente.
Si può riscoprire scalando una montagna, immergendosi in un abisso, attraversando un bosco o percependo il silenzio, ma anche dimostrando più semplicemente di avere un po’ di coraggio (potremmo dire “di palle” se ce lo permettete) ed una certa coerenza nella vita di tutti i giorni, cosa divenuta piuttosto rara ai tempi odierni, salvo quando non ci sia una azione eclatante per recitare una parte da personaggio hollywoodiano su un palcoscenico mediatico e con un pubblico ben pronto ad applaudire le nostre gesta.
Detto questo, per le associazioni che hanno combattuto, abbiamo scoperto tutti insieme che la sinergia anche con identità differenti è possibile e può permettere di creare qualcosa di consistente nell’immediato futuro. Oggi è d’obbligo riaffermare con forza che la sacralità della Natura, degli Elementi e degli Animali dovrà essere sempre più difesa se vogliamo che un certo Uomo riscopra se stesso attraverso significati che celano profonde verità. Non pretendiamo di diventare dei San Francesco con la capacità di saper riconoscere attraverso occhi spirituali la "luce" presente in tutte le creature anche con "abiti" materiali diversi da noi, o dei Buddha che seppero spiegare la differenza tra ciò che autorizzava gli antichi sacrifici di animali e ciò che non giustificava più l’utilizzo di miliardi di esseri innocenti come fabbriche per i mattatoi di quest’epoca. Allo stesso modo visto che oggi non ha assolutamente più senso la pratica venatoria, ci basterà più facilmente non asservirci alle fandonie di queste lobbie, anche molto potenti, che vogliono impedirci l' elevato compito di smascherare il fatto che per attuare i loro presunti scopi, vogliono farci credere che in un mondo dove oggi non c’è traccia di sacro, ci sia ancora bisogno di cacciare per difendere le proprie tradizioni e l’equilibrio della natura. Esiste già un arbitro superiore nella Terra e l’ uomo dovrebbe limitarsi ad esserlo solo di se stesso, scegliendo la via che lo porti ad elevarsi piuttosto ché degradarsi. - 19/04/2010 A Montecitorio per fermare la Caccia Selvaggia!
Da questa mattina è iniziata la grande mobilitazione per combattere in difesa della nostra Terra, minacciata e sfruttata continuamente per ogni sua risorsa ed oggi attaccata anche dal fardello pericolosissimo di una Caccia Selvaggia che comporterebbe invitanti "libertà di pensiero" alle Regioni e che potrebbe arrecare ancor più offese alle meravigliose creature a cui si vuole impedire di compiere quelle "traiettorie impercettibili", che ha ben compreso Battiato e non certi politici pressapochisti e collusi in squallidi ricatti economico-elettorali. Si perché non c'è solo la componente dei cacciatori a fare pressioni, ma sopratutto le lobbies delle armi, poteri che vogliono mantenere in piedi questo "spettacolo" per i loro lucrosi affari, fatto di cartucce e di fucili, eticamente usato con chi non ha alcuna possibilità di difesa, poiché sorpreso vigliaccamente (potremmo dire alle spalle?) quando è in volo e libero nel cielo.
A chi difende valori non a chiacchiere ma con azioni pragmatiche, dovrebbe far riflettere che questo modus operandi di cacciare, è guarda caso protetto e tutelato ad oltranza, da chi invece rappresenta l'antitesi perfetta ad una giusta ed equilibrata armonia che si dovrebbe tenere in rispetto al Tutto che ci circonda.
L'appuntamento è fissato per domani mattina dalle 11 sempre a Montecitorio per dimostrare venendo ancor più numerosi, quanto questa battaglia sia frutto di una sinergia di varie anime, anche diverse tra loro, ma che hanno a cuore la Natura e chi la abita e che hanno messo in secondo piano eventuali personalismi o rivalità, per cooperare insieme al fine di ottenere un risultato pienamente condiviso.
La trasversalità della battaglia è dimostrata dal fatto che oltre alle giuste pressioni delle associazioni, oggi ci sono stati stravolgimenti anche all'interno della stessa Maggioranza, che potrebbero portare a sviluppi interessanti. Si perché una trentina di deputati del PDL distribuiti abbastanza equamente tra finiani e berlusconiani, ad indicare che il fatto non è una guerra interna di partito, quanto una chiara consapevolezza della gravità di tale norma, tra l'altro ottenuta con uno squallido raggiro, hanno scritto direttamente al Cavalier Silvio Berlusconi, per scongiurare che nell'articolo 43, il famigerato comma 2 b, possa essere incautamente approvato.
Così, in questa difficile partita, ci siamo noi a dover difendere una piccola trincea chiamata Natura, che è di continuo assaltata da più parti e da un nemico che dispone di molte più forze, meglio armato, equipaggiato ed organizzato di noi. Ma nonostante questa disparità di forze in campo, simile a quella che c'è tra chi spara e chi vola, saremo pronti a difendere in nome dell'etica e della giustizia, valori nobili e molto più alti dei fattori utilitaristici e prettamente soggettivi di alcuni esseri umani così irresponsabili. Difendere quelle ali che si alzano nei cieli equivale a difendere quel coraggio di non sentire mai sconfitta quella nostra profonda volontà di cambiare un mondo che, se non intraprende prontamente una nuova direzione sarà destinato inesorabilmente nella morsa del suo auto-annientamento. - 10/03/2010 Caccia Selvaggia e Tradizione Rurale uniti contro gli ambientalisti! Ma siamo proprio sicuri che sia così?
Ieri 9 Marzo 2010 ci sarebbe dovuta essere la più importante manifestazione dell’anno per chi è in difesa dei principi tradizionali attaccati da noi pazzi, integralisti, estremisti, animal-ambientalisti! L’On. Berlato aveva anticipato, in tempi non sospetti, che era venuto il momento di creare finalmente una Lobbie della Cultura Rurale (ha molto di simbiosi con la Terra il mischiare veri ed antichi saperi dei nostri antenati con le multinazionali del saccheggio autorizzato). A sentire le cronache e le notizie ricevute, sembra però che l’afflusso alla grande manifestazione nazionale a favore della difesa della tradizione rurale ed agricola, nonché della caccia moderna e di altre forme di allevamento/sfruttamento animale (cosa c’entrano in tutto questo i vetturini e i circensi dovrebbero spiegarcelo meglio), tanto care all’omuncolo dei nostri tempi, si sia rivelata un completo fallimento e non solo per il tempo avverso incontrato (Strano! Forse che la Natura non sia in armonia con i loro bei principi?).
I protagonisti affermano che erano in 100.000 (tipico alzare le cifre in qualunque corteo e di qualunque colore si tratti), per la questura meno di 8000, per altri ancora non più di 3000 mila persone. Ma al di la dei numeri “reali” a noi insignificanti, visto che il numero non è mai indice di qualità, ciò che diverte è che da un sondaggio, risulta che un vero e proprio plebiscito (più dell’80% dei cittadini delle Regioni di tutta Italia) si è scagliato contro i tentativi di modifiche fatti in questi mesi per le deroghe alla caccia. Ciò vuol dire non destra, centro o sinistra, ma praticamente “tutto lo Stivale” (visto che un 20% ormai non vota più e non si interessa a sondaggi ed altri meccanismi politici), è d’accordo su questo punto. Se volete leggere nel dettaglio eccovi un articolo con cifre piuttosto dettagliate.
La tradizione è cosa ben diversa dallo sparare ad essere innocenti che svolazzano nei nostri cieli inquinati ed eticamente sporcati da questi personaggi che pretendono di paragonare quella che era una antichissima “ritualità” frutto di una sacralità in cui si viveva immersi con il Creato”, a quello sport vigliacco in cui si è trasformata oggi e che non ha più ragione di proseguire. In passato la caccia ha rappresentato un patrimonio centrale per tanti popolazioni di mezzo mondo, ha avuto un significato sicuramente profondo e arcaico molto al di la del semplice uccidere, ma oggi non è più attuale riproporre un modello che non può più esistere perché non ci sono più né veri cacciatori, eticamente parlando, nè esistono più prede in abbondanza da cacciare, né esistono più condizioni naturali per praticarla (es. urbanizzazione nelle campagne e nei boschi ormai si può dire cementati). Anche perché per sfamarsi basta semplicemente andare al supermercato e scegliere in un vasto assortimento la preda più appropriata e ciò non differisce molto dalla azione omologante dello sparare in un angolo verde, appositamente preparato, su animali posti in quel parco giochi per l’uomo moderno così frustrato da una società alienante.
Quindi basta con le menzogne! È ora di affermare come stanno veramente le cose e che chi è contrario all’estremismo venatorio non deve essere per forza ostile a quei saldi principi che si formarono in nobili visioni che conoscevano nel dettaglio le forze e le manifestazioni che agivano e che si chiamavano per "nome". Allora si sapeva come regolare ed equilibrare i ritmi dell' Universo, attraverso una profonda conoscenza di Sè e del Sacro, ma oggi sono soltanto giustificazioni o reminiscenze lontanissime non più legate a quella dignità vivificante che né giustificava il loro operato.
[ Dettagli » ] - 28/01/2010 Caccia Selvaggia e Politica 1 – Civiltà 0. Hanno vinto loro per ora… ma una battaglia non la guerra!
Oggi è stato vergognosamente approvato l’art. 38 al Senato inerente alla ormai nota caccia selvaggia, nonostante che 130 Associazioni, che pur nutrendo ognuna sicuramente differenti pensieri e modi di intendere e di agire sulla delicata questione che la caccia moderna oggi riveste, si siano attivate in ogni modo per sensibilizzare molti politici e per chiedere in maniera compatta anche a Silvio Berlusconi di fermare la strage. In attesa del futuro scontro alla Camera, è opportuno ribadire che questa nuova forzatura, questo allungamento della stagione venatoria valido solo per alcune specie (forse si salveranno perché già troppo “impegnati” solo la lepre, che da troppo tempo offre già la sua pelle all' industria della pelliccia e il coniglio, piuttosto richiesto per la vivisezione in cosmetica), si offrirà l’opportunità a molte Regioni di “gestire” il loro contesto ambientale e di conseguenza di danneggiare ulteriormente il pianeta e chi lo abita, con un più ampio raggio di azione. Si perché ciò che si chiamava caccia e che era una tradizione rituale e centrale, diversamente interpretata da popolo a popolo e soprattutto finalizzata alla sussistenza e non al mercato o al puro divertimento, oggi è diventata semplice sport, praticato da un omuncolo che usa armi impari contro avversari nella maggior parte dei casi indifesi e che non rappresenta pertanto più quella sfida o quella prova del fuoco che in tempi remoti ha avuto una suo particolare e profondo significato di esistere. Gli avversari che vogliono continuare con questa obsoleta pratica, sono proprio quelli che affermano di rifarsi alle tradizioni, alle difese del mondo rurale e contadino, continuamente colpite da attacchi estremistici di associazioni ambientaliste e animaliste che non sanno più cos’è la Natura, che ne parlano soltanto e che non la vivono in maniera sana e “naturale” come loro, perchè non ci sparano dentro, non la inquinano con i loro bossoli nocivi all'ecosistema, non la sfruttano in ogni sua parte di terreno disponibile, non trattano gli animali che ci vivono come ingranaggi di una fabbrica, non trattano le risorse per futili motivi come un consumo ed uno spreco ben lontano da una semplice esigenza per i popoli di nutrirsi. È ormai d’uso nella nostra natura malata continuare ad offendere il Creato, credere di dominarlo, mentre in realtà si è schiavi di un meccanismo che ci porterà ad essere peggiori di quello che già siamo. Mascherando il tutto con la magica parola tradizione, qualcuno pensa di mettersi al riparo, facendo così finta di non ricordare che quella che loro amano chiamare tradizione o difesa del mondo rurale, non presenta più determinate regole da parte del predatore rispetto alla preda, un etica e soprattutto un rispetto dell’avversario, e lo dimostrano il continuo uso dei richiami vivi e le trappole disseminate dappertutto per catturare qualsiasi cosa che si muova o respiri, non rivestendo quindi un modo di essere più consono a chi creda veramente in ciò che dovrebbe rappresentare una vera tradizione.
Al di la delle ormai ridicole etichette Destra e Sinistra (lo dimostra il fatto che all’interno della stessa maggioranza PDL molti deputati erano contrari), il modo di agire sporco nella politica è un'altra dimostrazione degli interessi che muovono questa Italia venatoria: blitz continui per modificare la legge, falsi messaggi alla stampa, politici a ricoprire doppi e subdoli ruoli (Santini, Ronchi, Prestigiacomo) tentativi di pressioni di varie lobbies nel commercio di armi, comunicazioni di emendamenti diversi rispetto ai precedenti, assoluto disinteresse per ciò che concerne la bio-diversità (il 2010 tra l’altro è l’anno in sua difesa), volontà di ferire ancora una volta la nostra casa, la Terra, con una intrusione di un antropocentrico essere che ormai nel più completo delirio di onnipotenza, ha preso il ruolo di Dio e pensa di poter fare tutto ciò che più lo aggrada. La verità è che il non rispetto degli altri esseri che coabitano con noi questo pianeta, equivale al non rispetto di sé stessi, ma si ricordino bene questi signori, si chiamino cacciatori, circensi, vivisettori o allevatori, che ad azione corrisponde reazione e che il male che si procura volontariamente ad altri, prima o poi torna, nelle stesse o in altre forme, come un boomerang a chi ha comportato tutto questo.
Ecco tutte le associazioni contrarie all’Art. 38 sull’allungamento della stagione venatoria (disposte in ordine alfabetico e non di importanza)
elenco in aggiornamento viste le continue adesioni
Acif Lanciano
Adea
AINS Onlus
ALTARES - Associazione per la trasparenza attività amministrative
Amiche di Lu
Amici della Terra
A.N.AB. - Associazione Naturista Abruzzese
Animalisti Italiani Onlus
ANIMAL'S EMERGENCY ONLUS
ANTA Onlus
ARF
ARTA (Genova)
ASADA (Chieti)
Associazione A.GE. Progetto Andrea
Associazione Agrifoglio
Associazione Allelammie
Associazione Amici degli Animali (ADA)
Associazione Amici del “Troian”
Associazione Animali in città (Venezia)
Associazione Asfodelo
Associazione Astra Ambiente
Associazione Atargatis
Associazione CAFE (Pavia)
Associazione Canili Lazio ONLUS
Associazione Centro Tutela Fauna Selvatica Esotica Monte Adone
Associazione Chiliamacisegua
Associazione Cinofila Frentana
Associazione Con Fido nel Cuore
Associazione Culturale Fons Perennis
Associazione Cuneobirding Onlus
Associazione dei Nonni e delle Nonne Argento vivo di Bereguardo
Associazione del Canile di Chieti
Associazione Dingo (Sezione di Venezia)
Associazione EBN Italia
Associazione Estuario Nostro (Venezia)
Associazione Fido Amico (Venezia)
Associazione FORUM ITALIA
Associazione Fotoclub (Sezione Latina)
Associazione GRIDAS
Associazione Gruppo Micologico Naturalistico Giuseppe Bianca ONLUS
Associazione il Naviglio Pavese ONLUS
Associazione In esaurimento
Associazione Incontramondi
Associazione KALURA
Associazione L’isola che non c’è
Associazione La Domus
Associazione LA FENICE
Associazione La Salsola (Venezia)
Associazione La Spinosa per l’Ambiente (Velletri)
Associazione LEDA
Associazione Leonidas
Associazione Ligure Agenti di Vigilanza Ambientale
Associazione LIMAV
Associazione Litorale Romano e Vasche Maccarese
Associazione Marco Mascagna
Associazione Medicina Democratica
Associazione MINAS TIRITH
Associazione Mountain Wilderness
Associazione NEVERLAND
Associazione No alla Caccia
Associazione Ombre Lucenti
Associazione ONDA (Sezione Latina)
Associazione ORNIS italica
Associazione ornitologi Emilia Romagna
Associazione Paese Ambiente (Treviso)
Associazione per fare un Albero Onlus
Associazione per la difesa dei Mulazzi e del territorio
Associazione Pet Village (Roma)
Associazione Rocchetta e dintorni (Lido di Venezia)
Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale
Associazione TERRE DEL LAZIO onlus
Associazione Trovatelli 4 mila (Napoli)
Associazione Vegetariani Italiani (Sezione di Venezia)
Associazione Verde Mediterraneo
Associazione Villaggio Fogliano
Associazione Vittime della Caccia
Associazione VO.DI.SCA.
Associazione Volontari Canili Porta Portese
Avda
Azalea
Baffi e Code per Amici (Livorno)
CAP Amici Cani
CAP Animal House
CAP Associazione Qua la Zampa
CAP Comitato per il Canile di Parma
CAP Enpa Parma
CAP Lega del Cane
Caserta città ciclabile
Cendea Centro Documentazione Eco Animalista
Centro Hurtado
Centro Territoriale Mammut
Circolo ARCI Ortosonico di Giussago
Circolo Culturale Janus
Circolo Legambiente Sibilla Aleramo
Cittadinanza attiva (Latina)
Cittadinanza attiva (Puglia)
Comitato Acqua Pubblica di Caserta
Comitato civico per l’ambiente del XIII municipio di Roma
Comitato civico Torre d’Isola
Comitato di quartiere amici della Madonnetta
Comitato Parchi Nazionali
Comitato Pavia Asti Senegal
Comitato per la tutela dell’Ambiente e del Territorio (Pavia)
Comitato Salvaguardia di Fiumicino
Comitato Salvaguardia di Focene
Comunità di base del Cassano
CRAL INPDAP (Latina)
D.N.A.
ENPA
Fao Pet Group
Fare Verde
FIE - Federazione Italiana Escursionisti
Fondazione Goffredo Castani
Fondazione Marcello Zei
Fondo siciliano per la natura Pro natura
Forum Ambientalista
Gaia
GAROL
Greenpeace Italia
Horse Angels - Associazione Nazionale per la Tutela Equina
ISAT
Istituto Nazionale di Bioarchitettura (Siracusa)
Italia Nostra
Koinè - Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali
La Pangea ONLUS
La Vita degli Altri Onlus
LAC
L'Alberata
LAV
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Legambiente
LIDA
LIPU BirdLife Italia
Memento Naturae
MONDO CANE ONLUS (Forlì)
Movimento Antispecista
Oipa
Organizzazione Lucana per l’Ambiente
PANDA
Rete Rurale Sabina
Slov Ital Forum - Associazione Italo Slovacca per la promozione culturale della cultura e del turismo
SROPU
The Jane Goodall Institute Italia onlus
U.N.A. Uomo Natura Animali
Unione Naturisti Italiani (Sezione del Lazio)
VAS - Verdi Ambiente e Società
WWF Italia
