Ultime notizie
- 10/03/2010 Caccia Selvaggia e Tradizione Rurale uniti contro gli ambientalisti! Ma siamo proprio sicuri che sia così?
Ieri 9 Marzo 2010 ci sarebbe dovuta essere la più importante manifestazione dell’anno per chi è in difesa dei principi tradizionali attaccati da noi pazzi, integralisti, estremisti, animal-ambientalisti! L’On. Berlato aveva anticipato, in tempi non sospetti, che era venuto il momento di creare finalmente una Lobbie della Cultura Rurale (ha molto di simbiosi con la Terra il mischiare veri ed antichi saperi dei nostri antenati con le multinazionali del saccheggio autorizzato). A sentire le cronache e le notizie ricevute, sembra però che l’afflusso alla grande manifestazione nazionale a favore della difesa della tradizione rurale ed agricola, nonché della caccia moderna e di altre forme di allevamento/sfruttamento animale (cosa c’entrano in tutto questo i vetturini e i circensi dovrebbero spiegarcelo meglio), tanto care all’omuncolo dei nostri tempi, si sia rivelata un completo fallimento e non solo per il tempo avverso incontrato (Strano! Forse che la Natura non sia in armonia con i loro bei principi?).
I protagonisti affermano che erano in 100.000 (tipico alzare le cifre in qualunque corteo e di qualunque colore si tratti), per la questura meno di 8000, per altri ancora non più di 3000 mila persone. Ma al di la dei numeri “reali” a noi insignificanti, visto che il numero non è mai indice di qualità, ciò che diverte è che da un sondaggio, risulta che un vero e proprio plebiscito (più dell’80% dei cittadini delle Regioni di tutta Italia) si è scagliato contro i tentativi di modifiche fatti in questi mesi per le deroghe alla caccia. Ciò vuol dire non destra, centro o sinistra, ma praticamente “tutto lo Stivale” (visto che un 20% ormai non vota più e non si interessa a sondaggi ed altri meccanismi politici), è d’accordo su questo punto. Se volete leggere nel dettaglio eccovi un articolo con cifre piuttosto dettagliate.
La tradizione è cosa ben diversa dallo sparare ad essere innocenti che svolazzano nei nostri cieli inquinati ed eticamente sporcati da questi personaggi che pretendono di paragonare quella che era una antichissima “ritualità” frutto di una sacralità in cui si viveva immersi con il Creato”, a quello sport vigliacco in cui si è trasformata oggi e che non ha più ragione di proseguire. In passato la caccia ha rappresentato un patrimonio centrale per tanti popolazioni di mezzo mondo, ha avuto un significato sicuramente profondo e arcaico molto al di la del semplice uccidere, ma oggi non è più attuale riproporre un modello che non può più esistere perché non ci sono più né veri cacciatori, eticamente parlando, nè esistono più prede in abbondanza da cacciare, né esistono più condizioni naturali per praticarla (es. urbanizzazione nelle campagne e nei boschi ormai si può dire cementati). Anche perché per sfamarsi basta semplicemente andare al supermercato e scegliere in un vasto assortimento la preda più appropriata e ciò non differisce molto dalla azione omologante dello sparare in un angolo verde, appositamente preparato, su animali posti in quel parco giochi per l’uomo moderno così frustrato da una società alienante.
Quindi basta con le menzogne! È ora di affermare come stanno veramente le cose e che chi è contrario all’estremismo venatorio non deve essere per forza ostile a quei saldi principi che si formarono in nobili visioni che conoscevano nel dettaglio le forze e le manifestazioni che agivano e che si chiamavano per "nome" poichè si sapeva come regolare ed equilibrare i ritmi dell' Universo attaverso una profonda conoscenza del sacro, e che oggi sono soltanto reminiscenze lontane non più legate a quella dignità vivificante che né giustificava il loro operato. - 28/01/2010 Caccia Selvaggia e Politica 1 – Civiltà 0. Hanno vinto loro per ora… ma una battaglia non la guerra!
Oggi è stato vergognosamente approvato l’art. 38 al Senato inerente alla ormai nota caccia selvaggia, nonostante che 130 Associazioni, che pur nutrendo ognuna sicuramente differenti pensieri e modi di intendere e di agire sulla delicata questione che la caccia moderna oggi riveste, si siano attivate in ogni modo per sensibilizzare molti politici e per chiedere in maniera compatta anche a Silvio Berlusconi di fermare la strage. In attesa del futuro scontro alla Camera, è opportuno ribadire che questa nuova forzatura, questo allungamento della stagione venatoria valido solo per alcune specie (forse si salveranno perché già troppo “impegnati” solo la lepre, che da troppo tempo offre già la sua pelle all' industria della pelliccia e il coniglio, piuttosto richiesto per la vivisezione in cosmetica), si offrirà l’opportunità a molte Regioni di “gestire” il loro contesto ambientale e di conseguenza di danneggiare ulteriormente il pianeta e chi lo abita, con un più ampio raggio di azione. Si perché ciò che si chiamava caccia e che era una tradizione rituale e centrale, diversamente interpretata da popolo a popolo e soprattutto finalizzata alla sussistenza e non al mercato o al puro divertimento, oggi è diventata semplice sport, praticato da un omuncolo che usa armi impari contro avversari nella maggior parte dei casi indifesi e che non rappresenta pertanto più quella sfida o quella prova del fuoco che in tempi remoti ha avuto una suo particolare e profondo significato di esistere. Gli avversari che vogliono continuare con questa obsoleta pratica, sono proprio quelli che affermano di rifarsi alle tradizioni, alle difese del mondo rurale e contadino, continuamente colpite da attacchi estremistici di associazioni ambientaliste e animaliste che non sanno più cos’è la Natura, che ne parlano soltanto e che non la vivono in maniera sana e “naturale” come loro, perchè non ci sparano dentro, non la inquinano con i loro bossoli nocivi all'ecosistema, non la sfruttano in ogni sua parte di terreno disponibile, non trattano gli animali che ci vivono come ingranaggi di una fabbrica, non trattano le risorse per futili motivi come un consumo ed uno spreco ben lontano da una semplice esigenza per i popoli di nutrirsi. È ormai d’uso nella nostra natura malata continuare ad offendere il Creato, credere di dominarlo, mentre in realtà si è schiavi di un meccanismo che ci porterà ad essere peggiori di quello che già siamo. Mascherando il tutto con la magica parola tradizione, qualcuno pensa di mettersi al riparo, facendo così finta di non ricordare che quella che loro amano chiamare tradizione o difesa del mondo rurale, non presenta più determinate regole da parte del predatore rispetto alla preda, un etica e soprattutto un rispetto dell’avversario, e lo dimostrano il continuo uso dei richiami vivi e le trappole disseminate dappertutto per catturare qualsiasi cosa che si muova o respiri, non rivestendo quindi un modo di essere più consono a chi creda veramente in ciò che dovrebbe rappresentare una vera tradizione.
Al di la delle ormai ridicole etichette Destra e Sinistra (lo dimostra il fatto che all’interno della stessa maggioranza PDL molti deputati erano contrari), il modo di agire sporco nella politica è un'altra dimostrazione degli interessi che muovono questa Italia venatoria: blitz continui per modificare la legge, falsi messaggi alla stampa, politici a ricoprire doppi e subdoli ruoli (Santini, Ronchi, Prestigiacomo) tentativi di pressioni di varie lobbies nel commercio di armi, comunicazioni di emendamenti diversi rispetto ai precedenti, assoluto disinteresse per ciò che concerne la bio-diversità (il 2010 tra l’altro è l’anno in sua difesa), volontà di ferire ancora una volta la nostra casa, la Terra, con una intrusione di un antropocentrico essere che ormai nel più completo delirio di onnipotenza, ha preso il ruolo di Dio e pensa di poter fare tutto ciò che più lo aggrada. La verità è che il non rispetto degli altri esseri che coabitano con noi questo pianeta, equivale al non rispetto di sé stessi, ma si ricordino bene questi signori, si chiamino cacciatori, circensi, vivisettori o allevatori, che ad azione corrisponde reazione e che il male che si procura volontariamente ad altri, prima o poi torna, nelle stesse o in altre forme, come un boomerang a chi ha comportato tutto questo.
Ecco tutte le associazioni contrarie all’Art. 38 sull’allungamento della stagione venatoria (disposte in ordine alfabetico e non di importanza)
elenco in aggiornamento viste le continue adesioni
Acif Lanciano
Adea
AINS Onlus
ALTARES - Associazione per la trasparenza attività amministrative
Amiche di Lu
Amici della Terra
A.N.AB. - Associazione Naturista Abruzzese
Animalisti Italiani Onlus
ANIMAL'S EMERGENCY ONLUS
ANTA Onlus
ARF
ARTA (Genova)
ASADA (Chieti)
Associazione A.GE. Progetto Andrea
Associazione Agrifoglio
Associazione Allelammie
Associazione Amici degli Animali (ADA)
Associazione Amici del “Troian”
Associazione Animali in città (Venezia)
Associazione Asfodelo
Associazione Astra Ambiente
Associazione Atargatis
Associazione CAFE (Pavia)
Associazione Canili Lazio ONLUS
Associazione Centro Tutela Fauna Selvatica Esotica Monte Adone
Associazione Chiliamacisegua
Associazione Cinofila Frentana
Associazione Con Fido nel Cuore
Associazione Culturale Fons Perennis
Associazione Cuneobirding Onlus
Associazione dei Nonni e delle Nonne Argento vivo di Bereguardo
Associazione del Canile di Chieti
Associazione Dingo (Sezione di Venezia)
Associazione EBN Italia
Associazione Estuario Nostro (Venezia)
Associazione Fido Amico (Venezia)
Associazione FORUM ITALIA
Associazione Fotoclub (Sezione Latina)
Associazione GRIDAS
Associazione Gruppo Micologico Naturalistico Giuseppe Bianca ONLUS
Associazione il Naviglio Pavese ONLUS
Associazione In esaurimento
Associazione Incontramondi
Associazione KALURA
Associazione L’isola che non c’è
Associazione La Domus
Associazione LA FENICE
Associazione La Salsola (Venezia)
Associazione La Spinosa per l’Ambiente (Velletri)
Associazione LEDA
Associazione Leonidas
Associazione Ligure Agenti di Vigilanza Ambientale
Associazione LIMAV
Associazione Litorale Romano e Vasche Maccarese
Associazione Marco Mascagna
Associazione Medicina Democratica
Associazione MINAS TIRITH
Associazione Mountain Wilderness
Associazione NEVERLAND
Associazione No alla Caccia
Associazione Ombre Lucenti
Associazione ONDA (Sezione Latina)
Associazione ORNIS italica
Associazione ornitologi Emilia Romagna
Associazione Paese Ambiente (Treviso)
Associazione per fare un Albero Onlus
Associazione per la difesa dei Mulazzi e del territorio
Associazione Pet Village (Roma)
Associazione Rocchetta e dintorni (Lido di Venezia)
Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale
Associazione TERRE DEL LAZIO onlus
Associazione Trovatelli 4 mila (Napoli)
Associazione Vegetariani Italiani (Sezione di Venezia)
Associazione Verde Mediterraneo
Associazione Villaggio Fogliano
Associazione Vittime della Caccia
Associazione VO.DI.SCA.
Associazione Volontari Canili Porta Portese
Avda
Azalea
Baffi e Code per Amici (Livorno)
CAP Amici Cani
CAP Animal House
CAP Associazione Qua la Zampa
CAP Comitato per il Canile di Parma
CAP Enpa Parma
CAP Lega del Cane
Caserta città ciclabile
Cendea Centro Documentazione Eco Animalista
Centro Hurtado
Centro Territoriale Mammut
Circolo ARCI Ortosonico di Giussago
Circolo Culturale Janus
Circolo Legambiente Sibilla Aleramo
Cittadinanza attiva (Latina)
Cittadinanza attiva (Puglia)
Comitato Acqua Pubblica di Caserta
Comitato civico per l’ambiente del XIII municipio di Roma
Comitato civico Torre d’Isola
Comitato di quartiere amici della Madonnetta
Comitato Parchi Nazionali
Comitato Pavia Asti Senegal
Comitato per la tutela dell’Ambiente e del Territorio (Pavia)
Comitato Salvaguardia di Fiumicino
Comitato Salvaguardia di Focene
Comunità di base del Cassano
CRAL INPDAP (Latina)
D.N.A.
ENPA
Fao Pet Group
Fare Verde
FIE - Federazione Italiana Escursionisti
Fondazione Goffredo Castani
Fondazione Marcello Zei
Fondo siciliano per la natura Pro natura
Forum Ambientalista
Gaia
GAROL
Greenpeace Italia
Horse Angels - Associazione Nazionale per la Tutela Equina
ISAT
Istituto Nazionale di Bioarchitettura (Siracusa)
Italia Nostra
Koinè - Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali
La Pangea ONLUS
La Vita degli Altri Onlus
LAC
L'Alberata
LAV
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Legambiente
LIDA
LIPU BirdLife Italia
Memento Naturae
MONDO CANE ONLUS (Forlì)
Movimento Antispecista
Oipa
Organizzazione Lucana per l’Ambiente
PANDA
Rete Rurale Sabina
Slov Ital Forum - Associazione Italo Slovacca per la promozione culturale della cultura e del turismo
SROPU
The Jane Goodall Institute Italia onlus
U.N.A. Uomo Natura Animali
Unione Naturisti Italiani (Sezione del Lazio)
VAS - Verdi Ambiente e Società
WWF Italia - 01/01/2010 L’anno è finito con Copenaghen: ma non c'è nulla di nuovo (e di buono)
Il 2009 finisce all’insegna del nulla di fatto su uno dei convegni considerati fondamentali per il futuro del nostro pianeta: stiamo parlando del Summit Onu tenutosi dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen, il COP15. Resoconto finale di questo vertice mondiale, nonostante i facili entusiasmi iniziali del Premier danese Lars Loekke Rasmussen, che ha salutato il mondo esordendo con “Copenaghen sarà Hopenaghen” (inglese “hope” che significa “speranza”) o le dichiarazioni di Rajendra Pachauri, vincitore indiano del Nobel e Presidente dell'IPCC, l’ente Onu che si occupa dei cambiamenti climatici, tra i 100 Capi di Stato, i 192 Rappresentanti dei Paesi e gli oltre 300.000 delegati di Ong e associazioni ambientaliste, il risultato è stato lo stesso previsto dalla vigilia, con qualche black block spacca vetrine e contro-manifestazioni di protesta di tantissimi movimenti verdi accorsi da ogni parte, cioè in sintesi uno spreco di risorse e di energie che non comporterà assolutamente un miglior utilizzo di risorse e di energie. Ma Copenaghen ha rappresentato soprattutto un fallimento clamoroso e di immagine per Barack Obama, l’uomo della svolta tanto atteso dagli intellettuali e pantofolai da salotto di mezzo mondo, che a parole auspicava un Kyoto2 dove "tutti", anche cinesi e indiani avrebbero dovuto fare la loro parte; Obama pretendeva di accontentare tutti e invece ha insoddisfatto moltissimi; Obama ha entusiasmato con il suo Yes we can frase tanto letta nei manifesti di mezza Italia come se fosse il semplice colore della pelle e non la razza dello spirito, intesa platonicamente, a far valere le reali differenze tra gli individui; Obama fresco di un Nobel per la Pace ha imbarazzato l'opinione pubblica, quando ha dovuto posticipare l’incontro con il Dalai Lama per non turbare i rapporti con Pechino; Obama secondo indiscrezioni ed importanti testate americane, oggi alla Casa Bianca è già visto come un presidente al ribasso, un inquilino che come Icaro pensava di avere le ali per volare e invece è già in picchiata. Ma di Obama non ci stupiamo davvero, visto che nonostante i proclami elettorali, avevamo già visto da chi era sostenuto e finanziato (multinazionali e grandi banche che dettano come sempre le regole del gioco) ed avevamo capito che il suo avversario era una ridicola caricatura senza possibilità di ottenere alcun tipo di consenso. La cosa però, che dal nostro punto di vista, dovrebbe preoccupare di più chi ha capacità a leggere con occhio attento le "vere notizie", è l’impegno assunto da Barack Obama per combattere il cambiamento climatico, relegando in posizione secondaria “perfino” la guerra al terrorismo; un po’ come quando Richard Nixon nel 1971 dichiarò la sua guerra al cancro, che dopo 40 anni si può definitivamente smascherare come un chiaro inganno perpetrato per interessi di multinazionali farmaceutiche e non, senza scrupoli, e che ha realizzato non una cura efficace, ma solo un olocausto vero e atroce, per miliardi di innocenti roditori e altri animali di varie specie. Si perché dal momento che si ha sentore che le riserve fossili potrebbero arrivare alla fine della loro egemonia, si cerca di spostare il tiro sulle fonti alternative, nuova panacea e nuovo business che, per forza di circostanze, tra pochi anni, ma già si sta vedendo ora, vedrà il sopravvento sulle precedenti. E qui ad onore del vero, nonostante le nostre profonde critiche e le nostre dichiarate antipatie al "modus operandi" del regime cinese, non possiamo obiettivamente in questa precisa chiave di lettura, dare torto al Dragone, ma anche all’India, al Brasile di Lula o agli stati africani, che giustamente e dal loro punto di vista, non vogliono fare assolutamente passi indietro sul problema dell’effetto serra, perché rilevano che coloro che devono diminuire le emissioni, non sono i Paesi che oggi inquinano maggiormente, ma quelli che hanno inquinato da sempre. In tutto questo l’Europa si trova alla finestra, piuttosto stanca di impegnarsi da sola a risolvere i problemi del pianeta; Francia e Germania lo fanno capire bene, minacciando ritorsioni con dazi ai paesi che ancora insistono su questa linea di condotta inquinante.
A rovinare tutto poi va detto che, la religione catastrofista con il suo pontifex Al Gore comincia a fare buchi nell’acqua e così da New Delhi il ministro dell’Ambiente Jairam Ramesh, inizia a divulgare un rapporto ufficiale che ha come obiettivo dichiarato, di sfidare “i luoghi comuni acquisiti” sullo scioglimento dei ghiacciai. Tra l’altro grazie all’abilità d un esperto hacker informatico, su un server russo escono improvvisamente fuori miriadi di e-mail tra famosi scienziati, che sul finire della buffonata di Kyoto, iniziano a mandarsi idee e strategie su come creare modelli e dati climatici “utili” per ottenere determinati risultati rispetto ad altri con meno chance a carattere statistico-probabilistico di risultare evidenti. Che anche il tanto sbandierato global warming (riscaldamento globale) sia stato ben modellato più per gli interessi, che per un sano scopo dedito solo a ricerche a carattere ambientale? Forse l’origine antropica dei danni dell’impatto dell'uomo sull'ambiente, non è così certa, rivedendo le temperature "corrette" in tutti gli angoli della Terra? Sembra quasi di assistere ai film e agli speciali dedicati alla ormai nota e attesa "fine del mondo" profetizzata dalla civiltà maya in coincidenza del solstizio 2012: da una parte chi crede alle profezie, agli allineamenti planetari o alle quartine esoteriche di Nostradamus e dall'altra chi dice che è solo un grande bluff studiato ad arte da qualche amante della new-age. Polemica divertente ma poco interessante per chi auspica ad un reale cambiamento.
Avere coraggio a riscrivere la nostra Storia prima che quella della Natura
In questa telenovela del clima abbiamo ben chiaro un punto: che il sistema di sviluppo iniziato dal nostro Occidente e oggi mantenuto vivamente in piedi anche da altri paesi a crescita esponenziale rapida, è destinato ad essere per noi quella nuova Atlantide in cui verranno finalmente, e speriamo definitivamente sommerse, molte delle peggiori utopie inventate ad uso e consumo legittimo di chi comanda.
Si, perché in tutto questo blaterare di cifre e dati, noi continuiamo ad essere schiavi di altri lor(di) signori che sono padroni della Terra, ma che sono anch’essi schiavi di logiche che porteranno alla distruzione di tutto anche di loro stessi; che siano vere o no le teoria del riscaldamento globale o quelle dei ghiacciai imperituri, poco importa, visto che si fa tutto in nome della "democrazia", la quale secondo Platone, massimo riferimento per noi europei, era il sistema peggiore prima della tirannide. Noi iniziamo ad essere sempre più convinti del paradosso della democratizzazione del mondo e che sia forse più un modo sporco di trattare in politichese, anziché concretizzare pragmaticamente qualcosa, alla stessa stregua in cui un Hu Jintao e un Obama si incontrano, facendo finta di essere in accordo su molto, mentre in realtà sono in dissintonia su tutto. Siamo anche molto scettici sul finto pacifismo che a chiacchiere si continua a proporre, quando è sotto gli occhi di tutti che il mondo è messo a ferro e fuoco, perchè una pace senza giustizia, è destinata sempre ad essere effimera e mai duratura; siamo anche molto lontani dall’ipocrita umanitarismo che ci chiede un euro per un bambino affamato in Congo o uno assetato in India, e che molto spesso, se non sempre, è gestito da multinazionali che saccheggiano l’energia in Africa o l'acqua in India; ma soprattutto sappiamo molto bene che visto che le risorse sono indefinite ma non infinite, se noi vogliamo mantenere ancora questo stile di vita opulento, fatto di cellulari, condizionatori e comfort vari, è abbastanza normale che anche altri lo desiderino, e che tra loro, alcuni lo possano solo rivendicare ed altri invece lo ottengano concretamente emulandoci, cioè usando i nostri stessi metodi gangsteristici, alla maniera di come sanno ben fare oggi, i maestri "falsari" cinesi. È una rivoluzione interiore che deve avvenire visto che il male in cui oggi è subentrata la Terra è figlio di quella stessa malattia interiore che ci ha reso servi di un meccanismo diabolico e la cura quindi dovrà essere preventiva e venire solo e unicamente da noi stessi; occorrerà pertanto aspirare a farsi testimoni di un compito così elevato, farsi carico veramente dei problemi che gravano profondamente il nostro mondo, comportandosi da uomini, qualità oggi piuttosto rara, e non da burattini alla mercè degli interessi di qualcuno. In questo pianeta in preda al caos, quella di riuscire a non farsi manovrare in "tutto", visti i potenti mezzi usati per condizionare le nostre vite, resta oggi la più ardua sfida. Da qui si deve ripartire e ciò vale anche e soprattutto per chi lo sa e qui lo scrive. - 25/10/2009 Marrazzo va con Brenda… e da noi si brinda!
Lo scandalo che ha coinvolto l’ex presidente della Regione Piero Marrazzo con il transessuale brasiliano Brenda soprannominato “Brendona” e che lo ha costretto ad auto sospendersi, non deve far pensare come succede spesso nel nostro Bel Paese, che si tratti solo di una semplice vicenda privata in cui è coinvolto un tristemente noto personaggio pubblico. Infatti questo signore sarebbe dovuto essere accusato già per delle mazzette e delle responsabilità ben più gravi che hanno danneggiato molte comunità laziali.
Noi vogliamo denunciare chi è realmente costui perché non ci basta solo quello che è uscito sulla stampa e a cui non esprimeremo ipocriti attestati di solidarietà tipici del politically correct. Il cameriere di Cerroni che ha voluto a tutti i costi il quarto impianto di termovalorizzazione “inutile” nel comune di Albano, il personaggio che ha preparato un piano rifiuti già morto prima di nascere, un burattino manovrabile da tutto e da tutti che per malasanità e partitocrazia ha detto tanto, oggi è crollato per una “debolezza privata”? No signori, questo omuncolo della politica sarebbe dovuto cadere per altri motivi “nascosti”, ben prima che i paparazzi lo pizzicassero in questa sue abitudinarie frequentazioni tra trans e cocaina o tra storie di ricatti e corruzioni, a cui tra l’altro il personaggio si prestava anche bene vista la sua vergognosa prestazione come presidente della Regione Lazio (chi la fa l’aspetti… un corrotto corrotto da altri corrotti... così va la vita). Siamo in perfetta sintonia con ciò che affermano i vari comitati contro gli inceneritori e vi invito a leggere i veri reati che ha commesso Marrazzo e a cui prima o poi gli si dovrà chiedere risposta in merito. - 22/10/2009 Circo e Violenza
Una testimonianza importante da parte di un addetto del circo che ha voluto denunciare quello che avviene dietro le quinte dei circhi più famosi del mondo. Abusi ripetuti sugli animali costretti a fare un qualcosa che Madre Natura non gli ha chiesto o ordinato, ma che a pochi aguzzini senza scrupoli, non interessa affatto. Una costrizione inutile che attraverso mezzi come scariche elettriche, barre di ferro, frustate e catene, impone a questi esseri senzienti una sorta di "allenamento alla sofferenza". Tigri, elefanti, leoni e cavalli non potranno così dimenticarsi facilmente di questa "lezione" per non incorrere in "errori" durante lo spettacolo. Un animale a differenza di una persona, non comprende che subirà questo trattamento, semplicemente perchè dovrà far sorridere o strabiliare un bambino, un piccolo molto simile a quello che lui amava e che gli hanno strappato quando lo hanno catturato. Tutto ciò dimostra come ormai il nostro rapporto con gli animali sia assolutamente deleterio. Rappresentandoli come vorremmo fossero, trattandoli come nostri giocattoli, utilizzandoli per nostri effimeri piaceri, cercando di farceli assomigliare il più possibile, sono diventati ai nostri occhi tutto, tranne quello per cui sono stati creati. Non umanizzare gli animali è l'unico modo per tornare a quella sana normalità che oggi ci sfugge.
- 10/07/2009 Compostaggio a Roma... Nuove strategie per ridurre i rifiuti o solita passarella politica?
Mercoledì 15 Luglio 2009, l' associazione Fare Verde alla Sala del Carroccio in Piazza del Campidoglio ha oreganizzato un convegno per affrontare la delicata questione del riciclaggio della frazione organica. Interverranno molti relatori, rappresentanti e cariche istituzionali che oltre a spiegare in cosa consiste precisamente il compostaggio, dovranno necessariamente discutere anche del necessario ampliamento dell' impianto di Maccarese, dove differenziando e conferendo diverse tipologie di rifiuti umidi (frutta, verdura, potature legnose, scarti della ristorazione), viene creato un ammendante organico, definito appunto compost. Ci auguriamo che questo evento non sia la solita sfilata per i politici o per l' Ama di blaterare questioni di cui non sono in realtà molto preparati perchè fondamentalemente poco interessati (la vicenda Malagrotta ne è una dimostrazione precisa), ma sia una ennesima occasione per tentare finalmente di sviluppare una valida sinergia ed una reale cooperazione che possano portare ad imitare ciò che da sempre fa la nostra maestra di vita, Madre Natura e cioè non generare rifiuti.
- 23/04/2009 Un primo passo per fermare gli emendamenti sulla Caccia Selvaggia
Grazie all’impegno e alla competenza di molte Associazioni, è stato bloccato l’emendamento Carrara-Vetrella che premeva ad allungare la stagione venatoria. È solo un primo passo di una ardua battaglia appena iniziata. Oggi la Caccia non è più una Tradizione. Non è più come quella che è esistita dalla notte dei tempi e che si praticava per necessaria sussistenza, regolata da un equilibrio regnante tra Uomo e Natura ed ora purtroppo interrotto e deteriorato. Oggi tale pratica non ha più molto senso che continui ad esistere, perché il mondo è troppo cambiato e perché non ci sono più le condizioni per ripetere azioni e significati che nelle civiltà di una volta, avevano funzioni specifiche e dignificavano la vita degli uomini e delle comunità a cui essi appartenevano e che oggi sono solo forme svuotate di tutto. Sono troppo lontani quei tempi e la Caccia attuale si è trasformata in un semplice sport praticato da omuncoli notevolmente decaduti. Anche le risposte di questi giorni su blog venatori o su forum dei cacciatori sono discordanti da individuo a individuo; non sono tutti contrari ma non sono neanche tutti favorevoli come qualcuno potrebbe credere; addirittura alcune visioni di vecchi cacciatori, stranamente non si discostano da coloro, politici e cittadini, che si sono adoperati per fermare questa modifica.
Nessuno nega che in qualche borgo sperduto dell’Italia, c’è chi ha vissuto o vive la caccia non solo come passione a sparare e ad uccidere, ma anche come amore e rispetto per la natura e per gli animali, non trascurando e anzi rivendicando antichi ricordi familiari molto radicati; ma il tentativo in atto di Caccia Selvaggia corrompe necessariamente questa Caccia Responsabile, aggiungiamo noi se ancora esiste (vale anche per la pesca), e se è ancora applicabile in qualche angolo remoto di un pianeta sempre più ferito. Dall’altra parte però sappiamo bene che c’è anche chi, pur non andando a caccia e contrario ad essa, spesso si sottrae per il suo stile di vita alienato, a determinate situazioni di confronto e incontro con il proprio territorio, di armonia con ciò che lo circonda e che invece molti che amano la doppietta dichiarano di avere. Ma questo vivere in maniera grigia la campagna come la città, tralasciando e distruggendo senza ritegno ed ogni giorno, tutti i suoi più profondi contenuti, è frutto di un non sentire più dentro di se che possa ancora esistere quel mondo naturale in cui l'uomo era veramente parte integrante e compatibile dell'ecosistema, e va quindi ben oltre la diatriba cacciatori o non cacciatori.
La caccia è stata una tradizione ed una pratica antica, ma questo bisogno di “migliorarla” risponde senza dubbio ad un accanimento che certe frange dell'estremismo venatorio vogliono porre in evidenza: risposte “politiche” per il loro consenso offerto in termini di voto in questo malsano servigio falsamente democratico e risposte “economiche” con zone con maggiore presenza di selvaggina, visto il prezzo così esoso per avere una licenza e visti i pochi periodi concessi e che per questo si chiede spesso di allungare. Il mondo ambientalista, quello agricolo e quello venatorio forse anche per evitare queste forme di ricatto, di gioco sporco, di pressioni di lobbie, hanno prodotto un minimo di sintesi con la Legge 157, ed ora queste scellerate modifiche tentano una strada più problematica su questo delicatissimo equilibrio.
Si può certo capire la nostalgia per un mondo rurale, ma si era in un'altra epoca che non c'e' più e che non tornerà finché l’uomo non ritroverà se stesso, proprio perché era un mondo dove anche le persone erano differenti, per comune sentire, dalle attuali, troppo accecate dal loro ego. Personalmente non trovo così nostalgico prendere a fucilate una lepre che corre libera, o sparare ad un cinghiale con cuccioli al seguito, ma non è il sottoscritto che può permettersi di giudicare o addirittura di criticare. Mi limito solo a sottolineare un pensiero e cioè che uccidere, salvo quando non sia in ballo la propria sopravvivenza o una azione disinteressata e indirizzata ad un fine superiore all’uomo stesso, cioè quando non sia dettata da motivazioni strettamente umane, non può ridursi ad essere né un Divertimento e neppure uno Sport. Uccidere “accidentalmente” , rientrando precisamente in una catena ciclica naturale e in un contesto predatore-preda è ben diverso da uccidere “intenzionalmente” per soddisfare una passione, tra l’altro non leale, o impulsi dettati da bisogni poco nobili e lo ribadiamo ancora, non strettamente fisiologici (nutrirsi per campare). Anche un pellerossa cacciava il bisonte, cercando di farlo soffrire il meno possibile in quanto in quell’animale poteva essere presente un suo lontano parente, era abituato a sentire e percepire la terra e i suoi elementi, aveva un suo preciso codice di onore e non avrebbe mai usato gli astuti metodi “moderni” o il ricorso a tecnicismi vari privi di regole contro l’avversario. Quali? Spezzare le zampette ad uccellini per richiamare gli altri con i loro lamenti (richiami vivi); sparare a poiane, tortore, quaglie, albanelle, nibbi, gheppi o perfino falchi; perseguitare volpi e cinghiali e addirittura istrici o specie protette dalla legge giustificando il loro eccessivo essere prolifici o i danni agricoli alle coltivazioni, senza però spiegarci perché a dispetto delle leggi vigenti, gli stessi cacciatori ne hanno immesso in natura quantità considerevoli, con incroci geneticamente pericolosi come nel caso degli ungulati alloctoni. In pratica cacciare e sparare ad ogni cosa che si muove, inquinando anche con il piombo e la plastica dei bossoli usati e purtroppo raramente raccolti, sarebbe la soluzione ideale? E cosa c’è di sportivo e di ecologico in questo? Il fatto di stare all’aria aperta con i propri amici, magari liberandosi dall’alba al tramonto di mogli rompiscatole? Beh ci sono metodi migliori per passare il proprio tempo accarezzando queste visioni salutiste e contemplative anziché utilizzare armi non di difesa da un pericolo, ma di offesa per chi è, in questa disputa, del tutto indifeso. Sappiamo bene che non tutti sono nati per percorrere strade impervie, per inoltrarsi in silenzioso rispetto in boschi o foreste, per ascoltare e per saper osservare le splendide Creature che abitano le meraviglie del Creato, per superare i freddi ghiacci delle montagne, per saper essere immersi nelle profondità degli abissi, per camminare centinaia di chilometri in mezzo a distese e deserti o per volare come Icaro nei cieli sfidando, ma allo stesso tempo rispettando, quelle immutabili Leggi di Natura. E la caccia, non rappresenta anche lei questo modus vivendi? Forse un tempo lo è stata, ma oggi non ci sembra più una questione molto etica ed anche Artemide forse se tornasse qui, non approverebbe un sistema così privo di scrupoli. Lo stanno a dimostrare l’uso massiccio di trappole a scatto, tagliole micidiali, cavi d’acciaio, archetti per pettirossi e cinciallegre, battute di bracconieri in zone protette, lacci di crine di cavallo per impigliare soprattutto tordi, sofisticati richiami elettromagnetici sia uditivi (registratori per riprodurre il canto degli uccelli) che visivi (stampi), visori notturni, l’utilizzo di fucili sempre più potenti e di alta precisione per avere la meglio su piccoli esseri cinguettanti di pochi grammi se prima non sono già morti, agonizzanti, incollati o spappolati da qualche lastra di cemento. Ieri sinonimo di esser saggi era il saper interpretare il volo geometrico degli uccelli o il saper comprendere la loro lingua, considerata la più vicina al linguaggio celeste. Oggi è ucciderli vigliaccamente con metodi che non hanno nulla a che vedere con prove del fuoco o atti di eroismo e coraggio che facevano di quegli antichi predecessori, almeno dei veri cacciatori che praticavano questa usanza solo ed esclusivamente come necessario compito per sopravvivere. - 08/04/2009 Non si possono prevedere i terremoti ma si possono ridurre i suoi effetti!
Un terremoto di magnitudo 6,3 alle 3.32 del 6 Aprile 2009 sconvolge la parte appenninica dell’Abruzzo. Oltre al centro dell'Aquila, le aree interessate sono circa 26 e quelle più duramente colpite sono le frazioni di Villa Sant'Angelo, Paganica, San Demetrio, Onna, Fossa e Tempera. Una regione intera è in ginocchio al cospetto di una forza della Natura così devastante e le scosse svegliano nella notte, gran parte dell'Italia Centrale. Più di duecento vittime, migliaia di sfollati, ingenti danni alle strutture, anche quelle apparentemente più sicure e “moderne”.
Nel balletto mediatico delle dichiarazioni, si comincia subito con le polemiche scatenate dal caso Radon per la previsione di Giampaolo Giuliani, ricercatore che in base a studi e modelli sulla concentrazione di questo gas, sostiene che l'emersione della radioattività in superficie significa che vi sono movimenti tellurici in profondità e più l'attività è intensa, maggiore è la probabilità di un evento sismico importante; gli risponde la comunità mondiale dei sismologi (anche se qualcuno è dalla sua parte), affermando che al momento attuale non è possibile e non si possono prevedere i terremoti, si possono fare solo delle stime probabilistiche, ma non sapere con certezza data e luogo di un sisma, perchè le variabili in gioco sono troppe.
Un altro tema trattato sia dal Presidente del consiglio nazionale degli ingegneri Paolo Stefanelli, che dal geologo e ricercatore CNR Mario Tozzi, è quello sulla stabilità degli edifici, ed entrambi sono concordi nel riscontrare perplessità sulle modalità costruttive che hanno messo in piedi determinate strutture e responsabilità precise nel non aver monitorato seriamente case costruite negli anni ’60 dove, in pieno boom edilizio, l’importante era “costruire” (poteva quindi esserci la tipica “furbata italiota” di mettere 1 Kg. di cemento e 2 Ton. di sabbia per intenderci); anche il Prof Paolo Rocchi della Università la Sapienza di Roma, dichiara nel frattempo che basterebbero pochi piccoli accorgimenti per migliorare l’efficacia di alcune misure difensive e preventive. Ci si mette anche un Tg che ha l’ardire di riconoscere che dovremmo copiare l’abilità degli Antichi Romani, maestri nell’arte delle costruzioni elastiche a prova di sollecitazioni telluriche e lontani anni luce dalle strutture statiche moderne che basano la loro tecnologia sul cemento armato, che in più risulta anche “datato” e non più in grado di sopportare intense vibrazioni. Si guarda poi anche all’estero, dove in Giappone o in California si notano percentuali bassissime di decesso da terremoto anche con magnitudo più potenti che da noi; la polemica incalza visto che purtroppo qui le vittime sono molte. Forse pagano per una irresponsabile e scriteriata gestione ed un pressappochismo nel costruire case ed edifici che risultano essere moderni colabrodo per le tecniche usate e soprattutto per la mancanza di rispetto delle più elementari norme antisismiche, soprattutto se si pensa al modernissimo Ospedale e alla Casa dello Studente, crollati come castelli di carta. A questo fiume in piena di accuse, abbiamo però il dovere di dire che nella prima scossa fatale, hanno ceduto anche chiese e strutture medievali, simboli di un epoca storica in cui era impensabile realizzare con leggerezza strutture commissionate da papi o da imperatori, visto che oltre a non essere ben inculcata una speculazione sugli appalti come è oggi ben presente, si poteva rischiare facilmente anche una brutta fine; e in più che ci sono anche delle responsabilità individuali da parte di molti di noi, che sono spesso intenti a mettere lo “zampino” nelle proprie abitazioni, allargando o modificando, buttando giù o mettendo su, qua e là, per estetica o per necessità e a volte anche con le proprie mani, camere, bagni, soppalchi, terrazzi ecc. e quindi rischiando ulteriormente di indebolire anche le strutture portanti. A questo punto visto che, come succede sempre quando il fatto è avvenuto, si scatenano le corse a puntare gli indici su colpe e responsabilità di chi è implicato nella faccenda o di cosa non ha funzionato (politici locali, costruttori, cemento armato, chi poteva prevedere il sisma, chi al momento ritiene necessario chiedere aiuti esteri e chi no, la scienza ostinata a non aprirsi a ricerche non ufficiali ecc.), noi rispondiamo con un saggio proverbio indiano che ricorda che prima di puntare l’indice su qualcuno è bene ricordarsi di avere tre dita puntate su se stessi, e ciò significa che le accuse o il gioco allo scarica barile, servono fino ad un certo punto, perché lamentarsi spesso è una scusa per non agire o per non indagare sui propri comportamenti e sugli stili di vita che tutti noi teniamo ogni giorno in questa sviluppata e caotica società moderna, sempre più alla fine del suo ciclo. Chi vi scrive, voleva fin da subito partire alla volta dell’Aquila, con tanta voglia di portare un aiuto concreto, anche facendo semplice manovalanza, togliendo macerie o scavando in quelle fondamenta profondamente colpite dalla tragedia, ma poi ha riflettuto umilmente, che non avendo specifiche mansioni e rivestendo più che altro funzioni velleitarie, sarebbe stato più da “intralcio” che “utile”, per la Protezione Civile; questo è il rischio maggiore che ci può essere nel momento in cui le attenzioni e le sensibilità sono molto forti e tutti, chi più chi meno, vorrebbero far qualcosa per non restare impotenti di fronte a questi avvenimenti. Ma il vero problema sarà il “dopo”, cioè quando gli interessi dei media e la nostra memoria, che soprattutto nella nostra epoca è molto flebile, dimenticheranno molte cose! Ci auguriamo che non succeda mai, ma esperienze passate di altre catastrofi in varie parti d’Italia (Irpinia, Friuli, Avezzano ecc.) insegnano che questa eventualità è possibile. Al momento però, c’è da dire con una certa fierezza verso il nostro popolo, che la grande solidarietà espressa da tutte le parti politiche, da associazioni sociali, culturali o apartitiche, da comunità cattoliche, da realtà schierate radicalmente a Destra e a Sinistra, da tante radio locali o iniziative spontanee sparse dappertutto, fanno sperare che ogni tanto si riesca ad essere meno egoisti e a guardare di più agli altri.
Solidarietà a tutto quello che è vita!
Anche gli animali in questa tragedia sono creature che non vanno dimenticate e quindi invitiamo a leggere sia l’appello di Aidaa che pur nel rispetto delle vittime segnala che ci sono più di 5000 animali a rischio in questo tragico momento in Abruzzo, sia il comunicato di varie associazioni animaliste, S.O.S. Abruzzo.
Segnaliamo anche questo articolo apparso su Libero di Oscar Grazioli, che affronta il tema interessante del sesto senso che salva cani e gatti e soprattutto gli animali che ancora vivono allo stato selvatico e non addomesticato e quindi più pronti e sensibili a recepire determinati "impulsi della Natura".
Cosa sapevano gli antichi sui terremoti?
Per tornare ai due estremi della polemica televisiva del Prof. Boschi e dell’autodidatta Giuliani, preferiamo volgere l’attenzione su una teoria di geometria applicata di Diego Baratono, persona che si occupa di esplorazioni archeologiche indirizzate allo studio delle paleo-geometrie e degli antichi sistemi geometrici applicati alla topografia dei luoghi sacri. Per le efficaci teorie inerenti alla possibilità di previsione dei fenomeni sismici, attualmente collabora con il C.N.R. di Milano. Non è quindi, visto il fascino delle sue tesi, solo una sorta di mago esoterico, ma è anzi un ricercatore scientifico ben qualificato.
Dal momento che crediamo che le percezioni degli antichi non erano suggestioni ma erano conoscenze precise e simboliche ed oggi alcune prove scientifiche, libere da dogmi, iniziano ad accorgersi di antiche Verità applicate, siamo in sintonia con l’affascinante tesi espressa dal Baratono e cioè che la previsione dei fenomeni sismici è una scienza antica che può essere riscoperta se ai sismi vengono associati una componente geometrica forse finora sfuggita alla scienza (Esagramma) e una lunghezza d’onda (suono).
L’uomo è giunto a stabilire un metodo per determinare numericamente la quantità d’energia rilasciata da un evento sismico. Ha avuto l’abilità d’individuare quali sono le aree maggiormente interessate dai terremoti. Ha avuto la capacità di tracciare una mappatura sufficientemente precisa delle zone soggette al maggiore rischio sismico utilizzando scale con un buon valore di riferimento. L’uomo ha anche capito che le tre fasce sismiche individuate, la circumpacifica, la mediterranea e la medio-atlantica, non sono disposte in modo casuale, ma sono in stretta correlazione con la struttura geologica della crosta terrestre. A questa pur straordinaria enumerazione manca solo l’esperienza previsionale: è relativamente facile stabilire a grandi linee, quali sono le aree attualmente e potenzialmente sismiche, ma è invece arduo prevedere sia quando un terremoto si verificherà, sia quale sarà l’ubicazione precisa dell’ipocentro. Ma alIora, non potrebbe essere che il vero messaggio degli antichi, sia stato un comprendere che esiste una Fascia di Salvezza della Terra, dal momento che tutte le Culture più antiche, dai Maya ai Cinesi, dagli Egizi agli Indiani, ripropongano sempre gli stessi numeri e gli stessi miti, forse sapendo già, quello che oggi a fatica iniziano a scoprire anche i moderni sismologi, e cioè che i terremoti hanno una loro precisa geometria e una non casuale lunghezza d’onda?
In un mondo dove Dio è morto, o come si scrive da qualche parte, non esiste più, queste cose possono risultare solo prodotti della fantasia. Ma quando le forze della Natura si attivano, sono incontenibili e terrificanti e questa paura arcana si conosce da sempre tra i popoli del pianeta.
L’Aquila, fondata da Federico II, quasi nel momento della sua età dell’oro, venne completamente distrutta nel 1703 da un terremoto e successivamente ricostruita, privilegiando il gusto barocco del tempo. È già per questo motivo fu considerata come una zona ad elevatissimo rischio sismico. Ora che la Terra sta nuovamente tremando e il terrore pervade le genti di questi luoghi, sorgono interrogativi e riflessioni sulla nostra piccolezza di fronte a Madre Natura, che ogni tanto ci scuote e ci distrugge in pochi secondi, quello che, in tanti anni e con grandi sacrifici, si è costruito in molto tempo. Questo è un monito per capire che su questa Terra siamo sempre sospesi ad un filo, un po’ come quando un arrampicatore aggrappato alla roccia, e in completa sicurezza, possa trovarsi all’improvviso, per un accadimento inaspettato, senza più punti di appoggio esterni (corde o chiodi), trovandosi sospeso nel vuoto e dovendo attingere solo alle proprie forze interiori e spirituali. Abituarsi mentalmente ad essere questo alpinista nella vita di tutti i giorni, pronto a cadere ma anche pronto a rialzarsi, capace di guardare in faccia la morte, in grado di affrontare i pericoli e di conoscere i labili confini della sua stessa esistenza, sono questioni profonde che non si possono mai dimenticare e che devono essere da base per uno stile autentico, per una riscoperta di un nuovo rispetto nei confronti delle forze meravigliose, o a volte devastanti, che ci circondano e per avere una vita meno frivola e decisamente più spartana. Prima ti accorgi di aver accumulato tutto, risorse per il futuro, una casa che crea tranquillità, e in un solo istante sparisce tutto questo; i beni che possedevi in un lampo diventano solo illusori e passati; in più ti può capitare di perdere anche quello che hai di più caro e di vicino a te. È una legge inesorabile che fa parte di questa vita, o se vogliamo di questo gioco, di cui ne condividiamo un preciso Destino e che bisogna serenamente accettare, perché ha delle sue regole e leggi naturali, che impongono a tutti dei chiari limiti e mettono bene in chiaro che, quando entrano in campo forze così superiori, noi piccoli uomini non possiamo difenderci e non possiamo credere di poter stare sempre al riparo da tutto. - 20/03/2009 Il "miglior amico dell’uomo" diventa un fastidio...
In questi giorni in Sicilia e non solo, si è diffusa una folle psicosi collettiva in cui si sta cercando di coinvolgere l’opinione pubblica, martellandola con media e giornali o sondaggi all’americana, sulla questione dell’abbattimento o no dei cani randagi presenti nel territorio. È necessario per loro insistere sull’argomento, perché in questo caso non si tratta delle solite razze feroci ma di incroci di cani “normali” che vagano in liberi branchi e che seguono il loro istinto fatto di sopravvivenza, non di odio. E soprattutto bisogna nascondere quanto in Italia, rifugi e canili siano sostenuti col minimo indispensabile, senza una seria politica di sterilizzazione e di adozione, senza indagare su situazioni di degrado o strutture fatiscenti in cui versano milioni di cani, o anche gatti. Insomma come al solito la colpa ricade su chi è innocente: si perché per la tragedia di quel bambino di 10 anni, a cui rivolgiamo sentite condoglianze alla famiglia per l’accaduto, adesso chi deve pagare non sono l’inerzia di istituzioni fantasma che fanno sparire i fondi stanziati per fermare il fenomeno del randagismo, o guardiani incaricati di tutelare e che non guardano; no chi deve pagare sono delle povere bestie abbandonate a se stesse, senza cure, girovaghe e affamate che sono state tradite da colui di cui in passato si erano sempre fidate. Si quell’uomo che lo ha utilizzato dalla notte dei secoli; quell’uomo che lo ha addestrato, coscientemente per fini sociali, o aggressivamente per sentirsi più macho; quell’uomo che si serve di lui per soccorrere chi è in difficoltà o che ha bisogno del suo sollievo quando è in preda a solitudine; quell’uomo che gli vuole bene soltanto se ne parla la televisione o se si tratta di celebrità da telefilm come Lassie, Rex o Rin Tin Tin e che invece se ne dimentica facilmente quando non è sulla notizia, rinchiuso dentro un canile lager, scuoiato in un mercato cinese o venduto alla scienza vivisettoria; quell’uomo che lo fa sfilare nei concorsi di pedigree per soddisfare il suo bisogno edonistico o che viene da lui accompagnato, in viaggi interminabili e ai confini del mondo; quell’uomo per cui lui è disposto a morire e che lui sa sempre riconoscere, come fece Argo con il suo padrone, anche a distanza di anni. Questo è il cane, un amico di tante leggende, di tante storie a lieto fine, di tante leggende per i più piccoli, una creatura che ci ha dimostrato sempre una fedeltà ed una lealtà talvolta superiore a molti di noi. Questo migliore amico dell’uomo oggi può diventare un fastidio, se non si comporta come noi vogliamo o se non accetta di continuare ad essere solo un burattino nelle nostre mani. Già Konrad Lorenz fece osservazioni etologiche importantissime sul mondo di questo particolarissimo quadrupede e delineò bene quanto è importante non confondere il suo istinto con atteggiamenti irresponsabili e troppo “umani”. Il rapporto uomo-animale è ormai da troppo tempo modificato, grazie al nostro morboso mondo antropizzato creato ad immagine di se stessi; così che, se un cane iniziasse a rivolgere il suo sguardo a ciò che per natura è, per forza tornerebbe a sentire il suo “istinto selvatico” e “non addomesticato” e si muoverebbe allo stesso modo degli altri predatori sotto giurisdizione di Madre Natura. Questo solo bisognerebbe dire per dimostrare che le tragedie di questi giorni non possono essere imputate a chi è semplicemente fedele alla sua natura, che non è responsabile del suo cambiamento e che se si trasforma in serial killer non è per caso, ma solo perché chi dovrebbe vigilare sulle sue condizioni e trattarlo dignitosamente, se ne dimentica o non se ne cura affatto, e il discorso vale per il singolo, per la comunità fino allo Stato stesso, che non provvede a migliorare questa situazione.
Accusare i cani per nascondere le proprie colpe!
Sono rimasto molto colpito, ma non stupito, dalle affermazioni di Rocco Buttiglione o dalle sterili accuse della Codacons rivolte al sottosegretario On. Martini, che ha ammesso con coraggio che il fatto grave accaduto a Modica non può essere risolto con una mattanza indiscriminata sul miglior amico dell’uomo. Nonostante giornali che dedichino importanti pagine sui fondi mancanti nel randagismo, nonostante che sia ridicolo parlare di cani randagi poiché c’era un custode, irresponsabile o non sostenuto, che se ne doveva comunque occupare, se noi difendiamo i cani dall’esser uccisi siamo anche noi killer, per di più animalisti, come quelli che hanno ucciso e ferito le vittime delle cronache. Ovvio che figli di un imperante antropocentrismo ciò non debba scioccarci più di tanto, visto che nella mentalità comune molti commentano “che 600.000 mila cani randagi non valgono la vita di un bambino” frasi che si possono paragonare alle stesse menzogne in cui nella vivisezione si afferma che “per salvare un bambino bisogna ammazzare un topo”. Se infatti come capo d’accusa non ci fosse stato comunque un soggetto giuridico degno di nota come il cane, che per i suoi trascorsi mnemonici muove ancora su di noi molte corde sottili, e ci fossero state altre creature che non hanno alcun diritto di vita, forse avrebbero fatto la fila molti cacciatori e con loro gli aspiranti adepti sedicenni per sparare oltre che cazzate, anche sonanti colpi. Non voglio entrare nel balletto mediatico, scorretto e pateticamente polemico che ci bombarda tutti i giorni blaterando e non dicendo mai nulla, preferisco solo prendere come bagaglio culturale per una analisi meno scontata, non le opinioni di Buttiglione & Codacons ma il sommo vate Alighieri. Si perché Dante ci ricorda nel Canto XXXIII dell’Inferno, che tra i dannati imprigionati nel ghiaccio, c’è un certo conte Ugolino che rode il cranio di un altro condannato, l’arcivescovo Ruggeri. Quel “fiero pasto”, riecheggia eternamente in lui come monito all’atto di antropofagia avvenuta in vita verso i suoi figli, che si offrirono a lui come nutrimento per placargli la fame quando venne rinchiuso e murato vivo con loro, nella Torre di Muda a Pisa. Ecco, noi oggi siamo quell’Ugolino e per discolparci delle nostre responsabilità abbiamo bisogno di nutrire la nostra vendetta con il sangue dei nostri amici e fratelli a quattro zampe, che già si sacrificano per noi e di cui già ci nutriamo a sufficienza del loro prezioso servigio. Murati nella nostra cella interiore continuiamo a comportarci cercando all’esterno le ombre responsabili della nostra ignoranza e non rivolgendo mai lo sguardo verso quella caverna platonica che ha in se la luce della conoscenza. È quella stessa sorte crudele che vogliamo riservare a quei cani abbandonati che si ritorcerà a noi, come un boomerang, che avrà ripercussioni sempre più visibili sulla nostra vita, sempre più squilibrata ed in preda a raptus improvvisi fatti ormai o di effimere superficialità o di brutali eventi. Ricordiamocelo prima di puntare l'indice sull'altro!
- 14/03/2009 Sostenere il Tibet per sostenere noi stessi
Un nostro articolo pubblicato sul sito della Laogai