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- 20/11/2008 Addio a Birillo che non “lavorerà” più qui da noi!
Birillo, cavallo di 18 anni incaricato del servizio di portare turisti con le Botticelle, è morto ieri a causa del rumore di un camion dell’AMA che lo ha fatto impaurire e scivolare nei pressi del Colosseo. Lo sfortunato animale si è rotto una tibia e non c’è stato più niente da fare! Dopo ore di agonia è stato soppresso da un veterinario. In estate era già successo ad un suo collega, di perire in un incidente sul Lungotevere Aventino e molti non dimenticano facilmente, gli occhi del cavallo del Palio di Ferrara trasmesso da molti TG. Ovviamente non essendo mentalmente abituati a prevenire prima, quando si scatenano questi fatti si crea un infruttuoso polverone di polemiche tra animalisti e politici dopo l’accaduto. Chi invita i turisti al boicottaggio delle Botticelle (Enpa, Lav), chi chiede interventi reali per la tutela di questi animali (Francesca Martini), chi cerca soluzioni con percorsi alternativi e protetti (Samuele Piccolo), chi li vorrebbe in aree pedonali, parchi, aree verdi e con un pronto soccorso reale (Monica Cirinnà) e chi invece per paura di strumentalizzazioni dichiara che è stato solo un semplice incidente (Gianni Alemanno e Fabio de Lillo). A noi interessano solo le azioni e non le parole che servono a poco se non sono seguite dai fatti. Il problema reale è come si valuta l’oggetto della questione: come un mezzo di trasporto e quindi regolamentato come una sorta di taxi, oppure come un essere con esigenze etologiche ben precise e oggi anacronisticamente incompatibile per tale lavoro nella metropoli di Roma? In una società che da secoli considera gli animali come suoi strumenti di lavoro o di utilizzo, ci vogliono tantissimi anni prima di riuscire a cambiare qualcosa nella mentalità delle persone, abituate solo a considerare gli aspetti utilitaristici a noi umani (cibo, trasporto, divertimento ecc.) e mai intenzionate a pensarla dalla parte degli animali e questo senza quel perverso bisogno di umanizzarli e riconoscerli utili solo quando ci servono le loro “compagnie”, vista la solitudine sempre più alienante rispetto al contesto profondo della Natura e di chi la abita. La radice del problema è scavata dentro ognuno di noi e bisogna avere il coraggio (anche istituzionale) di tirarla fuori, anziché usare gli strumenti elettorali del consenso, delegando con inutili leggi cartacee o con regolamentazioni di comodo che risolvono molto poco nella sostanza.
Parlare oggi di Tradizioni
Pur rispettando il valore e l’importanza che le Tradizioni devono ricalcare negli usi e costumi dei più disparati popoli, oggi in questo insensato mondo moderno, siamo arrivati ad un punto di non ritorno a cui si deve purtroppo iniziare a riflettere. È ancora possibile mantenere in piedi determinati eventi che utilizzano animali (che sono esseri viventi e non mezzi meccanici) visti i cambiamenti epocali e gli evidenti squilibri ambientali che oggi accompagnano la nostra vita su questo pianeta? Le Botticelle hanno avuto un senso in un’epoca in cui non esisteva il traffico inteso come oggi (visto che un tipo di traffico è esistito anche ai tempi dell’antica Roma), dove se anche un semplice motorino rischia spesso di cadere tra sampietrini, tombini e rotaie che infestano la Capitale, figuriamoci un cavallo che traina una pesante carrozza (soprattutto in condizioni di temperature elevate). Il problema non è semplicemente il "trattamento" che i vetturini riservano ai loro accompagnatori (perché per fortuna non esistono solo sfruttatori o maltrattatori, ma ci sono anche persone che in assoluta buona fede li considerano veramente come loro figli), ma una vera disamina è se accettare o no che questo “bisogno di spettacolo” continui. Se si può mantenere in piedi una Corrida in Spagna, nonostante torture inflitte “prima” al toro che entra nell’arena, perché non deve ferire il matador (tale manifestazione quindi non ha più valore etico di misura o di sfida); se si possono accettare i circhi con animali imprigionati e mantenuti con elettrocuzione dai domatori e finanziati dalle casse dello stato, per un “divertimento” sempre meno in voga tra un pubblico meno cinico e più sensibile; se per far trasformare dei giovanissimi in “uomini” occorra dimostrarlo con una carneficina di delfini calderones in Danimarca, quando una volta le "prove del fuoco" per diventare adulti erano ben diverse ed esprimevano un coraggio molto lontano da quello attuale; potremmo proseguire all’infinito con la tematica, fastidiosa a molti, della caccia, che oggi è uno "sport" e una volta era una "necessità", o con il massacro indiscriminato di molte specie considerate come oggetti dal mercato. Insomma stiamo affermando cose molto scomode in una società abituata a considerare gli animali al proprio servizio, ma è necessario osare pensarci, viste le condizioni critiche in cui versa la nostra Terra ed il rischio di scomparsa effettiva di molte specie fondamentale per gli ecosistemi. - 11/11/2008 Sequestro da parte del NOE del gassificatore di Malagrotta!
La tanto desiderata cerimonia di apertura del gassificatore di Malagrotta, prevista per giovedì 13 novembre, dovrà “slittare” a causa delle anomalie tecniche di sicurezza anti-incendio e ad altre procedure irrisolte, riscontrate dai Vigili del Fuoco e dai Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico), che inviando un esposto alla Procura della Repubblica, hanno deciso di bloccare e sequestrare l' impianto. Peccato per la mancata passerella con in testa il prode Marrazzo, a cui vari rappresentanti delle Istituzioni avrebbero partecipato volentieri, facendosi fotografare e cimentandosi in belle e colorite interviste, tanto piene di parole e tanto povere di contenuti. Manlio Cerroni (Co.la.ri), titolare e proprietario del gassificatore e della discarica, vedrà svanire in questi giorni i suoi esclusivi interessi privati e vedrà ribaltata la faccenda, con la rivincita di una popolazione che vive da decenni in un' area a rischio salute e a forte impatto ambientale. Anche il Presidentissimo Marrazzo (che dice di fare la differenza insieme a Mario Tozzi) lo "tradisce", parlando di raccolta differenziata e agendo nel teatrino comunicativo delle frasi fatte. Un monitoraggio ambientale in una zona contornata da aziende a rischio di incidente rilevante, con una situazione delicata in base al Decreto Seveso II, sarà per forza di cose sempre vincente rispetto a tutto il resto; è solo da verificare fino a quando non si andrà oltre queste norme, visti gli investimenti esosi effettuati per creare questa struttura. Intanto oggi gustiamoci questo splendido risultato, che è frutto sia delle pressioni da parte di WWF e della RRRLazio ma è anche merito di chi come l’instancabile Prof. Apollonio del Comitato Difesa di Malagrotta, non si è mai arreso neanche di fronte alle menzogne perpetrate dal Sig. Colari che ha sempre affermato di avere le carte in regola per aprire.
- 30/10/2008 Il pomodoro viola anticancro: che “sicurezza” dalla scienza…
Come è strana la disinformazione mediatica che regna nel nostro Bel Paese, quando si affronta il delicato problema della sicurezza alimentare! Da una parte si tende a creare un clima di diffuso panico a causa dei prodotti cinesi, che dopo la paura scatenata con il suo latte alla melamina, la sua acqua all’arsenico e le sue uova contaminate, ora sembra possa aver raggiunto anche i nostri esercizi commerciali. Dall’altra si rassicura l’opinione pubblica, facendo credere che grazie alla biotecnologia genetica, gli alimenti ogm saranno una chiave futura per risolvere la nostra salute. Ci tengono a precisare che i risultati entusiasmanti che hanno permesso la creazione di un pomodoro viola anti-cancro, derivano da esperimenti fatti su topi geneticamente modificati (oncomouse). Chi conosce la farsa della vivisezione, sa benissimo che ciò non dimostra nulla di scientificamente valido, anzi riporta alla mente (ben nascosto dai media) la catastrofe farmacologica degli anni 60, in cui un medicinale (a base di Talidomide) “efficacemente testato” per 3 anni su varie razze animali (cani, gatti, ratti, topi, conigli), fu immesso trionfalmente nel mercato dalla Chemie-Grunenthal e diffuso in più di 50 paesi e sotto 40 nomi commerciali diversi, come “tranquillante adatto soprattutto alle gestanti” (consigliamo la visione di un film tedesco sull’argomento “Contergan”). La campagna pubblicitaria e le ripetute garanzie di assoluta sicurezza del prodotto, provocò qualcosa come 10.000 nascite di neonati focomelici (braccia corte) e teratogeni (dal greco teratos=mostro). Oggi non c’è in ballo un medicinale ma un ortaggio (modificato e colorato da noi, perché riteniamo che la Natura non ha fatto bene il suo compito), ben conosciuto e apprezzato dalle nostre tavole. Questi ciarlatani della salute che si sono solo appropriati illecitamente del giuramento di Ippocrate e che continuano a privare la scienza medica di principi che possano riportare l’uomo ad un equilibrato rapporto con ciò che si definisce malattia, sono ormai preda di in un delirio di onnipotenza, sacrificando sull'altare della loro religione miliardi di animali innocenti. Questo mentre già da un anno ci sono alcuni “medici pentiti” che svelano retroscena inquietanti sul perché multinazionali farmaceutiche come la statunitense Merck, immettono volutamente vaccini per inoculare virus del cancro, diffondono l’Aids, la leucemia o altre orribili piaghe nel mondo e ciò spiega i vari interessi nell' utilizzare questi "modelli" utili al Profitto e inutili all' Umanità.
Siamo quel granello che se si mantiene umile, può risvegliarsi e reinserirsi organicamente in quel contesto di forze, ma che se si fa arrogante può essere spazzato senza alcuna pietà dal vento. Oggi l’uomo si sente Dio, modella gli animali, manipola i vegetali e modifica il clima, ma prima o poi quel suo punto di vista soggettivo antropocentrico (supremazia dell’uomo sul Tutto) dovrà lasciare il posto ad un modus vivendi naturocentrico (armonia con ciò che ci circonda), dove si dovrà rispettare rigorosamente la specifica funzione assegnata, dato che siamo solo uno dei tanti tasselli presenti nell’indefinito mosaico planetario. - 14/10/2008 Mente sapendo di mentire chi afferma che si possono costruire gli inceneritori aumentando contemporaneamente anche la Raccolta Differenziata
Utilizziamo alcuni punti tratti da una intervista rilasciata da Maurizio Melandri, componente del Comitato Malagrotta, per fare chiarezza sulla scomoda questione dei rifiuti, ribadendo con forza la netta distinzione che intercorre tra lo smaltimento e la gestione.
Con lo smaltimento irresponsabile, basato sull’incenerimento attraverso gassificatori e inceneritori/termovalorizzatori, per ottenere un limitatissimo recupero energetico, la discarica è il punto di partenza di tutto il ciclo. Questo è il sistema predominante, in cui è il mercato a imporre la sua legge (imballaggi, usa e getta, vuoti a perdere), determinando un caotico e sbrigativo conferimento nell’indifferenziato.
Di contro in una opportuna gestione basata sulla Raccolta Differenziata (RD), il Porta a Porta (PaP) e le tecnologie a freddo (TMB o BioArrow), per ottenere un efficientissimo recupero energetico e ambientale, la discarica diventa il deposito finale dei residui non smaltiti presenti in un normale processo che considera tutti i passaggi separativi. Una nuova strategia che prevede severi controlli e limitazioni alle leggi del profitto nella produzione dei rifiuti: meno imballaggi, vuoti a rendere, prodotti alla spina (detersivi, latte, ma non solo). Un atteggiamento in cui lo scarto non sarà più, come secondo la visione corrente, un qualcosa di inservibile di cui liberarsi, ma sarà un qualcosa di utile necessariamente da recuperare e riutilizzare.
L’inceneritore non è una alternativa alla discarica, perché per ogni inceneritore ci sarà sempre una discarica (per le ceneri e i fanghi dei sistemi di filtraggio) che produrrà rifiuti altamente inquinanti e più pericolosi dei normali rifiuti urbani (RU).
Incenerimento e RD sono alternativi e assolutamente incompatibili. Una volta costruito, l’inceneritore deve essere alimentato continuativamente da una quantità di rifiuti adeguata. In sostanza per vivere un inceneritore ha bisogno di nutrirsi, di avere il "carburante" necessario a sostenersi e a tenere acceso il suo impianto; non a caso di solito nei contratti di servizio degli inceneritori ci sono delle clausole che impongono alle Amministrazioni di fornire una quantità minima prefissata e obbligatoria di rifiuti da conferire, salvo pesanti penali da pagare. Quindi che verità è incentivare la RD o il PaP che propongono separazione e riutilizzo, quando bisogna far arrivare immondizia (differenziata o indifferenziata conta poco) a questi mostri tecnologici? L’ipocrisia nella nostra società regna sovrana!
- 09/10/2008 L' Oro Nero africano: poco conosciuto ma molto ricercato...
Sono pochi, gli acuti osservatori che conoscono questo oro nero. Non è il petrolio, è più prezioso dell'oro conosciuto e per lui si disputano interessi, pari o maggiori, alle guerre combattute per il possesso dell'acqua, l'oro blu. Si estrae in una regione africana, che è tra le più ricche del pianeta ma che ha il Pil più povero tra tutti i mercati esistenti e globalizzati: il Congo. Non tanto nella capitale Kinshasa, quanto sopratutto nella zona orientale del Kivu (una volta terra fertilissima, considerata granaio del paese e oggi invece solo una miniera a cielo aperto), si estrae un minerale diventato fondamentale per il divenire della nostra attuale società: il coltan (columbite-tantalite). Tutto il nostro mondo informatico e tecnologico, dove è compresa la New Economy, dove si conoscono termini oggi tristemente familiari, come massimizzazione di profitti, flussi, volatilità, movimentazioni di capitali, spazi virtuali, tutto quel mondo che sta vedendo crollare in questi giorni quel suo castello di sabbia, creato su un sistema speculativo borsistico-finanziario e su una sua Way of Life manageriale, per sopravvivere ha bisogno di questo. Si, perchè è nel continente nero, che si estrae dal sottosuolo, questa sabbia nera, rara e preziosissima, che ha in se il tantalio, componente che per sue caratteristiche chimiche peculiari (pesantissimo, resistente al calore, inattaccabile da quasi tutti gli acidi a temperatura ambiente, ottimo conduttore) è un ottimizzatore per il consumo di energia, ed è utilizzato nei microprocessori e nei chip che sono messi in quasi tutti gli apparecchi presenti nella nostra vita informatizzata e high-tech (videocamere, consolle, palmare, cellulari, portatili, satellitari, fibre ottiche, playstation). Non solo, avendo una percentuale radioattiva di uranio, è un minerale richiestissimo anche per l'industria missilistica, aeronautica e nucleare (air bag, visori notturni, motori per jet, accessori aerei). Facile comprendere quindi, perchè questo angolo del continente africano sia da anni preda di una sanguinosa guerra civile, con gruppi paramilitari (Rcd) e bande armate (Hutu e Tutsi) che lottano tra loro per la gestione e il traffico, legale o illegale; che molti stati limitrofi (Uganda, Rwanda, Burundi, Angola, Namibia, Zimbabwe) si contendano i molti smistamenti di materie prime e non solo (oltre al coltan, oro, diamanti, rame, legname ma anche armi e denaro sporco); o che ci siano gli occhi puntati delle multinazionali straniere e degli stati compratori (Usa, Cina, Germania, Belgio, Kazakistan). Se poi a rimetterci sono i mbute pigmei, cioè gli abitanti locali che vivono di pastorizia, caccia e raccolta; se gli impatti ambientali sono drammatici perchè per nutrire minatori illegali e soldati, si sta uccidendo tutta la fauna selvatica, comprensiva di specie protette; se il parco nazionale di Kahuzi-Biega e la riserva di Okapi (un tempo il regno delle giraffe), due riserve naturali considerate universalmente protette dall'Unesco, sono fortemente a rischio; se sono stati uccisi 3600 elefanti, centinaia di gorilla e sono stati abbattuti alberi e distrutto parte della foresta pluviale... Cosa può importare a una visione del mondo basata su una logica perversa di profitto e di bisogno incessante di avere? Prima la febbre dell'oro nel Far West, poi la corsa al caucciu (gomma) nel colonialismo di fine ottocento, negli anni settanta il petrolio, poi l'acqua e oggi il coltan. Una cosa sola è certa: oggi stiamo vedendo quale è il prezzo di una crisi planetaria dovuta ad una oligarchica gestione di una economia virtuale e illusoria che incide fortemente nel reale; ma cosa succederà quando anche Madre Natura verrà a bussare alla nostra porta per chiedere il suo conto?
- 24/09/2008 La scomparsa delle Api… colpa dei telefonini o dei neonicotinoidi?
Mentre dopo il caso di avvelenamento da latte infetto (alla melamina) per circa 53mila bambini, imperversa, anche in Italia, un bisogno di certificazione ad hoc dei prodotti MadeinChina, è di pochi giorni fa un comunicato, segnalato dal Comitato Scientifico EquiVita, in cui il Sottosegretario della Salute, Francesca Martini, facendo corretto uso del Parere espresso dalla "Commissione Consultiva per i Prodotti Fitosanitari" e ricordando il Principio di Precauzione espresso nel Trattato dell'Unione Europea, ha emanato un Decreto Ministeriale di sospensione cautelativa dei prodotti fitosanitari contenenti sostanze attive neonicotinoidi: Thiamethoxam, Clothianidin, Imidacloprid e la sostanza attiva Fipronil, utilizzate nel trattamento di concia delle sementi. Finalmente con questo gesto di coraggio, che danneggia anche potenti multinazionali, come la tedesca Bayer, si potrebbe avviare a livello nazionale un programma serio per scoprire, sia le cause gravissime dello spopolamento degli alveari, imenotteri fondamentali per l’impollinazione e per la bio-diversità vegetale, sia il forte rischio causato alla nostra salute (tumori, malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer, malformazioni, disfunzioni endocrine e riproduttive); entrambi i problemi sono oggi correlati ad un vasto insieme di fattori, che includono anche i neonicotinoidi. Analizziamo in particolar modo la scomparsa delle api, vere e proprie sentinelle degli ecosistemi e molto sensibili ai cambiamenti ambientali. Dal Dossier degli Apicoltori Italiani UNA-API, risultano prove accertate e documentate, di come stanno scomparendo le api e un’infinità di insetti utili e indispensabili al ciclo naturale e all’uomo stesso. Il motivo sarebbero, il largo e irresponsabile impiego dei fitofarmaci nei campi (pesticidi, cioè tutto quello che sono sostanze e prodotti chimici) e l’abuso incontrollato di vari insetticidi domestici (pensiamo alle pompose campagne di lotta alle zanzare, con spruzzate di maleodoranti spray). I Neonicotinoidi sono molecole che presentano caratteristiche molto precise e allo stesso tempo catastrofiche per il loro utilizzo in agricoltura, perchè: sono sistemiche (vengono assorbiti dalla pianta e tramite la linfa, si diffondono in tutte le sue parti, organi floreali compresi), persistenti nell’ambiente (possono alternarsi consecutivamente e per più anni, su differenti tipologie di colture), neurotossiche (bloccano certi meccanismi della neurotrasmissione, provocando turbe nel comportamento) e letali per molte forme vitali (api in primis con intere colonie collassate, ma anche altri insetti utili). Ma messi sotto accusa concimi chimici e pesticidi e colture di OGM, c’è anche uno studio tedesco condotto presso l’Università di Landau che chiama in causa un altro genere di killer: le radiazioni elettromagnetiche. Messaggi radio, segnali satellitari, trasmettitori di ogni genere affollano i nostri cieli. Qualcuno afferma che se oggi non si sente più il suono della Creazione, potrebbe essere anche colpa di quei “messaggi invisibili” che stanno alterando (pensiamo alla capacità per le api di comunicare alle compagne, danzando, la posizione e l'entità di una sorgente nettarifera) l’orientamento di questi preziosissimi insetti! Gli apicoltori di Francia, Spagna, Belgio, Germania e Stati Uniti lanciano l’allarme. Le api sono indispensabili per circa 120 tipologie di produzioni agricole differenti e il loro lavoro di trasporto del polline da un fiore ad un altro, è indispensabile per il mantenimento ambientale e per la riproduzione vegetale.
Un fattore rilevante del complessivo equilibrio ambientale, su cui l’uomo arrogantemente pensa sempre di avere l’ultima parola, è che se c’è una grave malattia degenerativa che colpisce la viticoltura (es. lo Scaphoideus titanus, insetto vettore della flavescenza), il rimedio migliore non è (per curarla?) immettere nel ciclo vitale della pianta, sostanze attive sistemiche, tramite pesticidi e concianti per le sementi, perchè produrranno problemi ben più gravi di questa, come la moria delle api. Che a dimezzare gli alveari al massimo del loro sviluppo, sia una sindrome chimica o, ipotesi plausibile, l’eccesso di onde elettromagnetiche , non è importante. Ciò che conta è che un alveare non può sopravvivere soltanto con le “api di casa”, senza l'apporto delle api bottinatrici adulte, consuetamente dedite al raccolto di miele e polline, da prelevare all'esterno. Gli spopolamenti di queste “api di volo” da ricognizione, produrranno effetti inimmaginabili sugli ecosistemi della Terra. Se in agricoltura ci si indirizzerà verso un orientamento superiore alla visione puramente commerciale e di sfruttamento produttivo, si opererà un essenziale rinnovamento. Se altresì, si continueranno a non rispettare gli elementi che regolano e completano l’insieme, i ritmi delle stagioni e delle fioriture, i momenti “non produttivi” della vita agricola, ci sarà un definitivo fallimento. La modalità tipicamente moderna, di applicare alla Natura millenaria, sempre e solo un laboratorio scientifico, di intervenire geneticamente modificando le sostanze affinché non pulsino più ma producano sempre, sono cose a cui prima o poi ci verrà chiesto il conto da pagare. Le api, le formiche e tutti gli altri insetti, sono dei piccoli micro-mondi formatisi nel corso di lunghissime esperienze in funzione dei bio-ritmi e di impercettibili significati che una mano invisibile gli ha donato, per rendere la loro società quasi perfetta; il tutto utilizzando meccanismi e compiti precisi, coordinati in una gestione organica e gerarchica, all’interno delle proprie strabilianti strutture. Ogni membro della comunità di appartenenza, svolge ciò che gli è di propria competenza, ma contribuisce con il suo gesto a risolvere i bisogni di tutt la collettività. Se un giorno l’uomo individuale che pensa solo al suo ego individuale, capisse che restituendo il suo "lavoro" all'ambiente che lo circonda, otterrebbe benefici grandiosi, non servirebbero più queste effimere parole.
- 15/09/2008 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00 Oscurità Mondiale!
In questi giorni sta girando una mail su Internet, che propone uno spegnimento totale di tutte le luci e di tutti gli apparecchi elettronici per permettere al nostro pianeta di respirare. E' bello pensare che sono in tanti a considerare il pianeta Terra come un essere vivente, che giustamente delle volte ha delle esigenze precise, visto poi come viene trattato e considerato oggi!
Se ci sarà una notevole adesione collettiva l'energia risparmiata sarà moltissima, pertanto che questo messaggio sia vero o falso a noi non interessa molto. L'importante è agire, visto che si tratta solo di 10 minuti in cui dovremo trovarci nella più completa oscurità. Chissà poi che spegnendo la luce, non si riesca anche a riaccendere la mente, sempre preda degli eventi mediatici che ci vengono imposti e così poco attenta a riscoprire che c'è anche dell'altro nell'Universo.
Si può interrompere questo meccanismo?
Anche solo per 10 minuti questa azione disinteressata a favore dell'ambiente, presuppone di fermare definitivamente tutto quel mondo "virtuale" e frenetico, in cui siamo immersi. Televisioni, Computer, lampade di ogni genere, alogene, fluorescenti o a basso consumo, fari e quadri elettrici di macchine o moto, la luce dello scaldabagno ecc. Insomma correnti e fonti di illuminazione più varie, che pervadono ogni attimo della nostra esistenza. Dovrebbe essere una sorta di minuto di raccoglimento per la nostra Terra. Si riuscirà in questo preciso momento a silenziare l'illusorio mondo che noi tutti, con rispettive e personali responsabilità, abbiamo fatto a nostra immagine?
Precisazioni doverose su questa iniziativa
Spengere la luce per 10 minuti non serve un gran che a livello energetico, ma serve da esempio e solo a livello divulgativo. Gesti simili, sono solo piccoli passi nel nostro agire quotidiano, che i cittadini attraverso la rete e da ogni parte del mondo, possono intraprendere affinché poi i loro rispettivi governi, che determinano nel concreto queste situazioni, possano in futuro essere sensibilizzati (anche se di questo nutriamo forti perplessità) su tali tematiche. Questa mail si può trovare praticamente dappertutto su forum e siti tra i più disparati e quindi una domanda sorge! Di chi è l’idea? Girando in rete alla fine troviamo la risposta che cerchiamo. L’appello sembra che parta da un giovanissimo ambientalista vicino a Greenpeace, tale Andrès Shelp che dalla sua pagina su Facebook propone l’iniziativa in tutto il mondo. Ecco ciò che dice: “Se la partecipazione è massiccia, il risparmio energetico può essere enorme. Basta chiudere tutto per dieci minuti, per vedere cosa accade e tenere accesa una candela, osservare la fiamma e respirare assieme al Pianeta. Ricordiamoci che nell’ unità c’è il potere e Internet da questo punto di vista può essere estremamente potente”. Andrés con questa iniziativa vuole invitare il mondo, sopratutto quello occidentale, a riflettere sul consumo di energia e sensibilizzare le persone a propendere per il risparmio iniziando a modificare il proprio stile di vita a piccoli passi. Ad esempio riprendere a camminare a piedi nei piccoli spostamenti o usare la bicicletta, spegnere gli apparecchi elettronici quando non servono e usarli con parsimonia. Ovviamente è una iniziativa mediatica e non è effettivamente reale, visto che poi come fa giustamente notare qualcuno su un forum, la mail è stata inviata in tutto il mondo con un orario ben definito (perché quell’ora?). Ma l’orologio segna solo per noi quel momento e quindi come sarà in altri luoghi a causa del fuso orario? Siamo sincronizzati in questa iniziativa o no? A tale quesito non possiamo fornire di certo una risposta, ma prescindendo da tutto, l’iniziativa come esempio di dovere civile è chiaramente possibile per tutti e per questo rinnoviamo l’invito ad intraprenderla.
- 05/09/2008 Per arrotondare il bilancio familiare vendi il tuo Rifiuto!
Lo avevamo già scritto in precedenti articoli che il Rifiuto doveva essere visto come una Risorsa. Non serve leggere tanti libri sull’argomento, perché il saggio migliore lo ha già scritto in tempi non sospetti la Natura, fornendoci tra l’altro una sua brillante esperienza millenaria. Finalmente ce ne stiamo rendendo conto anche noi e la creatività e l’impegno di alcuni imprenditori, unite ad un punto di vista preciso sul rapporto uomo-ambiente, sta ottenendo validi risultati per migliorare il difficile rapporto che la nostra società ha nei confronti di ciò che continuamente si tende a sprecare.
È così che, grazie ad una idea della Recoplastica, azienda di Torino nata nel 2006 per valorizzare i prodotti di scarto nella gestione rifiuti del proprio ciclo produttivo, un semplice cittadino-consumatore, da oggi potrebbe ottenere importanti benefici per accrescere il suo portafogli. Infatti attraverso aperture in tutta Italia di Ecopunti, che invece di vendere merce comprano spazzatura, chiunque, portando i suoi “personali rifiuti” debitamente “differenziati” in questi “negozi alternativi”, potrà ricevere un corrispettivo in denaro. Ci sono già centinaia di richieste per aprire tali centri e si potrebbe realizzare, un franchising sano per le economie, già piuttosto risicate, delle famiglie italiane. Sappiamo bene le difficoltà che si avranno in questo progetto, perché si sta toccando una “interessantissima” gestione che fino ad ora i magnati del rifiuto hanno mantenuto solo per le loro tasche e non hanno mai rivolto alle comunità! Nonostante questo ci sentiamo in dovere di fare i complimenti sinceri per questa bella iniziativa, augurandoci che in futuro tutto ciò, nonostante gli ostacoli suddetti, diventi assoluta normalità.
- 03/09/2008 Lettera aperta a Gianni Alemanno da parte del Prof. Apollonio del Comitato Malagrotta
Non tutti sono a conoscenza che il 4 Agosto scorso, l'assessore all'Ambiente del Comune Sig. Paolo Togni ha mostrato ad alcuni esponenti dei comitati cittadini di Malagrotta, una scatoletta contenente granulato metallico di colore nero con la scritta "scorie Malagrotta del 4 agosto". Infatti in questa precisa data (guarda caso in piena estate quando tutti abbiamo la mente rivolta ad altro), l'impianto di Malagrotta è stato provato ad insaputa un po' di tutti, forse anche degli stessi politici incaricati del problema.
Ma la legge non dovrebbe regolare in maniera inequivocabile in termini sia di emissioni che di fase sperimentale, qualsiasi "prova" su impianti così problematici e rischiosi per la salute dei cittadini? Ebbene allora chi ha autorizzato questa "bravata"? La domanda e le relative preoccupazioni si possono leggere in questa Lettera aperta formulata dal Prof. Sergio Apollonio al nostro attuale Sindaco.
- 26/08/2008 Civitavecchia: la centrale a carbone sostituisce la necropoli!
La centrale di Civitavecchia è posta su un sito ricco di tesori etruschi. Ebbene si la tanto "utile" centrale a carbone è stata impiantata proprio su un importantissimo sito archeologico etrusco/romano. In particolare il litorale situato a Nord di Civitavecchia, compreso tra la zona da Mattonara fino alla necropoli della Scaglia, rappresenta un eccezionale concentrato di aree d' interesse storico.