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- 10/06/2010 Finalmente si conclude il "lavoro" dell' Allevamento Morini! E ora guerra contro Green Hill....per salvare più di 2500 cani di razza Beagle!
"Grazie all’accordo sottoscritto tra Giovanna Soprani, titolare dell’allevamento Morini Sas e il sindaco di San Polo, Mirca Carletti, la ditta ha cessato l’ attività e al posto dello stabilimento il Comune ha previsto la riqualificazione e la valorizzazione dell’intera area".
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Questa è la notizia ufficiale uscita sulla stampa che però manca di un piccolo particolare: la chiusura dell’ Allevamento Stefano Morini S.A.S. di San Polo d’ Enza (Reggio Emilia), è avvenuta soprattutto grazie all’ impegno di tanti attivisti animalisti e associazioni, che sono riusciti a smascherare agli occhi dell’opinione pubblica, questo Allevamento che fin dal 1953 “vende animali” ai laboratori farmaceutici per la pratica vivisettoria!
Tutto ha inizio quando, il 28 maggio 2002, un camion destinato ad un laboratorio farmaco-tossicologico di Amburgo, in Germania che trasportava 56 cagnolini di razza Beagle provenienti dall’ Allevamento Morini, viene fermato e sequestrato alla frontiera del Brennero. I cuccioli sarebbero stati sottoposti a terribili esperimenti di tossicologia, a scopo di quella che viene chiamata “Ricerca”. Così alla fine del 2002 si costituisce il Coordinamento Chiudere Morini; inizia una campagna notevole di informazione sulle “verità” di quel luogo di torture, fino ad arrivare ad una clamorosa liberazione di 99 Beagle ad opera di ignoti, rivendicata come FLA (Fronte Liberazione Animale). Così dopo quasi 7 anni di battaglie, gli attivisti ottengono meritatamente la loro vittoria per la libertà di questi sfortunati esseri. Infatti è dal marzo 2010 che Morini commercialmente non esiste praticamente più, vista la fama poco piacevole con cui veniva ormai considerata da tutti; ma nonostante le condizioni economiche avverse, la “Signora Morini”, ha mantenuto in prigionia questi poveri animali, senza dargli ovviamente più le necessarie cure (alcuni non più tanto cuccioli) fino al grande giorno di ieri in cui finalmente potranno avere una vera famiglia.
A noi poco importa che questa “contro-verità” non sia uscita, la cosa che più ci preme sottolineare, è che, l’affidamento di questi amici a quattro zampe (ma anche di vari roditori), è stato concesso a Sara D’ Angelo di VitadaCani, conosciuta per aver creato insieme al Dr. Massimo Tettamanti con il suo VitadaTopi (attualmente confluito in un progetto ancora più grande Icare), il cosiddetto Recupero Animali da Laboratorio, nato con il progetto DL4 proprio con i cani Beagle.
Grazie al coordinamento di vari gruppi e singoli attivisti che hanno aderito con più o meno impegno, sudore e sacrificio a questa campagna, si è ottenuto un risultato molto importante. Ma ora bisogna fare i conti con un altro grosso colosso che bisogna fermare: Green Hill.
A Montichiari vicino Brescia, sorge un allevamento di cani beagle che da anni rifornisce i laboratori di vivisezione di tutta Europa, e ha in progetto di ampliarsi, approfittando anche della "defaillance" del Morini fortunatamente caduto in “disgrazia”, costruendo altri capannoni utili a rinchiudere fino a 5000 cani. Questo lo renderebbe il più grande e forse il centro della vivisezione canina più importante di tutto il continente europeo.
Green Hill è una vera e propria “fabbrica di cani” in cui questi animali vengono prodotti in serie, in piccole gabbie messe in fila e chiuse dentro capannoni privi di finestre, luce naturale o aria fresca.
Per Green Hill gli animali sono solamente merce, oggetti da far riprodurre e vendere, senza interessarsi al dolore e la sofferenza, psichica e fisica, che si incrementerà atrocemente quando finiranno nei laboratori di morte.
Ecco perché è nata "Salviamo i cani di Green Hill" (2500 beagle imprigionati) una campagna contro l'ampliamento di questa orrenda fabbrica. Dobbiamo dare due dati in merito a questa faccenda: la prima è una notizia positiva saputa proprio in occasione della grande manifestazione fatta il 24 marzo a Brescia su questo problema. Il Comune di Montichiari ha negato i permessi per ampliare l’allevamento! "Elena Zanola, sindaco di Montichiari, saputo del progetto inquietante di costruire 5 capannoni sotterranei in cui rinchiudere altri 2500 cani ha respinto la richiesta poiché le colline moreniche su cui sorge Green Hill sono tutelate come patrimonio ambientale di Montichiari e il Comune non permette che vengano devastate da questi aguzzini".
L’altra è meno rosea: si vocifera che tra coloro che detengono il capitale della “Green Hill 2001 srl”, oggi ci sia dietro anche Marshall Farms Inc. La sede di Marshall Farm Group Ltd è a North Rose, nello stato di New York, e la sua storia parte nel 1939, come allevamento di animali da pelliccia di Gilman e Ina Marshall, che già allora rifornivano i laboratori di sperimentazione. Attualmente è il più grande allevamento di furetti degli USA. È quindi un altro impero finanziario costruito sulla pelle degli animali che inizia ad avere interessi a questo allevamento. Cerchiamo, uniti solo per questo scopo, fregandosene delle etichette e delle faziosità che non servono al bene degli animali e agendo ognuno nel suo preciso mondo di appartenenza, di non permettere, ai figli dello Zio Sam, di portare avanti questo infame progetto. - 29/04/2010 La Rete Regionale Rifiuti che rinasce!
La RRRLazio che da molti anni condivide la fondamentale battaglia per una corretta gestione dei rifiuti intesi come risorse e non come scarti, questa mattina in una conferenza stampa di cui potete leggere il Comunicato, ha rilanciato le innovative posizioni della sua Piattaforma della Rete e rinnovato la veste grafica del proprio sito web. Il 2010 sarà un anno importante che chiederà risposte concrete alle amministrazioni e alle istituzioni per arrivare a consumare meno e riciclare tutto. Con l'aiuto delle tante realtà presenti all'interno, che presentano identità differenti ma che hanno un obiettivo comune, vorremmo riuscirci sopratutto sensibilizzando i cittadini ad un confronto sull'importanza di superare e comprendere i vecchi e antiquati schemi inceneritoristi in una propositiva chiave di riutilizzo totale di tutte le materie prime presenti sul mercato.
- 22/04/2010 Vittoria contro la Caccia Selvaggia!
Nel sacro giorno del 21 Aprile, Natale dell’Urbe, città guarda caso, fondata proprio grazie ad un rito di interpretazione simbolica del volo degli uccelli, gli amanti della doppietta forse hanno fatto un passo indietro. Si perché a sentire la Confavi, pare che non abbiano proprio ben gradito il responso ottenuto alla Camera. A seguito di un Comunicato Stampa della Lipu, l’Art. 43, nonostante la deroga sul calendario venatorio della prima decade di febbraio concessa alle Regioni ma con parere vincolante dell’Ispra, introdurrebbe importanti novità più a tutela della Natura e degli animali selvatici, che a favore dei cacciatori. Per chi crede di essere ancora un fedele servitore di Artemide, divinità che sacralizzava l’atto in se della caccia e che crediamo oggi non apprezzerebbe molto lo “stile moderno” con cui si interpreta questa antica usanza, ciò dovrebbe far profondamente riflettere.
Dovrebbe far comprendere a chi è duro di comprendonio, che non è una questione di estremismo animalista o ambientalista, come continuano a ripetere sui blog questi eroi dal grilletto facile, ma che se una funzione non è più inserita in un contesto organico di cui ne fa parte, è destinata per forza di cose a morire. Il mondo nel bene o nel male è molto cambiato, c’è una sensibilità diversa nei confronti dell’ambiente e di chi lo abita, una risposta al troppo antropocentrismo deviato un po’ come ha ben sottolineato Massimo Fini che tra questo uomo e il vulcano islandese Eyjafjallajökull, sceglie quest’ultimo. Quindi è inutile ostinarsi con una pratica che oggi è sempre più fuori dal tempo, che non ha più alcun valore, che non è amata perché divenuta superflua in questo mondo globalizzato, che ha ben più gravi problemi a cui rispondere. È più onorevole accettare di essere stati sconfitti invece che continuare a ingannare chi sa, con tentativi subdoli, macchinazioni, blitz, accordi politici, pressioni, giustificazioni inopportune ecc., cioè in sintesi tutto il contrario di quella che in passato rappresentò per molti versi una vera arte della caccia, eticamente equilibrata, combattuta e affrontata con un certo spirito ed in chiave di una certa sfida quasi alla pari tra chi era offensore e chi difensore. Il modo per essere “uomini” con una chiara vis aristocratica dell’esistenza, anziché “machi” che affrontano in armi creature indifese e impossibilitate a reagire, anche in una società alienante come questa, è sempre presente.
Si può riscoprire scalando una montagna, immergendosi in un abisso, attraversando un bosco o percependo il silenzio, ma anche dimostrando più semplicemente di avere un po’ di coraggio (potremmo dire “di palle” se ce lo permettete) ed una certa coerenza nella vita di tutti i giorni, cosa divenuta piuttosto rara ai tempi odierni, salvo quando non ci sia una azione eclatante per recitare una parte da personaggio hollywoodiano su un palcoscenico mediatico e con un pubblico ben pronto ad applaudire le nostre gesta.
Detto questo, per le associazioni che hanno combattuto, abbiamo scoperto tutti insieme che la sinergia anche con identità differenti è possibile e può permettere di creare qualcosa di consistente nell’immediato futuro. Oggi è d’obbligo riaffermare con forza che la sacralità della Natura, degli Elementi e degli Animali dovrà essere sempre più difesa se vogliamo che un certo Uomo riscopra se stesso attraverso significati che celano profonde verità. Non pretendiamo di diventare dei San Francesco con la capacità di saper riconoscere attraverso occhi spirituali la "luce" presente in tutte le creature anche con "abiti" materiali diversi da noi, o dei Buddha che seppero spiegare la differenza tra ciò che autorizzava gli antichi sacrifici di animali e ciò che non giustificava più l’utilizzo di miliardi di esseri innocenti come fabbriche per i mattatoi di quest’epoca. Allo stesso modo visto che oggi non ha assolutamente più senso la pratica venatoria, ci basterà più facilmente non asservirci alle fandonie di queste lobbie, anche molto potenti, che vogliono impedirci l' elevato compito di smascherare il fatto che per attuare i loro presunti scopi, vogliono farci credere che in un mondo dove oggi non c’è traccia di sacro, ci sia ancora bisogno di cacciare per difendere le proprie tradizioni e l’equilibrio della natura. Esiste già un arbitro superiore nella Terra e l’ uomo dovrebbe limitarsi ad esserlo solo di se stesso, scegliendo la via che lo porti ad elevarsi piuttosto ché degradarsi. - 19/04/2010 A Montecitorio per fermare la Caccia Selvaggia!
Da questa mattina è iniziata la grande mobilitazione per combattere in difesa della nostra Terra, minacciata e sfruttata continuamente per ogni sua risorsa ed oggi attaccata anche dal fardello pericolosissimo di una Caccia Selvaggia che comporterebbe invitanti "libertà di pensiero" alle Regioni e che potrebbe arrecare ancor più offese alle meravigliose creature a cui si vuole impedire di compiere quelle "traiettorie impercettibili", che ha ben compreso Battiato e non certi politici pressapochisti e collusi in squallidi ricatti economico-elettorali. Si perché non c'è solo la componente dei cacciatori a fare pressioni, ma sopratutto le lobbies delle armi, poteri che vogliono mantenere in piedi questo "spettacolo" per i loro lucrosi affari, fatto di cartucce e di fucili, eticamente usato con chi non ha alcuna possibilità di difesa, poiché sorpreso vigliaccamente (potremmo dire alle spalle?) quando è in volo e libero nel cielo.
A chi difende valori non a chiacchiere ma con azioni pragmatiche, dovrebbe far riflettere che questo modus operandi di cacciare, è guarda caso protetto e tutelato ad oltranza, da chi invece rappresenta l'antitesi perfetta ad una giusta ed equilibrata armonia che si dovrebbe tenere in rispetto al Tutto che ci circonda.
L'appuntamento è fissato per domani mattina dalle 11 sempre a Montecitorio per dimostrare venendo ancor più numerosi, quanto questa battaglia sia frutto di una sinergia di varie anime, anche diverse tra loro, ma che hanno a cuore la Natura e chi la abita e che hanno messo in secondo piano eventuali personalismi o rivalità, per cooperare insieme al fine di ottenere un risultato pienamente condiviso.
La trasversalità della battaglia è dimostrata dal fatto che oltre alle giuste pressioni delle associazioni, oggi ci sono stati stravolgimenti anche all'interno della stessa Maggioranza, che potrebbero portare a sviluppi interessanti. Si perché una trentina di deputati del PDL distribuiti abbastanza equamente tra finiani e berlusconiani, ad indicare che il fatto non è una guerra interna di partito, quanto una chiara consapevolezza della gravità di tale norma, tra l'altro ottenuta con uno squallido raggiro, hanno scritto direttamente al Cavalier Silvio Berlusconi, per scongiurare che nell'articolo 43, il famigerato comma 2 b, possa essere incautamente approvato.
Così, in questa difficile partita, ci siamo noi a dover difendere una piccola trincea chiamata Natura, che è di continuo assaltata da più parti e da un nemico che dispone di molte più forze, meglio armato, equipaggiato ed organizzato di noi. Ma nonostante questa disparità di forze in campo, simile a quella che c'è tra chi spara e chi vola, saremo pronti a difendere in nome dell'etica e della giustizia, valori nobili e molto più alti dei fattori utilitaristici e prettamente soggettivi di alcuni esseri umani così irresponsabili. Difendere quelle ali che si alzano nei cieli equivale a difendere quel coraggio di non sentire mai sconfitta quella nostra profonda volontà di cambiare un mondo che, se non intraprende prontamente una nuova direzione sarà destinato inesorabilmente nella morsa del suo auto-annientamento. - 10/03/2010 Caccia Selvaggia e Tradizione Rurale uniti contro gli ambientalisti! Ma siamo proprio sicuri che sia così?
Ieri 9 Marzo 2010 ci sarebbe dovuta essere la più importante manifestazione dell’anno per chi è in difesa dei principi tradizionali attaccati da noi pazzi, integralisti, estremisti, animal-ambientalisti! L’On. Berlato aveva anticipato, in tempi non sospetti, che era venuto il momento di creare finalmente una Lobbie della Cultura Rurale (ha molto di simbiosi con la Terra il mischiare veri ed antichi saperi dei nostri antenati con le multinazionali del saccheggio autorizzato). A sentire le cronache e le notizie ricevute, sembra però che l’afflusso alla grande manifestazione nazionale a favore della difesa della tradizione rurale ed agricola, nonché della caccia moderna e di altre forme di allevamento/sfruttamento animale (cosa c’entrano in tutto questo i vetturini e i circensi dovrebbero spiegarcelo meglio), tanto care all’omuncolo dei nostri tempi, si sia rivelata un completo fallimento e non solo per il tempo avverso incontrato (Strano! Forse che la Natura non sia in armonia con i loro bei principi?).
I protagonisti affermano che erano in 100.000 (tipico alzare le cifre in qualunque corteo e di qualunque colore si tratti), per la questura meno di 8000, per altri ancora non più di 3000 mila persone. Ma al di la dei numeri “reali” a noi insignificanti, visto che il numero non è mai indice di qualità, ciò che diverte è che da un sondaggio, risulta che un vero e proprio plebiscito (più dell’80% dei cittadini delle Regioni di tutta Italia) si è scagliato contro i tentativi di modifiche fatti in questi mesi per le deroghe alla caccia. Ciò vuol dire non destra, centro o sinistra, ma praticamente “tutto lo Stivale” (visto che un 20% ormai non vota più e non si interessa a sondaggi ed altri meccanismi politici), è d’accordo su questo punto. Se volete leggere nel dettaglio eccovi un articolo con cifre piuttosto dettagliate.
La tradizione è cosa ben diversa dallo sparare ad essere innocenti che svolazzano nei nostri cieli inquinati ed eticamente sporcati da questi personaggi che pretendono di paragonare quella che era una antichissima “ritualità” frutto di una sacralità in cui si viveva immersi con il Creato”, a quello sport vigliacco in cui si è trasformata oggi e che non ha più ragione di proseguire. In passato la caccia ha rappresentato un patrimonio centrale per tanti popolazioni di mezzo mondo, ha avuto un significato sicuramente profondo e arcaico molto al di la del semplice uccidere, ma oggi non è più attuale riproporre un modello che non può più esistere perché non ci sono più né veri cacciatori, eticamente parlando, nè esistono più prede in abbondanza da cacciare, né esistono più condizioni naturali per praticarla (es. urbanizzazione nelle campagne e nei boschi ormai si può dire cementati). Anche perché per sfamarsi basta semplicemente andare al supermercato e scegliere in un vasto assortimento la preda più appropriata e ciò non differisce molto dalla azione omologante dello sparare in un angolo verde, appositamente preparato, su animali posti in quel parco giochi per l’uomo moderno così frustrato da una società alienante.
Quindi basta con le menzogne! È ora di affermare come stanno veramente le cose e che chi è contrario all’estremismo venatorio non deve essere per forza ostile a quei saldi principi che si formarono in nobili visioni che conoscevano nel dettaglio le forze e le manifestazioni che agivano e che si chiamavano per "nome". Allora si sapeva come regolare ed equilibrare i ritmi dell' Universo, attraverso una profonda conoscenza di Sè e del Sacro, ma oggi sono soltanto giustificazioni o reminiscenze lontanissime non più legate a quella dignità vivificante che né giustificava il loro operato.
[ Dettagli » ] - 28/01/2010 Caccia Selvaggia e Politica 1 – Civiltà 0. Hanno vinto loro per ora… ma una battaglia non la guerra!
Oggi è stato vergognosamente approvato l’art. 38 al Senato inerente alla ormai nota caccia selvaggia, nonostante che 130 Associazioni, che pur nutrendo ognuna sicuramente differenti pensieri e modi di intendere e di agire sulla delicata questione che la caccia moderna oggi riveste, si siano attivate in ogni modo per sensibilizzare molti politici e per chiedere in maniera compatta anche a Silvio Berlusconi di fermare la strage. In attesa del futuro scontro alla Camera, è opportuno ribadire che questa nuova forzatura, questo allungamento della stagione venatoria valido solo per alcune specie (forse si salveranno perché già troppo “impegnati” solo la lepre, che da troppo tempo offre già la sua pelle all' industria della pelliccia e il coniglio, piuttosto richiesto per la vivisezione in cosmetica), si offrirà l’opportunità a molte Regioni di “gestire” il loro contesto ambientale e di conseguenza di danneggiare ulteriormente il pianeta e chi lo abita, con un più ampio raggio di azione. Si perché ciò che si chiamava caccia e che era una tradizione rituale e centrale, diversamente interpretata da popolo a popolo e soprattutto finalizzata alla sussistenza e non al mercato o al puro divertimento, oggi è diventata semplice sport, praticato da un omuncolo che usa armi impari contro avversari nella maggior parte dei casi indifesi e che non rappresenta pertanto più quella sfida o quella prova del fuoco che in tempi remoti ha avuto una suo particolare e profondo significato di esistere. Gli avversari che vogliono continuare con questa obsoleta pratica, sono proprio quelli che affermano di rifarsi alle tradizioni, alle difese del mondo rurale e contadino, continuamente colpite da attacchi estremistici di associazioni ambientaliste e animaliste che non sanno più cos’è la Natura, che ne parlano soltanto e che non la vivono in maniera sana e “naturale” come loro, perchè non ci sparano dentro, non la inquinano con i loro bossoli nocivi all'ecosistema, non la sfruttano in ogni sua parte di terreno disponibile, non trattano gli animali che ci vivono come ingranaggi di una fabbrica, non trattano le risorse per futili motivi come un consumo ed uno spreco ben lontano da una semplice esigenza per i popoli di nutrirsi. È ormai d’uso nella nostra natura malata continuare ad offendere il Creato, credere di dominarlo, mentre in realtà si è schiavi di un meccanismo che ci porterà ad essere peggiori di quello che già siamo. Mascherando il tutto con la magica parola tradizione, qualcuno pensa di mettersi al riparo, facendo così finta di non ricordare che quella che loro amano chiamare tradizione o difesa del mondo rurale, non presenta più determinate regole da parte del predatore rispetto alla preda, un etica e soprattutto un rispetto dell’avversario, e lo dimostrano il continuo uso dei richiami vivi e le trappole disseminate dappertutto per catturare qualsiasi cosa che si muova o respiri, non rivestendo quindi un modo di essere più consono a chi creda veramente in ciò che dovrebbe rappresentare una vera tradizione.
Al di la delle ormai ridicole etichette Destra e Sinistra (lo dimostra il fatto che all’interno della stessa maggioranza PDL molti deputati erano contrari), il modo di agire sporco nella politica è un'altra dimostrazione degli interessi che muovono questa Italia venatoria: blitz continui per modificare la legge, falsi messaggi alla stampa, politici a ricoprire doppi e subdoli ruoli (Santini, Ronchi, Prestigiacomo) tentativi di pressioni di varie lobbies nel commercio di armi, comunicazioni di emendamenti diversi rispetto ai precedenti, assoluto disinteresse per ciò che concerne la bio-diversità (il 2010 tra l’altro è l’anno in sua difesa), volontà di ferire ancora una volta la nostra casa, la Terra, con una intrusione di un antropocentrico essere che ormai nel più completo delirio di onnipotenza, ha preso il ruolo di Dio e pensa di poter fare tutto ciò che più lo aggrada. La verità è che il non rispetto degli altri esseri che coabitano con noi questo pianeta, equivale al non rispetto di sé stessi, ma si ricordino bene questi signori, si chiamino cacciatori, circensi, vivisettori o allevatori, che ad azione corrisponde reazione e che il male che si procura volontariamente ad altri, prima o poi torna, nelle stesse o in altre forme, come un boomerang a chi ha comportato tutto questo.
Ecco tutte le associazioni contrarie all’Art. 38 sull’allungamento della stagione venatoria (disposte in ordine alfabetico e non di importanza)
elenco in aggiornamento viste le continue adesioni
Acif Lanciano
Adea
AINS Onlus
ALTARES - Associazione per la trasparenza attività amministrative
Amiche di Lu
Amici della Terra
A.N.AB. - Associazione Naturista Abruzzese
Animalisti Italiani Onlus
ANIMAL'S EMERGENCY ONLUS
ANTA Onlus
ARF
ARTA (Genova)
ASADA (Chieti)
Associazione A.GE. Progetto Andrea
Associazione Agrifoglio
Associazione Allelammie
Associazione Amici degli Animali (ADA)
Associazione Amici del “Troian”
Associazione Animali in città (Venezia)
Associazione Asfodelo
Associazione Astra Ambiente
Associazione Atargatis
Associazione CAFE (Pavia)
Associazione Canili Lazio ONLUS
Associazione Centro Tutela Fauna Selvatica Esotica Monte Adone
Associazione Chiliamacisegua
Associazione Cinofila Frentana
Associazione Con Fido nel Cuore
Associazione Culturale Fons Perennis
Associazione Cuneobirding Onlus
Associazione dei Nonni e delle Nonne Argento vivo di Bereguardo
Associazione del Canile di Chieti
Associazione Dingo (Sezione di Venezia)
Associazione EBN Italia
Associazione Estuario Nostro (Venezia)
Associazione Fido Amico (Venezia)
Associazione FORUM ITALIA
Associazione Fotoclub (Sezione Latina)
Associazione GRIDAS
Associazione Gruppo Micologico Naturalistico Giuseppe Bianca ONLUS
Associazione il Naviglio Pavese ONLUS
Associazione In esaurimento
Associazione Incontramondi
Associazione KALURA
Associazione L’isola che non c’è
Associazione La Domus
Associazione LA FENICE
Associazione La Salsola (Venezia)
Associazione La Spinosa per l’Ambiente (Velletri)
Associazione LEDA
Associazione Leonidas
Associazione Ligure Agenti di Vigilanza Ambientale
Associazione LIMAV
Associazione Litorale Romano e Vasche Maccarese
Associazione Marco Mascagna
Associazione Medicina Democratica
Associazione MINAS TIRITH
Associazione Mountain Wilderness
Associazione NEVERLAND
Associazione No alla Caccia
Associazione Ombre Lucenti
Associazione ONDA (Sezione Latina)
Associazione ORNIS italica
Associazione ornitologi Emilia Romagna
Associazione Paese Ambiente (Treviso)
Associazione per fare un Albero Onlus
Associazione per la difesa dei Mulazzi e del territorio
Associazione Pet Village (Roma)
Associazione Rocchetta e dintorni (Lido di Venezia)
Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale
Associazione TERRE DEL LAZIO onlus
Associazione Trovatelli 4 mila (Napoli)
Associazione Vegetariani Italiani (Sezione di Venezia)
Associazione Verde Mediterraneo
Associazione Villaggio Fogliano
Associazione Vittime della Caccia
Associazione VO.DI.SCA.
Associazione Volontari Canili Porta Portese
Avda
Azalea
Baffi e Code per Amici (Livorno)
CAP Amici Cani
CAP Animal House
CAP Associazione Qua la Zampa
CAP Comitato per il Canile di Parma
CAP Enpa Parma
CAP Lega del Cane
Caserta città ciclabile
Cendea Centro Documentazione Eco Animalista
Centro Hurtado
Centro Territoriale Mammut
Circolo ARCI Ortosonico di Giussago
Circolo Culturale Janus
Circolo Legambiente Sibilla Aleramo
Cittadinanza attiva (Latina)
Cittadinanza attiva (Puglia)
Comitato Acqua Pubblica di Caserta
Comitato civico per l’ambiente del XIII municipio di Roma
Comitato civico Torre d’Isola
Comitato di quartiere amici della Madonnetta
Comitato Parchi Nazionali
Comitato Pavia Asti Senegal
Comitato per la tutela dell’Ambiente e del Territorio (Pavia)
Comitato Salvaguardia di Fiumicino
Comitato Salvaguardia di Focene
Comunità di base del Cassano
CRAL INPDAP (Latina)
D.N.A.
ENPA
Fao Pet Group
Fare Verde
FIE - Federazione Italiana Escursionisti
Fondazione Goffredo Castani
Fondazione Marcello Zei
Fondo siciliano per la natura Pro natura
Forum Ambientalista
Gaia
GAROL
Greenpeace Italia
Horse Angels - Associazione Nazionale per la Tutela Equina
ISAT
Istituto Nazionale di Bioarchitettura (Siracusa)
Italia Nostra
Koinè - Associazione per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali
La Pangea ONLUS
La Vita degli Altri Onlus
LAC
L'Alberata
LAV
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Legambiente
LIDA
LIPU BirdLife Italia
Memento Naturae
MONDO CANE ONLUS (Forlì)
Movimento Antispecista
Oipa
Organizzazione Lucana per l’Ambiente
PANDA
Rete Rurale Sabina
Slov Ital Forum - Associazione Italo Slovacca per la promozione culturale della cultura e del turismo
SROPU
The Jane Goodall Institute Italia onlus
U.N.A. Uomo Natura Animali
Unione Naturisti Italiani (Sezione del Lazio)
VAS - Verdi Ambiente e Società
WWF Italia - 01/01/2010 L’anno è finito con Copenaghen: ma non c'è nulla di nuovo (e di buono)
Il 2009 finisce all’insegna del nulla di fatto su uno dei convegni considerati fondamentali per il futuro del nostro pianeta: stiamo parlando del Summit Onu tenutosi dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen, il COP15. Resoconto finale di questo vertice mondiale, nonostante i facili entusiasmi iniziali del Premier danese Lars Loekke Rasmussen, che ha salutato il mondo esordendo con “Copenaghen sarà Hopenaghen” (inglese “hope” che significa “speranza”) o le dichiarazioni di Rajendra Pachauri, vincitore indiano del Nobel e Presidente dell'IPCC, l’ente Onu che si occupa dei cambiamenti climatici, tra i 100 Capi di Stato, i 192 Rappresentanti dei Paesi e gli oltre 300.000 delegati di Ong e associazioni ambientaliste, il risultato è stato lo stesso previsto dalla vigilia, con qualche black block spacca vetrine e contro-manifestazioni di protesta di tantissimi movimenti verdi accorsi da ogni parte, cioè in sintesi uno spreco di risorse e di energie che non comporterà assolutamente un miglior utilizzo di risorse e di energie. Ma Copenaghen ha rappresentato soprattutto un fallimento clamoroso e di immagine per Barack Obama, l’uomo della svolta tanto atteso dagli intellettuali e pantofolai da salotto di mezzo mondo, che a parole auspicava un Kyoto2 dove "tutti", anche cinesi e indiani avrebbero dovuto fare la loro parte; Obama pretendeva di accontentare tutti e invece ha insoddisfatto moltissimi; Obama ha entusiasmato con il suo Yes we can frase tanto letta nei manifesti di mezza Italia come se fosse il semplice colore della pelle e non la razza dello spirito, intesa platonicamente, a far valere le reali differenze tra gli individui; Obama fresco di un Nobel per la Pace ha imbarazzato l'opinione pubblica, quando ha dovuto posticipare l’incontro con il Dalai Lama per non turbare i rapporti con Pechino; Obama secondo indiscrezioni ed importanti testate americane, oggi alla Casa Bianca è già visto come un presidente al ribasso, un inquilino che come Icaro pensava di avere le ali per volare e invece è già in picchiata. Ma di Obama non ci stupiamo davvero, visto che nonostante i proclami elettorali, avevamo già visto da chi era sostenuto e finanziato (multinazionali e grandi banche che dettano come sempre le regole del gioco) ed avevamo capito che il suo avversario era una ridicola caricatura senza possibilità di ottenere alcun tipo di consenso. La cosa però, che dal nostro punto di vista, dovrebbe preoccupare di più chi ha capacità a leggere con occhio attento le "vere notizie", è l’impegno assunto da Barack Obama per combattere il cambiamento climatico, relegando in posizione secondaria “perfino” la guerra al terrorismo; un po’ come quando Richard Nixon nel 1971 dichiarò la sua guerra al cancro, che dopo 40 anni si può definitivamente smascherare come un chiaro inganno perpetrato per interessi di multinazionali farmaceutiche e non, senza scrupoli, e che ha realizzato non una cura efficace, ma solo un olocausto vero e atroce, per miliardi di innocenti roditori e altri animali di varie specie. Si perché dal momento che si ha sentore che le riserve fossili potrebbero arrivare alla fine della loro egemonia, si cerca di spostare il tiro sulle fonti alternative, nuova panacea e nuovo business che, per forza di circostanze, tra pochi anni, ma già si sta vedendo ora, vedrà il sopravvento sulle precedenti. E qui ad onore del vero, nonostante le nostre profonde critiche e le nostre dichiarate antipatie al "modus operandi" del regime cinese, non possiamo obiettivamente in questa precisa chiave di lettura, dare torto al Dragone, ma anche all’India, al Brasile di Lula o agli stati africani, che giustamente e dal loro punto di vista, non vogliono fare assolutamente passi indietro sul problema dell’effetto serra, perché rilevano che coloro che devono diminuire le emissioni, non sono i Paesi che oggi inquinano maggiormente, ma quelli che hanno inquinato da sempre. In tutto questo l’Europa si trova alla finestra, piuttosto stanca di impegnarsi da sola a risolvere i problemi del pianeta; Francia e Germania lo fanno capire bene, minacciando ritorsioni con dazi ai paesi che ancora insistono su questa linea di condotta inquinante.
A rovinare tutto poi va detto che, la religione catastrofista con il suo pontifex Al Gore comincia a fare buchi nell’acqua e così da New Delhi il ministro dell’Ambiente Jairam Ramesh, inizia a divulgare un rapporto ufficiale che ha come obiettivo dichiarato, di sfidare “i luoghi comuni acquisiti” sullo scioglimento dei ghiacciai. Tra l’altro grazie all’abilità d un esperto hacker informatico, su un server russo escono improvvisamente fuori miriadi di e-mail tra famosi scienziati, che sul finire della buffonata di Kyoto, iniziano a mandarsi idee e strategie su come creare modelli e dati climatici “utili” per ottenere determinati risultati rispetto ad altri con meno chance a carattere statistico-probabilistico di risultare evidenti. Che anche il tanto sbandierato global warming (riscaldamento globale) sia stato ben modellato più per gli interessi, che per un sano scopo dedito solo a ricerche a carattere ambientale? Forse l’origine antropica dei danni dell’impatto dell'uomo sull'ambiente, non è così certa, rivedendo le temperature "corrette" in tutti gli angoli della Terra? Sembra quasi di assistere ai film e agli speciali dedicati alla ormai nota e attesa "fine del mondo" profetizzata dalla civiltà maya in coincidenza del solstizio 2012: da una parte chi crede alle profezie, agli allineamenti planetari o alle quartine esoteriche di Nostradamus e dall'altra chi dice che è solo un grande bluff studiato ad arte da qualche amante della new-age. Polemica divertente ma poco interessante per chi auspica ad un reale cambiamento.
Avere coraggio a riscrivere la nostra Storia prima che quella della Natura
In questa telenovela del clima abbiamo ben chiaro un punto: che il sistema di sviluppo iniziato dal nostro Occidente e oggi mantenuto vivamente in piedi anche da altri paesi a crescita esponenziale rapida, è destinato ad essere per noi quella nuova Atlantide in cui verranno finalmente, e speriamo definitivamente sommerse, molte delle peggiori utopie inventate ad uso e consumo legittimo di chi comanda.
Si, perché in tutto questo blaterare di cifre e dati, noi continuiamo ad essere schiavi di altri lor(di) signori che sono padroni della Terra, ma che sono anch’essi schiavi di logiche che porteranno alla distruzione di tutto anche di loro stessi; che siano vere o no le teoria del riscaldamento globale o quelle dei ghiacciai imperituri, poco importa, visto che si fa tutto in nome della "democrazia", la quale secondo Platone, massimo riferimento per noi europei, era il sistema peggiore prima della tirannide. Noi iniziamo ad essere sempre più convinti del paradosso della democratizzazione del mondo e che sia forse più un modo sporco di trattare in politichese, anziché concretizzare pragmaticamente qualcosa, alla stessa stregua in cui un Hu Jintao e un Obama si incontrano, facendo finta di essere in accordo su molto, mentre in realtà sono in dissintonia su tutto. Siamo anche molto scettici sul finto pacifismo che a chiacchiere si continua a proporre, quando è sotto gli occhi di tutti che il mondo è messo a ferro e fuoco, perchè una pace senza giustizia, è destinata sempre ad essere effimera e mai duratura; siamo anche molto lontani dall’ipocrita umanitarismo che ci chiede un euro per un bambino affamato in Congo o uno assetato in India, e che molto spesso, se non sempre, è gestito da multinazionali che saccheggiano l’energia in Africa o l'acqua in India; ma soprattutto sappiamo molto bene che visto che le risorse sono indefinite ma non infinite, se noi vogliamo mantenere ancora questo stile di vita opulento, fatto di cellulari, condizionatori e comfort vari, è abbastanza normale che anche altri lo desiderino, e che tra loro, alcuni lo possano solo rivendicare ed altri invece lo ottengano concretamente emulandoci, cioè usando i nostri stessi metodi gangsteristici, alla maniera di come sanno ben fare oggi, i maestri "falsari" cinesi. È una rivoluzione interiore che deve avvenire visto che il male in cui oggi è subentrata la Terra è figlio di quella stessa malattia interiore che ci ha reso servi di un meccanismo diabolico e la cura quindi dovrà essere preventiva e venire solo e unicamente da noi stessi; occorrerà pertanto aspirare a farsi testimoni di un compito così elevato, farsi carico veramente dei problemi che gravano profondamente il nostro mondo, comportandosi da uomini, qualità oggi piuttosto rara, e non da burattini alla mercè degli interessi di qualcuno. In questo pianeta in preda al caos, quella di riuscire a non farsi manovrare in "tutto", visti i potenti mezzi usati per condizionare le nostre vite, resta oggi la più ardua sfida. Da qui si deve ripartire e ciò vale anche e soprattutto per chi lo sa e qui lo scrive. - 22/10/2009 Circo e Violenza
Una testimonianza importante da parte di un addetto del circo che ha voluto denunciare quello che avviene dietro le quinte dei circhi più famosi del mondo. Abusi ripetuti sugli animali costretti a fare un qualcosa che Madre Natura non gli ha chiesto o ordinato, ma che a pochi aguzzini senza scrupoli, non interessa affatto. Una costrizione inutile che attraverso mezzi come scariche elettriche, barre di ferro, frustate e catene, impone a questi esseri senzienti una sorta di "allenamento alla sofferenza". Tigri, elefanti, leoni e cavalli non potranno così dimenticarsi facilmente di questa "lezione" per non incorrere in "errori" durante lo spettacolo. Un animale a differenza di una persona, non comprende che subirà questo trattamento, semplicemente perchè dovrà far sorridere o strabiliare un bambino, un piccolo molto simile a quello che lui amava e che gli hanno strappato quando lo hanno catturato. Tutto ciò dimostra come ormai il nostro rapporto con gli animali sia assolutamente deleterio. Rappresentandoli come vorremmo fossero, trattandoli come nostri giocattoli, utilizzandoli per nostri effimeri piaceri, cercando di farceli assomigliare il più possibile, sono diventati ai nostri occhi tutto, tranne quello per cui sono stati creati. Non umanizzare gli animali è l'unico modo per tornare a quella sana normalità che oggi ci sfugge.
- 10/07/2009 Compostaggio a Roma... Nuove strategie per ridurre i rifiuti o solita passarella politica?
Mercoledì 15 Luglio 2009, l' associazione Fare Verde alla Sala del Carroccio in Piazza del Campidoglio ha oreganizzato un convegno per affrontare la delicata questione del riciclaggio della frazione organica. Interverranno molti relatori, rappresentanti e cariche istituzionali che oltre a spiegare in cosa consiste precisamente il compostaggio, dovranno necessariamente discutere anche del necessario ampliamento dell' impianto di Maccarese, dove differenziando e conferendo diverse tipologie di rifiuti umidi (frutta, verdura, potature legnose, scarti della ristorazione), viene creato un ammendante organico, definito appunto compost. Ci auguriamo che questo evento non sia la solita sfilata per i politici o per l' Ama di blaterare questioni di cui non sono in realtà molto preparati perchè fondamentalemente poco interessati (la vicenda Malagrotta ne è una dimostrazione precisa), ma sia una ennesima occasione per tentare finalmente di sviluppare una valida sinergia ed una reale cooperazione che possano portare ad imitare ciò che da sempre fa la nostra maestra di vita, Madre Natura e cioè non generare rifiuti.
- 23/04/2009 Un primo passo per fermare gli emendamenti sulla Caccia Selvaggia
Grazie all’impegno e alla competenza di molte Associazioni, è stato bloccato l’emendamento Carrara-Vetrella che premeva ad allungare la stagione venatoria. È solo un primo passo di una ardua battaglia appena iniziata. Oggi la Caccia non è più una Tradizione. Non è più come quella che è esistita dalla notte dei tempi e che si praticava per necessaria sussistenza, regolata da un equilibrio regnante tra Uomo e Natura ed ora purtroppo interrotto e deteriorato. Oggi tale pratica non ha più molto senso che continui ad esistere, perché il mondo è troppo cambiato e perché non ci sono più le condizioni per ripetere azioni e significati che nelle civiltà di una volta, avevano funzioni specifiche e dignificavano la vita degli uomini e delle comunità a cui essi appartenevano e che oggi sono solo forme svuotate di tutto. Sono troppo lontani quei tempi e la Caccia attuale si è trasformata in un semplice sport praticato da omuncoli notevolmente decaduti. Anche le risposte di questi giorni su blog venatori o su forum dei cacciatori sono discordanti da individuo a individuo; non sono tutti contrari ma non sono neanche tutti favorevoli come qualcuno potrebbe credere; addirittura alcune visioni di vecchi cacciatori, stranamente non si discostano da coloro, politici e cittadini, che si sono adoperati per fermare questa modifica.
Nessuno nega che in qualche borgo sperduto dell’Italia, c’è chi ha vissuto o vive la caccia non solo come passione a sparare e ad uccidere, ma anche come amore e rispetto per la natura e per gli animali, non trascurando e anzi rivendicando antichi ricordi familiari molto radicati; ma il tentativo in atto di Caccia Selvaggia corrompe necessariamente questa Caccia Responsabile, aggiungiamo noi se ancora esiste (vale anche per la pesca), e se è ancora applicabile in qualche angolo remoto di un pianeta sempre più ferito. Dall’altra parte però sappiamo bene che c’è anche chi, pur non andando a caccia e contrario ad essa, spesso si sottrae per il suo stile di vita alienato, a determinate situazioni di confronto e incontro con il proprio territorio, di armonia con ciò che lo circonda e che invece molti che amano la doppietta dichiarano di avere. Ma questo vivere in maniera grigia la campagna come la città, tralasciando e distruggendo senza ritegno ed ogni giorno, tutti i suoi più profondi contenuti, è frutto di un non sentire più dentro di se che possa ancora esistere quel mondo naturale in cui l'uomo era veramente parte integrante e compatibile dell'ecosistema, e va quindi ben oltre la diatriba cacciatori o non cacciatori.
La caccia è stata una tradizione ed una pratica antica, ma questo bisogno di “migliorarla” risponde senza dubbio ad un accanimento che certe frange dell'estremismo venatorio vogliono porre in evidenza: risposte “politiche” per il loro consenso offerto in termini di voto in questo malsano servigio falsamente democratico e risposte “economiche” con zone con maggiore presenza di selvaggina, visto il prezzo così esoso per avere una licenza e visti i pochi periodi concessi e che per questo si chiede spesso di allungare. Il mondo ambientalista, quello agricolo e quello venatorio forse anche per evitare queste forme di ricatto, di gioco sporco, di pressioni di lobbie, hanno prodotto un minimo di sintesi con la Legge 157, ed ora queste scellerate modifiche tentano una strada più problematica su questo delicatissimo equilibrio.
Si può certo capire la nostalgia per un mondo rurale, ma si era in un'altra epoca che non c'e' più e che non tornerà finché l’uomo non ritroverà se stesso, proprio perché era un mondo dove anche le persone erano differenti, per comune sentire, dalle attuali, troppo accecate dal loro ego. Personalmente non trovo così nostalgico prendere a fucilate una lepre che corre libera, o sparare ad un cinghiale con cuccioli al seguito, ma non è il sottoscritto che può permettersi di giudicare o addirittura di criticare. Mi limito solo a sottolineare un pensiero e cioè che uccidere, salvo quando non sia in ballo la propria sopravvivenza o una azione disinteressata e indirizzata ad un fine superiore all’uomo stesso, cioè quando non sia dettata da motivazioni strettamente umane, non può ridursi ad essere né un Divertimento e neppure uno Sport. Uccidere “accidentalmente” , rientrando precisamente in una catena ciclica naturale e in un contesto predatore-preda è ben diverso da uccidere “intenzionalmente” per soddisfare una passione, tra l’altro non leale, o impulsi dettati da bisogni poco nobili e lo ribadiamo ancora, non strettamente fisiologici (nutrirsi per campare). Anche un pellerossa cacciava il bisonte, cercando di farlo soffrire il meno possibile in quanto in quell’animale poteva essere presente un suo lontano parente, era abituato a sentire e percepire la terra e i suoi elementi, aveva un suo preciso codice di onore e non avrebbe mai usato gli astuti metodi “moderni” o il ricorso a tecnicismi vari privi di regole contro l’avversario. Quali? Spezzare le zampette ad uccellini per richiamare gli altri con i loro lamenti (richiami vivi); sparare a poiane, tortore, quaglie, albanelle, nibbi, gheppi o perfino falchi; perseguitare volpi e cinghiali e addirittura istrici o specie protette dalla legge giustificando il loro eccessivo essere prolifici o i danni agricoli alle coltivazioni, senza però spiegarci perché a dispetto delle leggi vigenti, gli stessi cacciatori ne hanno immesso in natura quantità considerevoli, con incroci geneticamente pericolosi come nel caso degli ungulati alloctoni. In pratica cacciare e sparare ad ogni cosa che si muove, inquinando anche con il piombo e la plastica dei bossoli usati e purtroppo raramente raccolti, sarebbe la soluzione ideale? E cosa c’è di sportivo e di ecologico in questo? Il fatto di stare all’aria aperta con i propri amici, magari liberandosi dall’alba al tramonto di mogli rompiscatole? Beh ci sono metodi migliori per passare il proprio tempo accarezzando queste visioni salutiste e contemplative anziché utilizzare armi non di difesa da un pericolo, ma di offesa per chi è, in questa disputa, del tutto indifeso. Sappiamo bene che non tutti sono nati per percorrere strade impervie, per inoltrarsi in silenzioso rispetto in boschi o foreste, per ascoltare e per saper osservare le splendide Creature che abitano le meraviglie del Creato, per superare i freddi ghiacci delle montagne, per saper essere immersi nelle profondità degli abissi, per camminare centinaia di chilometri in mezzo a distese e deserti o per volare come Icaro nei cieli sfidando, ma allo stesso tempo rispettando, quelle immutabili Leggi di Natura. E la caccia, non rappresenta anche lei questo modus vivendi? Forse un tempo lo è stata, ma oggi non ci sembra più una questione molto etica ed anche Artemide forse se tornasse qui, non approverebbe un sistema così privo di scrupoli. Lo stanno a dimostrare l’uso massiccio di trappole a scatto, tagliole micidiali, cavi d’acciaio, archetti per pettirossi e cinciallegre, battute di bracconieri in zone protette, lacci di crine di cavallo per impigliare soprattutto tordi, sofisticati richiami elettromagnetici sia uditivi (registratori per riprodurre il canto degli uccelli) che visivi (stampi), visori notturni, l’utilizzo di fucili sempre più potenti e di alta precisione per avere la meglio su piccoli esseri cinguettanti di pochi grammi se prima non sono già morti, agonizzanti, incollati o spappolati da qualche lastra di cemento. Ieri sinonimo di esser saggi era il saper interpretare il volo geometrico degli uccelli o il saper comprendere la loro lingua, considerata la più vicina al linguaggio celeste. Oggi è ucciderli vigliaccamente con metodi che non hanno nulla a che vedere con prove del fuoco o atti di eroismo e coraggio che facevano di quegli antichi predecessori, almeno dei veri cacciatori che praticavano questa usanza solo ed esclusivamente come necessario compito per sopravvivere.
