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- 10/06/2008 Il gassificatore di Malagrotta è lo stesso che ha già fallito in Germania?
Troviamo interessante leggere il comunicato molto dettagliato e preciso, fatto dal Comitato a Difesa di Malagrotta, in riferimento alla gestione del problema dei rifiuti a cui prima o poi dovranno rispondere quelli come il Sig. Marrazzo che ancora blaterano di nuovi inceneritori da costruire (pensiamo al caso recente di Albano) e non si interrogano sui problemi che già danno quelli in essere. Andiamo a Malagrotta per esempio.
L'impianto del Colari previsto sulla Capitale, è basato sulla tecnologia Thermoselect, di cui detiene la licenza una società svizzera. Grazie ai documenti e alle fonti di RRRLazio scopriamo che l' unico gassificatore in Europa si trova a Karlsruhe (KR). Costruito e realizzato dalla Thermoselect nel 1996, ha ottenuto il permesso di poter operare solo nel 2002 ed è stato chiuso nel Novembre 2004 dopo aver accumulato una perdita di 500 milioni di dollari. I problemi operativi a tale impianto (fuoriuscite di gas tossico, esplosioni, perdite di acque contaminate ed una serie continuata di altri piccoli incidenti), hanno indotto i giornali tedeschi a soprannominarlo Thermodefect a causa dei continui allarmi. Non male per una tecnologia che dovrebbe risolvere i problemi dei rifiuti di Roma prima che diventi in una situazione limite tipo la Campania.
In conclusione quindi il gassificatore che si vuole proporre come manna dal cielo, non è in realtà una tecnologia collaudata e in Germania è stato fermato per inefficienza tecnica e svantaggio economico. Ma il 24 giugno alla Regione Lazio in occasione della proposta sul nuovo piano di rifiuti proposto dal Sig. Marrazzo, onestamente non ci aspettiamo grandi risvolti, conoscendo bene i personaggi e gli interessi nascosti.
La tecnologia della gassificazione in Giappone
Colari sostiene la tecnologia della gassificazione, che è molto in voga in Giappone ed è promossa da grandi società siderurgiche che hanno riciclato tecnologie già note all'interno dei loro stabilimenti.
Scopo della gassificazione è eliminare i metalli pesanti tossici dalle scorie ferrose e minerali (residui del processo) affinchè le scorie stesse siano riciclabili nell'industria delle costruzioni (strade e abitazioni) e nell'industria dei metalli.
Solo con questa garanzia di assoluta purezza (non tossicità) delle scorie, la gassificazione ha preso piede in Giappone, dove gli spazi delle discariche sono molto ristretti e lo smaltimento molto costoso.
Visti gli interessi che spingono il mercato di queste scorie "pulite" vendute alle industrie, in Giappone i gassificatori seguono un rigoroso protocollo di controllo per la purezza (non tossicità delle scorie) molto severo. La mancanza di questi requisiti da parte delle autorità locali che concedono l'autorizzazione alla gestione delle discariche, non ha favorito pertanto questa tecnologia negli USA ed in Europa.
A causa dell'elevato costo e della scarsa affidabilità operativa, sorgono degli interrogativi a cui chiediamo risposte chiare:
Le scorie del gassificatore Colari saranno veramente a-tossiche e vendibili?
Quali precauzioni sono state prese per smaltirle se risultano invece essere tossiche?
L'esperienza di KR ha insegnato che la tecnologia Thermoselect proposta da Colari, rischia di essere troppo onerosa economicamente, sia per i costi elevati di esercizio (elevatissimo sperpero di acqua, consumo eccessivo di gas metano ed ossigeno per produrre gas di sintesi dei rifiuti), sia per i bassi ricavi da energia elettrica prodotta (in relazione alla scarsa affidabilità dell'impianto che non permetteva al gas di sintesi di produrre appunto elettricità).
Prima di essere partigiani dei termovalorizzatori o dei gassificatori, chiodo fisso delle autorità (di tutti i colori) che oggi dettano legge, sarebbe molto più corretto investire in nuovi e più efficienti impianti, che permettano di volgere lo sguardo a quei benefici che altri realizzazioni ben più qualificate, determinano sia nei confronti della Natura che della nostra salute. Ci sono conferme sempre più valide su queste strutture, ma valgono solo per i cittadini e poco per i profitti dei soliti, ed è per questo che i media non gli tributano gli onori della cronaca che meriterebbero. - 04/06/2008 Indios Rossi e Neri? Si tratta di una "tribù" o è una "squadra calcistica" nella profonda Amazzonia?
Mentre la foresta amazzonica perde sempre più legname a causa di una deforestazione selvaggia attuata dal nostro mondo "civilizzato", in un giro di perlustrazione, un elicottero sorprende una tribù di Indios Rossi e Neri che scagliano le loro frecce nel cercare di colpirlo. Sperando che la notizia sia veramente fondata, nel senso che questi personaggi ripresi non siano manager trasgressivi a caccia di notorietà o la squadra del Milan in ritiro, ci auguriamo che questi uomini, così lontani dal nostro modo di vivere e di pensare, si salvino dalla fiction mediatica, che sarebbe pronta a fare carte false per regalarsi uno scoop con personaggi che non hanno avuto ancora la "fortuna" di incontrare il nostro mondo moderno e che ancora fieramente usano le lance e abitano nelle capanne. Quella freccia scagliata può rappresentare idealmente l'anima di un mondo oggi perduto! Un mondo che rispettava la Natura e la ritualizzava in ogni sua splendida forma, al contrario di oggi in cui questa viene considerata solo per la possibilità di utilizzo che offre ai nostri falsi bisogni! Forse quella sagitta sembra scoccare come una accusa... Un monito a ciò che oggi stiamo rappresentando, considerandoci come gli unici possessori della verità accertata su questo pianeta?
- 30/05/2008 La Germania ricicla e non brucia i rifiuti della Campania. Ma allora non è vera la favoletta per cui l’unica soluzione sono le discariche e i termovalorizzatori?
Una notizia tenuta ben nascosta dai mass media nonostante che in questi giorni ci stiano bombardando per l’emergenza rifiuti, arriva dalla Germania. Si, perché i rifiuti campani che nessuno vuole e che sono stati inviati ai tedeschi, anziché essere bruciati facilmente come piacerebbe a tanti omuncoli della politica, sono stati trattati con un impianto sofisticatissimo di TMB – Trattamento Meccanico Biologico e successivamente rivenduti. Proprio questa tecnologia non basata sulla combustione ma su metodi a freddo per la parte finale del ciclo dei rifiuti, è proposta e richiesta da anni sia da Sergio Apollonio del Comitato Difesa Malagrotta, che da tutti gli altri che combattono per il non incenerimento.
Enzo Favoino della Scuola Agraria del Parco di Monza, esperto italiano di livello europeo ha dichiarato che l’impianto TMB è una alternativa praticabile e seria all’incenerimento e l’Italia stessa è il paese leader al mondo per questa tecnologia.
Secondo l’agenzia Ansa, i rifiuti campani portati in Germania non vengono bruciati nei termovalorizzatori tedeschi, ma vengono riciclati e poi rivenduti alle industrie. Il “percorso” dell’immondizia italiana, lo ha riferito una portavoce del Ministero dell´Ambiente della Sassonia, sottolineando che nulla è finito in discarica. “Anzitutto sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.). Il resto, una parte minore, è stato trattato in un impianto meccanico-biologico e sarà poi venduto alle industrie, le quali bruceranno questo materiale trasformandolo così in energia. L’incredibile notizia è confermata dal giornale tedesco “Spiegel” che scrive che i rifiuti trasportati con i convogli provenienti dalla Campania finiscono nella discarica di Croebern, alle porte di Lipsia, dove nel 2005 è entrato in servizio il più grande impianto tedesco per il riciclaggio biomeccanico delle immondizie. Lo "Spiegel" sottolinea che gli arrivi di rifiuti dalla Campania contribuiscono a far girare a pieno ritmo il gigantesco impianto. Facciamo notare che l’Italia è al terzo posto, con 2,01 milioni di tonnellate, della graduatoria degli acquirenti di materie prime secondarie. - 24/04/2008 Una gerarchia applicata ai rifiuti può essere la soluzione
Il Parlamento Europeo sembra essere finalmente pronto ad approvare una nuova direttiva-quadro per i rifiuti. Sarà decisa una speciale gerarchia dei rifiuti, costituita da 5 livelli e con un ordine di priorità ben preciso, che impegnerà tutti gli Stati membri alla prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclaggio (e altre forme di recupero) e in ultima istanza, allo smaltimento dei rifiuti, purché avvenga tutto in modo sicuro ed ecologico. Intanto tra infinite polemiche, la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia per il mancato rispetto della normativa europea in materia di discariche. Motivo di questa condanna è un reclamo del 2003 del Comitato Difesa di Malagrotta e del suo più illustre rappresentante Prof. Sergio Apollonio, contro una legge italiana sulle discariche (Dlgs 36/2003) che sembra non rispetti la direttiva quadro comunitaria europea sulle discariche 1999/31/CE. Mentre la Destra e la Sinistra polemizzano tra loro, accusandosi sulle reciproche responsabilità legate ai tempi dei rispettivi mandati, i cittadini romani si avvelenano (in tutti i sensi). Dopo più di cinque anni una bella vittoria grazie all’impegno di Apollonio che va a favorire la salute delle persone e a recare un po' di fastidio ai soliti faccendieri. Purtroppo però il reclamo specifico contro la discarica di Malagrotta non ha ancora prodotti risultati soddisfacenti.
Quale è oggi la situazione attuale nella zona Valle Galeria/Malagrotta?
In relazione alla possibilità che a Malagrotta il gassificatore del Sig. Manlio Cerroni, considerato come un impianto di gassificazione e di recupero energetico a mezzo turbogas, di tecnologia Thermoselect, sia messo in funzione entro breve periodo, esaminando alcuni punti sullo stato di questi sistemi industriali, porremo due questioni che riteniamo opportune per la salute e la sicurezza dei cittadini locali.
La zona di Ponte Galeria a Roma comprende non solo la discarica di Malagrotta tra le più grandi d'Europa, ma anche la raffineria più imponente del centro Italia, un inceneritore di rifiuti ospedalieri, un'altissima densità di cave in attività, una centrale elettrica ed un impianto di gassificazione di CDR in fase di collaudo. Un luogo molto “caldo” quindi che ha un problema legato principalmente alla sicurezza. Infatti oltre al problema di diossine e nano polveri dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico, la mancata combustione del syn-gas nelle turbine di recupero energetico comporta la sua emissione nell’aria è ciò risulta estremamente pericoloso per la sicurezza dei cittadini, poiché si tratta di un gas combustibile. La discarica di Malagrotta ospita più del 50% di rifiuti della Capitale e dell’intera produzione regionale. “L'area, sottoposta alle misure per il rischio di incidente rilevante (Direttiva Seveso) visti i noti problemi degli impianti industriali presenti, ha probabilmente raggiunto il limite del collasso e oggi bisognerà ricominciare a pianificare interventi di riqualificazione e soprattutto di alleggerimento delle pressioni attuali. Questo luogo meriterebbe ben altra sorte, contiguo com'è ad uno dei territori naturalisticamente più sensibili dell'intera provincia, la Riserva Litorale Romano, ricco di emergenze storiche ed archeologiche non certo trascurabili” questo è ciò che ha messo giustamente in risalto Raniero Maggini, Presidente del WWF Lazio.
Anche il Prof. Apollonio ha ribadito che ''il gassificatore non ha nessuna garanzia di funzionamento, visti anche gli episodi di fallimento sul Lago Maggiore e in Germania. L’area di Malagrotta è una zona a rischio di incidenti rilevanti dove non è presente neppure una centralina di rilevamento ambientale sul livello di inquinamento”. È di questi giorni poi la notizia di una interrogazione parlamentare a Bruxelles per verificare se i singoli impianti siano conformi alla Direttiva Seveso II (96/82/CE). Sempre secondo il Prof. Apollonio sono possibili sul loco un'impiantistica a freddo senza combustioni e un trattamento meccanico biologico dei rifiuti.
In merito alla salute ci limitiamo a ricordare gli studi del prof. Montanari sull’effetto delle diossine, dei furani e di tutto ciò che fuoriesce da questi mostri tecnologici, aggiungendo anche le continue proteste di liberi cittadini alla costruzione di termovalorizzatori (ironicamente perché sono solo inceneritori). Ciò vale ad esempio per la recente vittoria del coordinamento contro l’inceneritore di Albano Laziale, composto da cittadini/e della zona dei Castelli Romani. Nato per opporsi alla costruzione di un nuovo impianto di incenerimento/gassificazione nel Lazio, previsto nella zona di Roncigliano, tale coordinamento è riuscito a bloccare il progetto del mega-gassificatore AMA-ACEA-Cerroni in seguito alla VIA negativa dei servizi tecnici dell’ Assessorato regionale all’ Ambiente. La stessa VIA complessiva o strategica non è valsa però per l’area di Malagrotta dove non è mai stato fatto un serio esame, nonostante le ripetute richieste di indagini e verifiche da parte del Comitato di Difesa. Ma l’importante è continuare a lottare, destino di pochi coraggiosi che con il loro sacrificio e la loro abnegazione permetteranno alla fine di ottenere altri importanti risultati per la Natura e per noi stessi. Pertanto un grazie va a tutti quelli che con le loro continue testimonianze permettono di far luce sulla leggerezza con cui si continua a discutere del trattamento a caldo dei rifiuti. Diventa assolutamente necessario che tutti coloro che sanno, si impegnino a far comprendere alla gente che una nuova e più efficiente gestione che contempli raccolta differenziata, porta a porta, riuso e riduzione, è l'unica reale risposta da dare visto anche il notevole risparmio energetico e l' ottimizzazione degli sprechi che si possono ricavare.
Intervista a Paul Connet
"Abbiamo bloccato la costruzione di 300 inceneritori... dal 1996 negli Usa non nè è stato costruito neppure uno" - 23/04/2008 Articoli e notizie sulla questione Tibet (Aprile - Maggio - Giugno)
25 Giugno 2008 - Giovedì 3 Luglio a Roma manifestazione davanti Montecitorio dalle 12 alle 14 per la non partecipazione del nostro governo alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008
In seguito all' appello lanciato a Silvio Berlusconi, per non partecipare alla cerimonia di apertura dell' 8 Agosto, la Stampa (La Discussione, il Giornale di Vicenza, l’ Unità, il Manifesto, l’ Opinione, Prealpina) e Internet (siti che diffondono notizie sul Tibet), hanno ripreso con forza questa lettera e la stanno diffondendo il più possibile affinché possa avere un riscontro concreto.
Pensiamo sia sempre più difficile questa strada, viste la consegna del testimone al canoista Antonio Rossi come portabandiera della squadra italiana in Cina e la recente notizia che Fiat avrebbe chiesto scusa al governo di Pechino “urtato nella sensibilità” dalla pubblicità della nuova Lancia Delta con protagonista l’attore buddista Richard Gere (essendo uno spot piuttosto azzeccato sia per l’atmosfera toccante della città sacra e della musica, sia per la fortunata scelta dei personaggi in questione). Questo perché, gli interessi che gravitano nei rapporti di forza che il gigante giallo può vantare su tutto il vasto panorama commerciale e mediatico, sono davvero impressionanti e non bastano ipocriti proclami sul comportamento inumano di tale regime, per far cambiare giudizio a quei pochi che fanno degli affari, la loro unica ragione di essere. Ma ovviamente noi non ci rassegniamo ad essere soli contro questi Titani del Business e siamo pronti a dare diffusione di una manifestazione programmata per giovedì prossimo davanti al Parlamento italiano. Dobbiamo essere in tanti. Da ogni nostra azione o semplice gesto, si potrà prima o dopo ottenere, quello stravolgimento di coscienze, necessario alla lotta di giustizia che oggi chiede una delle ultime tradizioni rimaste e che rappresentano ancora quelle piccole roccaforti spirituali fondamentali per una rigenerazione valoriale di questa nostra civiltà.
22 Giugno 2008 - Proteste in India
350 marciatori e più di mille rifugiati tibetani hanno protestato il passaggio della Torcia a Lhasa, ieri, a Gandhi Park, Dehradun in India. "Il Governo cinese usa la torcia olimpica per rendere legittima la sua occupazione illegale del Tibet" ha detto Tsewang Rigzin, presidente del Tibetan Youth Congress.
Intanto in Italia su iniziativa di Matteo Mecacci, deputato Radicale-PD, e vice-presidente del senato, 47 parlamentari di maggioranza e opposizione, hanno sottoscritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per esprimere la propria contrarietà alla partecipazione del Governo italiano alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino, in assenza di aperture politiche da parte del Governo cinese nei confronti del Dalai Lama e delle richieste della comunità internazionale.
Pechino 2008: lettera di 47 parlamentari a Berlusconi per la non partecipazione dell'Italia alla cerimonia Olimpiadi
21 Giugno 2008 - Lhasa blindata!
Il passaggio della Torcia a Lhasa è stato ridotto da 3 a 1 giorno e da 8 a 3 ore. Lhasa praticamente blindata da carri armati e soldati delle forze speciali. Solo cinesi ed alcuni - ben selezionati tibetani - hanno avuto accesso alla cerimonia. Numerosi arresti nella notte a Kardze. Queste le notizie da Mila, corrispondente di Dossier Tibet nei territori occupati (fonte www.dossiertibet.it )
Lettera al Primo Ministro in originale
19 Giugno 2008
Lettera a Berlusconi per la difesa dei diritti umani in Tibet
17 Giugno 2008 - La Torcia Olimpica passerà a Lhasha sabato 21
Intanto 50 dei marciatori sono stati bloccati ed arrestati in India. Ecco alcune foto al momento dell'arresto della polizia.
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16 Giugno 2008 - Fonti Ansa da Pechino
Dopo i cambiamenti del programma per il passaggio della fiaccola olimpica della staffetta, decisi dopo il terremoto del Sichuan, la fiaccola sarebbe dovuta andare in Tibet nei prossimi tre giorni. Invece andrà direttamente nella Regione Autonoma del Xinjiang, la zona del nordovest dove vive la minoranza musulmana degli uighuri. Da domani a giovedì 19 il simbolo olimpico verrà portato da circa 600 tedofori in diverse città della Regione. Solo quando sarà stata completato il giro del Xinjiang, ha detto all'Ansa un responsabile del Bocog, verrà annunciato il resto del programma. Diverse manifestazioni anticinesi si sono svolte nella Regione Autonoma del Xinjiang in Tibet e in altre province, a partire dal 10 marzo, anniversario della rivolta del 1959. L'ultima manifestazione tibetana di cui si è avuta notizia certa, si è svolte il 28 maggio a Kardze, nella provincia del Sichuan, ed ha portato all'arresto di ottanta monache buddhiste. Secondo fonti tibetane almeno 200 persone hanno perso la vita. Da allora il Tibet e le zone a popolazione tibetana sono chiuse ai giornalisti e agli altri osservatori indipendenti, inclusi i turisti non cinesi. Le notizie si diffondono con molta difficoltà per questo chi possiede i mezzi può aiutare questa situazione nel concreto (blog, siti, mail di sdegno e altro che possa sostenere la causa).
Appello urgente alla comunità internazionale da parte del Governo Tibetano in esilio
13 giugno 2008 – (fonte NoReporter)
Domenica 15 giugno alle 17 davanti al Colosseo avrà luogo una manifestazione assolutamente trasversale per protestare contro il passaggio della fiaccola pseudo-olimpica a Lhasa, Capitale del Tibet occupato e santa sede del Dalai Lama esiliato.
Si è scelto questo giorno che è la vigilia della profanazione di Lhasa con il fuoco artificiale della fiaccola già due volte spento e che, quindi, significativamente non rappresenta in alcun modo Olimpia. Una fiaccola così nefasta che il suo passaggio è stato accompagnato da alluvioni e terremoti con ecatombi di civili in Birmania e in Cina.
Alla manifestazione per il Tibet libero, indipendente e sovrano, non andranno simboli di partiti ma solo bandiere nazionali e centinaia di bandiere tibetane.
Per quelli che “in fondo le Olimpiadi ci rendono tutti più buoni, anche i cattivi”: Siccome alcuni elogiavano gli Elei per il fatto di organizzare bene e imparzialmente le Olimpiadi, Agide disse: "e che fanno di eccezionale gli Elei, se praticano la giustizia un giorno solo ogni quattro anni?"
Plutarco, vita di Licurgo.
10 Giugno 2008 - Continua la Marcia anti-fiaccola in Tibet
Centinaia di Tibetani che ormai da molto tempo, hanno intrapreso una marcia da Dharamsala in India verso il Tibet, rischiano l'incarcerazione e probabilmente la morte poichè vogliono passare la frontiera con il Tibet il giorno in cui la torcia sarà a Lhasa.... Esprimiamo a questa nobiltà di cuori, tutto il nostro sostegno e saremo presenti alla manifestazione organizzata dalla comunità tibetana in Italia Domenica 15 giugno alle 17,00 al Colosseo. Tibet libero! "Ora o mai più" gridavano i monaci prima di essere uccisi.
Intanto a Berinag in India, prosegue la "Marcia Verso il Tibet". Considerata illeggittima dalle autorità indiane, ciò crea sempre più tensione nell'aria. I marciatori che oggi hanno potuto vedere le cime himalayane ammantate di neve, hanno per questo un morale molto alto. Prima della partenza ci sono state piogge battenti e violente ma durante il cammino il tempo è stato clemente e la temperatura fresca e piacevole. Ieri sono stati percorsi 14 chilometri ma ce ne sono circa altri 180 prima del confine con il Tibet. Intenzione degli organizzatori è quella di percorrere il restante tratto in una decina di giorni ed entrare in Tibet in concomitanza con l'arrivo della Torcia olimpica a Lhasa. E' un progetto ambizioso, sia per il grande numero di chilometri da percorrere in poco tempo, sia per la volontà del governo di Delhi di fermare la "Marcia". Comunque qui tutti sono assolutamente determinati ad andare avanti e a non abbandonare la lotta. Gli auguriamo sentitamente di riuscirci, anche se sappiamo che l'impresa va a rischio della loro vita!
23 Aprile 2008 - Articolo del 20 marzo 2008 dell'inviato Lorenzo Cremonesi
sul Corriere della Sera (la menzogna della grande stampa)
Intervista falsa attribuita a Tsewang Rigzin Presidente del TYC
Una intervista esclusiva al Presidente della TYC (Tibetan Youth Congress) in cui gli veniva fatto dire che la sua organizzazione era pronta a compiere attentati, se non oggi, almeno in futuro. All'inizio non se ne era accorto nessuno, poi una decina di giorni fa, se ne è accorto il corrispondente dall' Italia di Xinhua che ha usato il pezzo per farne un caso internazionale e sostenere così l'accusa di Pechino che la TYC è un gruppo terrorista. La notizia è venuta alle orecchie del presidente di TYC che ha chiesto a Karma Chukey di far tradurre l'intervista. Il Dr. Carlo Buldrini l'ha immediatamente tradotta e trasmessa, così che Tsewan Rigzin, dopo averla letta, ha dichiarato che si tratta di un falso e ha indetto per domani mattina una conferenza stampa (probabilmente a Delhi) per smentirla. Dopo l'intervento a Radio 6 del Dr. Toni Brandi, Presidente della Laogai Foundation Research, in merito alla censura e sudditanza della grande stampa italiana nei confronti della Cina, appare questo articolo infamante che parla addirittura di "terrorismo" tibetano. Noi consideriamo il "terrorismo mediatico" molto più pericoloso di questi presunti "kamikaze"
21 Aprile 2008 - Articolo di Piero Verni e Karma Chukey
(fonte "Tibet: la Cina è fragile", i quaderni speciali di Limes)
Tibet: la Cina è fragile
In Tibet una contestazione sempre più decisa è in movimento e sta scuotendo le coscienze di tutti i tibetani; alcuni perfino in disaccordo con la politica di scarso successo seguita ormai da troppi anni dal governo in esilio di Dharamsala
11 Aprile 2008 - Risoluzione Parlamento Europeo
Tibet/Cina: senza dialogo l'UE boicotti l'apertura delle Olimpiadi
9 Aprile 2008 - Articolo di Anais Ginori (La Repubblica)
La voce interiore
Agghiacciante testimonianza di Palden Gyatso, monaco tibetano imprigionato per 33 anni nei Laogai cinesi. Lo spirito contro la materia, il mantra è più forte della tortura fisica
8 Aprile 2008 - Articolo di Piero Verni
(per gentile concessione della rivista Re Nudo)
Paris brule
Resoconto dettagliato della giornata di Parigi in cui la torcia olimpica, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, ha smesso di ardere grazie alla dimostrazione di solidarietà alla Tradizione Tibetana
6 Aprile 2008 - Giornata per il popolo tibetano
(a cura dell' Associazione Culturale www.fonsperennis.com)
Comunicato di Solidarietà al popolo tibetano
Corteo a Roma per il Tibet libero
Domenica 6 Aprile nella Capitale c'è stata una giornata importante per la solidarietà al popolo tibetano. Prima in mattinata in zona Parioli, c'è stata una manifestazione con sit-in davanti all' Ambasciata Cinese che ha avuto qualche attimo di tensione, visto che la sede diplomatica ha rifiutato di ascoltare le richieste dei manifestanti; poi nel pomeriggio è partito da Piazza Navona un corteo trasversale che ha visto centinaia di giovani e non, marciare insieme a favore della difesa di questa nobile tradizione, oggi fortemente minacciata dalla ignobile dittatura comunista cinese. - 23/04/2008 Articoli e notizie sulla questione Tibet (Luglio - Agosto - Settembre)
Roma 23 agosto 2008
Aspettando che domani con la cerimonia di chiusura si completi la farsa delle Olimpiadi cinesi, alcuni nostri atleti alzano la testa e dedicano molti dei loro ottimi risultati al Dalai Lama e alla lotta per la libertà dei popoli sotto schiaffo al regime di Pechino.
Intanto sempre questa mattina è stata espressa una decisa solidarietà da un gruppo pro-Tibet a Piazza di Spagna, in cui erano presenti anche alcuni consiglieri. Questo il loro pensiero sulla situazione molto ipocrita della politica sulla questione Olimpiadi-Tibet.
Roma 9 agosto 2008
L’autore del Rosso Trevi, Graziano Cecchini di Azione Futurista, ha voluto manifestare questa mattina, il proprio dissenso al regime cinese e la sua piena solidarietà alla libertà dei popoli soggiogati da questo. Nel cielo di Castel S. Angelo tre mongolfiere (una gialla, una azzurra e una rossa) che riprendevano i colori della bandiera del Tibet, hanno fatto alzare il volo l’obelisco del sangue e della libertà sorretto da striscioni: Free Tibet Free Karen Stop Laogai.
La stampa nazionale (La Voce di Romagna, Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, Il Mattino, Italia Sera, Libero) ha riportato questi motti proposti a poche ore dall’inizio di Pechino 2008.
Vedi anche foto e filmato di questa azione.
Venerdì 8 Agosto
Cerimonia dell' alzabandiera al Comune di Roma dove il Sindaco Gianni Alemanno ha ricevuto dei Monaci Tibetani, alcune ore prima dell'inizio delle Olimpiadi. Vedi Link e foto
Altre Azioni
A Palazzo Valentini (Sede del Governo Provinciale) alle 12,00, al Colosseo alle 13,00 in concomitanza con l'iniziativa delle "Sad Smokey Mountains" e alle 14,08 al Vaticano. Vedi Link
Giovedì 7 Agosto
Varie iniziative non solo in Italia, ma un po’ in tutto il mondo sono state preparate in queste settimane pre-olimpiadi (Elenco degli appuntamenti fatti per la causa tibetana) e saranno probabilmente previste anche per tutta la durata dell’evento, viste le proteste che non si placano a Dharamsala e nei dintorni di Pechino (consultare il sito www.laogai.it)
Ricordiamo intanto l’Occupazione del IV Municipio a Roma. Il numero 4 non è stato scelto a caso perchè per i Buddhisti Tibetani è il simbolo delle 4 Nobili Verità del Buddha che conducono alla Via dell’Ottuplice Sentiero: la Nobile Verità del Dolore (la quale insegna che tutta l'esistenza é dhukha, o sofferenza), la Nobile Verità dell'Origine del Dolore (che illustra come la sofferenza sia causata dal desiderio), la Nobile Verità dell'Estinzione del Dolore (che insegna lo sdradicamento dai desideri e dalle sofferenze della vita per ottenere il Nirvana) e la Nobile Verità della Via (che guida all'estinzione della sofferenza). È questa saggezza che i materialisti cinesi pensano illusoriamente di poter far scomparire e che noi con le nostre poche forze, difenderemo con accanimento.
Giovedì 31 Luglio 2008 Aspettando le Olimpiadi, vibranti proteste e lodevoli iniziative un po' dappertutto!
A pochissimi giorni dall'inaugurazione delle Olimpiadi della vergogna, ci si accorge giorno dopo giorno, di quanto ormai l'inquinamento servile al colosso giallo, sia molto più intenso dello smog di Pechino. Mentre in Francia ci sono continui sit-in di protesta o resistenza passiva davanti a tutto ciò che può rappresentare gli interessi del MadeinChina, a Santa Marinella la brillante idea di invitare, non si sa bene perchè (magari lo si sospetta) l'ambasciatore cinese, nonostante lo squallido codazzo dei politichesi, non ha ricevuto il ritorno desiderato. Eh si... il sig. Sun Yuxi anzichè ricevere pasticcini ed elogi (ma elogi di cosa!) come forse si aspettava, è stato accolto da striscioni, torce che illuminavano nel buio la splendida e insanguinata bandiera coi leoni himalayani e grida a ripetizione che intonavano Tibet Libero! Complimenti e ringraziamenti a chi ha organizzato questa pacifica protesta e alla cittadinanza presente sul posto! A Roma Intanto il 29 Luglio un'altra bella vittoria è stata ottenuta all'ombra della statua del Marco Aurelio: in Campidoglio nell'aula Giulio Cesare, è stata firmata con una larghissima maggioranza, una mozione sui diritti umani violati in Tibet ed in Cina esprimendo solidarietà da parte di tutta la giunta ai tibetani e ai loro martiri. Non sono mancati consiglieri che si sono presentati con magliette Free Tibet. Speriamo che dopo questo importantissimo monito da parte del Comune, l'Italia possa rivedere la sua posizione sul presenziare o no la cerimonia di inizio giochi.
Giovedì 10 Luglio 2008 - In attesa delle decisioni politiche
Mentre i “grandi” del G8 valutano la convenienza o no a partecipare alla cerimonia inaugurale di Pechino (vedi l’appello di Napoletano, Berlusconi che dopo “invito” di Bush è titubante, l'apparente cambiamento di opinione di Angela Merkel e addirittura quello di Sarkozy), esistono ancora Politici che danno priorità a valori etici e morali su ogni altra considerazione di carattere materiale ed utilitaristico. Così il presidente dell'Europarlamento, Hans Gert Poettering, ha deciso di non partecipare alla cerimonia di inizio delle Olimpiadi di Pechino 2008, a causa dei mancati progressi nel dialogo tra la Cina e il Dalai Lama.
In più con 9 voti contro 8, questa mattina 10 luglio la Risoluzione Mecacci è passata in Commissione Esteri
In questa Italia dove esiste sempre più gente meschina e vile ogni tanto qualche atteggiamento rialza la nostra dignità!
Siamo sempre più propensi a pensare che la patria non ha più una sua precisa geografia, ecco perché i martiri tibetani rimangono nel loro sacrificio l’espressione di un necessario risveglio solo per coloro che veramente recepiscano un ribaltamento globale dei principi odierni e dei loro ipocriti legislatori.
Roma giovedì 3 Luglio 2008 - Manifestazione davanti al Parlamento per la pace ed i diritti umani in Tibet
La comunità tibetana in Italia, l'associazione Italia-Tibet e l'associazione delle donne tibetane in Italia, hanno organizzato un sit-in davanti al Parlamento con partecipazione di un centinaio di giovani, studenti e cittadini romani. Era presente Telepadania, Radio Radicale ed un altra TV. Numerosi erano anche i parlamentari presenti dell’intero schieramento politico italiano: Pagano, Mecacci, Gramazio, Malan, Marcenaro, Vanalli, Marsilio, Alessandri, Perduca, Bernardini e Luzzi del consiglio regionale. Diversi gli interventi a favore della libertà e dell’autodeterminazione del popolo tibetano. Anche il Ministro Bossi ed il Ministro Meloni che, a causa di precedenti impegni non sono potuti intervenire personalmente, hanno inviato dei messaggi di solidarietà. E' intervento anche il reverendo Lobsang, rappresentante della Comunità Tibetana in Italia, che ha ringraziato tutti i presenti per la loro solidarietà verso il Tibet e ha chiesto che il Governo Italiano non vada alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi.In una precedente corrispondenza in aprile l’On. Berlusconi, ora primo ministro, aveva dichiarato: “la linea dell’autonomia amministrativa del Tibet proposta dal Dalai Lama mi sembra, al momento, la più percorribile” questo ha letto Toni Brandi davanti alle persone presenti. Intanto alcune “voci” dicono che il Ministro degli Esteri, Frattini l’8 agosto giorno dell’apertura ufficiale delle competizioni, dovrebbe essere in vacanza. Ci auguriamo pertanto che vista la partecipazione ufficiale di Bush alle Olimpiadi
(che ha affermato che si tratta di un evento sportivo e non politico), una volta tanto l’Italia non sia come sempre una colonia statunitense addomesticata e decida indipendentemente sulla delicata questione tibetana.
Articolo La Discussione 4 Luglio 2008
Un incidente antipatico è stato che una ventina di giovani che volevano venire al sit in sono stati bloccati ed il loro pick up sequestrato dai vigili urbani per un'infrazione stradale! Il pick up, che era autorizzato al sit-in, conteneva bandiere, assi di plastica per le stesse e uno striscione fatto dai ragazzi con la menzione "i martiri tibetani lo chiedono: giustizia per il nostro popolo". - 11/04/2008 Le risposte della nostra politica alla grave situazione tibetana
Pubblicate sul sito www.dossiertibet.it, riportiamo le sole risposte ottenute dai nostri politici, in occasione di una lettera inviata a Marzo 2008 da varie associazioni che hanno preso a cuore la situazione attuale del Tibet. La richiesta di fare qualcosa di veramente concreto nel caso di una futura vittoria il 13 e 14 Aprile, al di là degli sterili proclami col naso rosso da campagna elettorale, si è visto che pesa come un macigno. Infatti il solo doversi sbilanciare o prendere una posizione nei confronti del Dragone cinese, partner interessantissimo a livello commerciale un po' per tutti da destra a sinistra e centro, è piuttosto problematico.
Le uniche risposte, nonostante i tanti appelli e i tanti messaggi solidali con i tibetani sono venuti da:
Silvio Berlusconi del Partito delle Libertà
Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori
Roberto Fiore di Forza Nuova
Noi rimaniamo convinti delle nostre posizioni, ma tali risposte, anche se sono decisamente poche, forniscono almeno una prova di impegno, ben più importante delle tante parole che il vento porta via, sopratutto in questi farneticanti momenti mediatici. - 08/04/2008 Perché la Cina ha mire nella regione del Tibet?
A quasi 60 anni dalle rivolte represse nel sangue di migliaia di tibetani da parte dell’occupazione cinese (di cui moltissimi monaci e civili internati nei Laogai), che hanno portato il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, a vivere dal 1959 in esilio a Dharamsala in India, le Olimpiadi che Pechino a pochi mesi dai Giochi sbandiera come esempio mondiale di pace e di fraternità universale, fanno sapere al mondo che al posto dell’accensione della fiaccola olimpica, sta bruciando la fiamma nel cuore di questo nobile popolo. Atleti tibetani chiedono di poter partecipare alle Olimpiadi sotto la bandiera del Tibet, ma il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) non risponde alla loro richiesta inviata ad agosto 2007. Così più recentemente e a causa dei massacri, la Team Tibet ha giustamente ritirato la sua domanda di partecipazione. Per le cerimonie previste d’inizio e fine Giochi, verranno allora proposte performance (falsificate) di danzatori tibetani sorridenti sotto la bandiera cinese, mentre nella realtà a Lhasa e nel Tibet intero, la popolazione locale viene segregata? L'ultima parola su questo spetterà al tipo di propaganda che verrà effettuata in occasione delle Olimpiadi, sempre che non ci sia un auspicabile (ma poco realizzabile) boicottaggio della competizione visto lo spegnimento simbolico della torcia a Parigi di questi giorni. Ma perchè sta succedendo tutto questo? Forse perchè il genocidio spirituale perpetrato alla tradizione e cultura tibetana nasconde un genocidio economico molto redditizio. Le alte vette himalayane sopra i 4000 mt. oltre che essere una regione fredda e impervia per viverci, conservano anche una preziosa terra ricca di minerali. Così, assetati da queste invidiabili risorse, gli scienziati cinesi ricercano continuamente miniere di rame, uranio e alluminio da depredare ai locali che sono così costretti ad abbandonare i loro pascoli e a trovare lavoro nelle fabbriche schiaviste cinesi. Il turismo, con il suo strascico di alberghi, karaoke, prostituzione, è tutto in mano ai milioni di coloni cinesi, che emigrati nella regione tibetana né stanno violentando la loro cultura ancestrale. Non solo, la linea ferroviaria che collega il Tibet con diverse grandi città della Cina potrebbe, secondo il Dalai Lama, "condurre ad un genocidio culturale" portando nella regione altri lavoratori cinesi. "Una ferrovia - continua la massima autorità temporale tibetana - è sempre molto utile quando viene costruita in un'ottica di sviluppo, non quando è politicamente motivata da un desiderato cambiamento demografico". La ferrovia è progettata "a tappe": la prima collega Lhasa, capitale del Tibet, con Xining, città che si trova a 1.956 Km. di distanza, nella provincia centrale del Qinghai. La linea si sviluppa anche oltre Xining, attraversando la catena montuosa che divide il Tibet dalla Cina ad un altitudine di 5.072 metri. Il costo del progetto ha superato i 4 miliardi di dollari. La scomoda verità, è che la ferrovia serva in realtà per impossessarsi della totalità delle risorse del Tibet, visto che questi per loro spirito e rispetto della Natura le hanno lasciate incontaminate e al loro posto. Così senza più alcun insegnamento della religione e delle lingue tibetane, senza più nessuna esibizione o devozione al Dalai Lama e con un controllo di ferro sui monasteri e i civili grazie allo spiegamento di oltre 100.000 soldati cinesi, la tradizione solare tibetana rischia di essere sepolta e soffocata irrimediabilmente. Nel 1995 il controllo di Pechino è giunto perfino a determinare il “vero” Panchen Lama, eliminando quello riconosciuto dal Dalai Lama e in più tutte le reincarnazioni dei Buddha, per essere “vere”, devono avere l’approvazione del Partito Comunista Cinese.
Ma come mai questo Occidente democratico, così attento alle questioni umanitarie non interviene duramente? Perchè le grandi potenze che in una sorta di Super Polizia Mondiale sono sempre pronte a debellare il terrorismo islamico o a "convertire" le dittature anti-democratiche, fanno finta di non sapere che il regime marxista cinese è forse la più brutale e ignobile dittatura oggi esistente? La risposta l’avete tutti sotto gli occhi. La Cina è una piovra impressionante a livello commerciale e potrebbe diventare per gli Usa l’antagonista in una futura guerra fredda. Questo imponente e prepotente sviluppo quindi non può essere fermato, anche perchè fa gola alle grandi lobbies finanziarie e non, fare affari remunerativi con il Dragone! Del resto i cinesi non rappresentano un miliardo e mezzo di futuri clienti-consumatori, fondamentali per una soddisfacente logica di mercato?
Cosa possiamo fare Noi con 12 AZIONI DI DISTURBO -
Nel nostro quotidiano ognuna di queste può contribuire ad un sostegno effettivo alla causa tibetana
La Comunità Tibetana in Italia - 06/04/2008 Boicottare la Cina... per un Tibet autonomo e libero e per salvare l' ambiente naturale
Proviamo ad affrontare la delicatissima questione internazionale tra Tibet e Cina. La prima, che in passato era un angolo incontaminato ed uno splendido paesaggio naturale, da più di 60 anni e ancora oggi, viene difesa da un pugno di irriducibili monaci, fedeli alle loro millenarie tradizioni spirituali, che lottano contro un regime capital-comunista, che vuole arrivare alla completa distruzione dei loro monasteri e villaggi attraverso un genocidio culturale di proporzioni mai viste. La seconda invece, si è oggi completamente dimenticata delle sue nobili radici, che vanno dall’Impero Celeste a Lao Tze e dal Tao Te Ching all’agopuntura nella medicina, per servire esclusivamente il suo nuovo dio in terra, il Profitto. La Cina ha superato perfino gli Usa in ciò che concerne l’inquinamento ambientale, la deforestazione indiscriminata, il prosciugamento delle acque, che insieme ad una quantità eccezionale di rifiuti industriali stanno riempiendo i fiumi delle famigerate alghe rosse (che sterminano la vita acquatica perché tolgono ossigeno e la luce del sole), l’aumento ininterrotto a causa di migliaia di fabbriche chimiche, di anidride carbonica nell’aria che causa le piogge acide, l’uccisione feroce di molte specie senza purtroppo alcun limite al sadismo umano (come nei casi efferati degli animali da pelliccia scuoiati vivi), il rigetto dei diritti umani con i suoi Laogai (campi di rieducazione e prigionia simili ai gulag sovietici) e l’ormai legalizzato traffico di organi; insomma tutto ciò che riguarda la non salvaguardia della Natura e il non rispetto per chi abita questo nostro pianeta, uomo incluso.
L’operazione cielo pulito richiesta in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008, rischia fortemente di non essere adempiuta dal regime cinese, che deve anche far fronte ad una situazione precipitata ormai in tutte le regioni del Tibet da Lhasa a Sichuan, che sta generando accese proteste in tutto il mondo. Non ultimo il caso di boicottaggio del noto calciatore indiano Bhaichung Bhutia, che in segno di solidarietà alla causa tibetana, ha rifiutato di fare da tedoforo, non ha cioè voluto portare la fiaccola olimpica, sacro simbolo di Olimpia, testimonianza diretta di un mondo ellenico dove vennero celebrati per la prima volta nella storia gli antichi Giochi, momento in cui lo sport era considerato valore portante e competitivo per chiunque riceveva l’onore a parteciparvi e che nella Cina attuale non è più rappresentato. Ma siamo sicuri che i governi addomesticati dal colosso giallo e i partner commerciali che hanno fiutato l’importanza dei cinesi in tutti i loro profitti commerciali (da loro per fare soldi è lecito tutto anche distruggere l’ambiente) lo permetteranno? Noi purtroppo crediamo di no… - 11/03/2008 Greenpeace o Sheperd? Chi offre di più?...
Quasi tutti crediamo e in alcuni casi ci fidiamo un po' troppo ciecamente, che dietro alle buone azioni nei confronti dell'ambiente e di chi lo abita svolto dalle grandi associazioni super pubblicizzate, non ci sia mai del marcio. Purtroppo però le logiche del dietro le quinte denotano molto spesso interessi senza scrupoli mascherati dalla buona nomea ottenuta in tanti anni di impegno a una determinata causa.
Questo articolo è un vero e proprio sfogo di Paul Watson capitano della nave anti caccia-balene Sea Shepherd, che ci dimostra che a volte anche i grandi nomi presentano delle falle imbarazzanti per le persone che ne fanno parte. Con questo non vogliamo direttamente attaccare i componenti di queste prestigiose associazioni (perchè sappiamo che la maggior parte lo fa in assoluta buona fede) ma vogliamo "svegliare" coloro i quali non appena ascoltano la scatola magica o i vari canali di informazione che dicono un qualcosa ci credono, senza andare oltre per confutare la veridicità della notizia. Non è sempre così... L'informazione non è sempre quella verità incontrovertibile che si vuole inculcare a tutti i costi alle masse ignare a scoprire certi giochi nascosti. Svegliamoci dall'incantesimo della televisione... Quando si parla di beneficenza o di solidarietà e quando accanto alle petizioni vi è una continua richiesta di vil denaro, ascoltate di più il passaparola dei vostri amici o delle persone che avete a fianco e non fate esclusivo affidamento a questa società che è molto mediatica ma che è anche molto bugiarda...
