Valutazioni di impatto ambientale
Buco dell'ozono, effetto serra, desertificazione, perdità di biodiversità, ecc. sono alcuni degli sconvolgimenti dell'ecosistema planetario che, col passare degli anni, sono diventati vere e proprie emergenze ambientali.
La qualità della vita sul pianeta, presente e futura, è senza dubbio fortemente compromessa e da circa un ventennio si è cominciato a parlare di "sviluppo sostenibile", definendolo come:
- "uno sviluppo che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie" (Commissione Bruntland, 1987 - UNCED);
- "il soddisfacimento della qualità della vita mantenendosi entro i limiti della capacità di carico degli ecosistemi dai quali essa dipende" (Rapporto "Caring for the Earth", 1991 - UNEP, IUCN, WWF) ;
- "uno sviluppo che offra servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità del sistema naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi" (International Council for Local Environmental Initiatives, 1994).
Il concetto di sviluppo sostenibile è stato ampiamente discusso nella "Dichiarazione di Rio de Janeiro sull'ambiente e lo sviluppo" con la quale l'ONU ha ufficialmente sancito l'unione dei due elementi portanti:
- sviluppo che rispetta l'ambiente e rimane nei limiti delle capacità di rigenerazione degli ecosistemi;
- senso di responsabilità verso le generazioni future nell'utilizzo delle risorse.
In numerosi incontri successivi a livello internazionale o locale, sono stati prodotti diversi documenti ufficiali, le cosidette "Carte", che hanno ribadito i principi fondamentali di quello che dovrebbe essere un nuovo modello di sviluppo.
Il messaggio fondamentale dei vari incontri afferma la duplice necessità della salvaguardia dell'ambiente e dello sviluppo socio-economico, considerandoli come due componenti di un'unica strategia.
È una nuova economia che, oltre ai due parametri classici "lavoro e capitale prodotto dall'uomo", si arricchisce di un terzo parametro: il capitale naturale.
Il "capitale naturale" racchiude sia l'insieme dei sistemi naturali (mari, fiumi, laghi, foreste, flora, fauna, territorio) che i prodotti agricoli e il patrimonio artistico-culturale presente nel territorio.
Le tre più importanti personalità della teoria dello sviluppo sostenibile sono probabilmente il bioeconomista Herman Daly, il professor Robert Costanza, presidente della Società Internazionale di "Ecological Economics" dell'Università dei Maryland e il professor Howard Odum, uno dei massimi esperti dei flussi energetici degli ecosistemi.
La Comunità Europea ha recepito i principi espressi nella Conferenza di Rio preparando il "Programma politico e d'azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile" (Quinto Programma).
Lo sviluppo sostenibile viene definito: "una politica e una strategia per perseguire lo sviluppo economico e sociale che non rechi danno all'ambiente e alle risorse naturali dalle quali dipendono il proseguimento dell'attività umana e lo sviluppo futuro".
Il Programma ha individuato 3 requisiti pratici per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile:
- 1. modificare l'atteggiamento generale della collettività per quanto riguarda il consumo e il comportamento individuale;
- 2. prevedere un ciclo di produzione dalle materie prime (le cui riserve sono limitate) al prodotto finito e alla sua utilizzazione, tale da ottimizzare ed incoraggiare la riutilizzazione ed il riciclo, da minimizzare la produzione di rifiuti e da evitare l'esaurirsi di risorse naturali;
- 3. razionalizzare la produzione ed il consumo dell'energia.
In accordo con i suddetti protocolli, MEMENTO NATURA si offre per la consulenza e preparazione di Valutazioni di Impatto Ambientale per singoli, associazioni, imprese. Contattateci all'indirizzo info@mementonatura.org.
Eventuali ricavi saranno esclusivamente utilizzati per progetti animalisti-ambientalisti.
La metodologia per la Valutazione del Ciclo di Vita - Life Cycle Assessment (LCA)
Forse la migliore definizione per la metodologia denominata Life Cycle Assessment (LCA) è quella proposta dalla SETAC (Society of Environmental Toxicology and Chemistry) negli anni '90 : "un procedimento oggettivo di valutazione dei carichi energetici ed ambientali relativi ad un processo o un'attività, effettuato attraverso l'identificazione dell'energia e dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell'ambiente. La Valutazione include l'intero ciclo di vita del processo o attività, comprendendo l'estrazione ed il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, l'uso, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale".
Tutt'ora in fase di sviluppo, la metodologia è stata standardizzata a livello internazionale attraverso la pubblicazione delle norme ISO della serie 14040.
Esistono 4 standard ISO, pubblicati agli inizi del 2000, dedicati specificamente alla LCA:
- ISO 14040: definisce i principi e la struttura;
- ISO 14041: definisce le prime due fasi di uno studio LCA, e cioè la Goal and Scope Definition e la Inventory Analysis;
- ISO 14042: definisce la fase di Valutazione degli Impatti (Life Cycle Impact Assessment);
- ISO 14043: definisce la fase di Interpretazione.
Le normative riguardanti la LCA
La metodologia LCA possiede un riconoscimento scientifico tale da essere inserito all'interno di numerose normative:
- Il Regolamento europeo EMAS (Environment Management and Audit Scheme) e la Norma ISO 14001 (norma quadro sull'Environmental Management System) definiscono la LCA come strumento scientificamente adatto per l'identificazione degli aspetti ambientali significativi.
- Il Regolamento CEE N. 880/92 (concernente un sistema comunitario di assegnazione di un marchio di qualità ecologica) e il Regolamento Ecolabel (Norma ISO 14024, riguardante l'etichettatura ecologica) propongono la LCA come unico strumento con il grado di scientificità necessario per garantire la veridicità dei marchi e delle dichiarazioni ambientali di prodotto.
- Il "Decreto Ronchi" ha inserito a livello normativo, per la prima volta in Italia, la richiesta esplicita dell'analisi del ciclo di vita per l'esecuzione dei piani di smaltimento dei rifiuti.
Inoltre, questa metodologia è accettata dalla comunità scientifica internazionale ed è riconosciuta:
- idonea per imprese che vogliono diventare ambientalmente efficienti;
- utile agli organismi pubblici per la gestione di politiche ambientali.