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Ordini del giorno sulla revisione della legge sulla vivisezione

Comunicato di Memento Naturae e Centro I-Care da sottoporre alle amministrazioni comunali che vogliono schierarsi contro la vivisezione non con le chiacchiere ma con concreti passi avanti sull’aspetto legislativo:

“Riguardo alla nuova Direttiva Europea sulla sperimentazione animale, approvata l’8 settembre 2010,dopo anni di discussione all’interno dell’ UE, la posizione di codesta amministrazione è la seguente:

La Direttiva ottenuta, nonostante 24 anni di battaglie e scontri durissimi, è ben lontana dall’essere a noi soddisfacente, perché nella sostanza tutte le sperimentazioni sugli animali, anche quelle dolorose già ammesse nella precedente direttiva, sono ancora ammesse e i metodi sostituitivi non sono abbastanza sostenuti. L’ UE non ha quindi svolto il suo lavoro di implementare in questa direttiva il volere della stragrande maggioranza dei suoi cittadini, ma solo di una minoranza molto potente e favorevole alla sperimentazione animale.

La nuova Direttiva anche se molto lontana dal nostro obiettivo che è l’abolizione della vivisezione, consente diversi passi avanti sotto vari aspetti, quindi dopo la sua approvazione al di là di sterili polemiche se sia peggiorativa o migliorativa rispetto alla precedente, permetterà di giocarcela su un nuovo terreno di scontro.

Si perché ora che la Direttiva è stata approvata, la discussione si sposterà a livello nazionale dei singoli stati membri, dove le attuali leggi che regolamentano la vivisezione andranno rivedute. Nel concreto dunque, sarà in questa sede che occorrerà ottenere il più possibile in favore degli animali.

Esiste già un disegno di legge presentato al Senato il DDL 53/2008 che contiene tantissimi e importanti miglioramenti dal nostro punto di vista e auspichiamo che le amministrazioni approvino tale disegno di legge ed una sua pronta e veloce messa in atto.

La proposta suddetta dovrebbe essere sottoposta all’On Francesca Martini Sottosegretario al Ministero della Salute e al Sindaco di Roma Gianni Alemanno per farli attivare in questa direzione. Il DDL rappresenta la continuazione della PDL 5442 originariamente proposta nel dicembre 2004 dall’On. Giulio Schmidt e della PDL 2157 riproposta il 22 gennaio 2007 dall’On. Benedetto della Vedova.

Questi sono stati i primi piccoli tentativi di miglioramento che dall’inizio del 2003 sono stati ottenuti, perché pongono più restrizioni di prima, salvano più animali, pongono divieti in alcuni campi e rendono più difficile effettuare sperimentazioni per vari aspetti. Questo è il massimo che è stato possibile fare dati i rapporti di forza e anzi sarebbe opportuno fare chiarezza su un punto fondamentale.  

Questi lavori di revisione quasi sempre per ottenere risultati, devono essere portati avanti da "comitati" formati dalle varie componenti interessate all'argomento: chi usa gli animali nei laboratori, e quindi, industria, università, ordini professionali (veterinari, biologi, ecc.), e chi NON vuole che gli animali siano usati nei laboratori, cioè noi antivivisezionisti.

Tutte le proposte di legge risultano quindi come il frutto di una mediazione tra due visioni assolutamente opposte: quella dei vivisettori e vivisezionisti, che ritengono lecito, utile o addirittura necessario l'uso degli animali, e quella degli antivivisezionisti, che non ne ritengono lecito l'uso da un punto di vista etico e ritengono che si tratti di una pratica inutile e dannosa sul piano scientifico.

Oggi quindi il nuovo tentativo del DDL 53/2008 portato avanti dai parlamentari Tomassini e Malan, verte ancora su questo chiaro pragmatismo per ottenere dei piccoli passi. Questo DDL è anche già stato firmato ed approvato da vari settori sociali che si occupano dell’argomento sperimentazione, come associazioni animaliste e mondo accademico, Farmindustria e Confindustria.

Tale proposta rappresenterebbe la più avanzata idea sull’argomento che potrebbe rendere il nostro paese all’avanguardia attraverso una normativa nazionale validissima ai fini di una corretta ed efficace regolamentazione della sperimentazione animale attualmente in essere.

Senato della Repubblica - XVI Legislatura

Disegno di Legge

d’iniziativa dei senatori TOMASSINI e MALAN

Comunicato alla Presidenza il 29 APRILE 2008

“Disposizioni per la protezione degli animali utilizzati

per fini scientifici o tecnologici”

Testo del DDL in formato PDF e lingua italiana al Senato

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00301772.pdf

Confronto tra Nuova Direttiva 2010 e Vecchia Direttiva 1986:

Alcuni punti positivi della Direttiva Europea saranno importanti soprattutto per quelle nazioni che non hanno una legislazione più restrittiva, ma che semplicemente implementano la vecchia; quindi in quei paesi membri (l’Italia a parte il rilascio delle autorizzazioni, ha già una situazione più favorevole in diversi campi anche se non in tutti) che non hanno norme molto restrittive, la nuova Direttiva porterà senz’ altro dei miglioramenti.

il punto peggiorativo è quello sulla questione degli animali randagi perché la vecchia direttiva poneva un divieto totale di uso, mentre quella nuova concede una deroga, per “casi eccezionali”. Questo non è permesso in Italia dall’attuale art. 11 della legge 281 e allo stesso modo non lo sarà con la nuova, mentre in Europa ci sarà invece da combattere per impedirla.

Altri punti peggiorativi NON NE ESISTONO. Tutte le nefandezze che si potranno continuare a compiere sugli animali (sopratutto nell’agghiacciante allegato VIII) SI POSSONO GIA’ FARE OGGI (riuso degli animali, mancato uso di anestesia, sofferenza grave ecc.). La cosa grave è che tutto questo è stato sempre concesso e continuerà ad essere concesso, ma mentre prima bastava una semplice notifica oggi invece bisogna almeno ottenere una autorizzazione. Ecco perché alcuni passi in avanti sono stati fatti e non c’è alcun peggioramento da segnalare, nonostante e lo ripetiamo, siamo ancora lontanissimi da un risultato veramente positivo.

Alcuni importanti miglioramenti invece sono stati ottenuti vediamo quali.

  1.  Nella stesura finale della Direttiva c’è l’obbligo di autorizzazione per TUTTE le procedure e non solo quelle per la procedura con sofferenza “grave” come volevano i vivisettori dopo anni di lotte con gli antivivisezionisti su questo punto. Gli stati membri possono semplificare la procedura amministrativa SOLO per il caso di sofferenza “lieve” oppure per studi regolatori, cioè i test di tossicità che sono obbligatori per legge. Fino ad ora tutte le procedure sperimentali avvenivano in regime di semplice notifica al Ministero della Salute comunicando che sarebbe stata fatta una sperimentazione e senza neanche aspettare una eventuale autorizzazione, si poteva procedere subito all’esperimento. Ora quindi se gli organi di controllo ritengano per vari motivi che una determinata sperimentazione non debba essere fatta, possono NON dare l’autorizzazione.
  2.  È previsto, prima non esisteva, l’obbligo di indicare sulla richiesta di autorizzazione il “livello di sofferenza”: “lieve”, “non risveglio” (cioè l’animale viene anestetizzato, usato nell’esperimento e infine ucciso prima che si risvegli), “moderato” (livello di sofferenza già in realtà molto alto) e “grave” (vera e propria tortura). Più alto è maggiori sono gli obblighi per il rilascio dell’ autorizzazione.
  3.  Pubblicazione delle informazioni sugli esperimenti: in ogni progetto che utilizza animali dovrà essere reso pubblico il suo contenuto (descrizione della tipologia di esperimento e degli animali usati e i risultati raggiunti). In questo modo se l’esperimento si sarà dimostrato inutile si potrà ricorrere legalmente contro la realizzazione di questi progetti.
  4.  Faranno parte degli interessi della Direttiva anche le forme fetali di mammiferi (animali in gravidanza su cui venivano fatti esperimenti che provocavano malformazioni al feto e nascite di esseri molto sofferenti) e cefalopodi (molluschi marini come seppie, calamari e polipi) esseri senzienti sempre esclusi e su cui si poteva fare qualsiasi cosa.
  5.  La valutazione costi/benefici sarà a cura di persone NON responsabili del progetto per mantenere una effettiva indipendenza (ciò significa anche che se i metodi sostitutivi sono meno costosi dovrebbero sicuramente avere una via privilegiata di utilizzo).
  6.  Didattica e indagini medico-legali sono state inserite e visto che non esisteva alcuna norma a livello europeo, molti stati prima potevano utilizzare animali pre e post laurea. La cosa non riguarda l’Italia che anche se male (lascia molte scappatoie nell’applicazione), già norma la didattica, ma altri stati europei saranno pertanto interessati ad adeguarsi a questa legge.
  7.  Divieto di uso di scimmie antropomorfe (non TUTTE le scimmie solo gorilla, scimpanzé, bonobo, gibboni, orangutan) tranne in casi eccezionali. Ciò risulta utile perché i vivisettori in alcuni esperimenti sostengono che solo queste specie, scimpanzé in particolare, possono essere usate. Se vi è un divieto quindi questi particolari esperimenti a detta dei loro responsabili non si dovrebbero più fare.
  8.  Ispezioni obbligatorie e a sorpresa e in almeno 1/3 degli stabilimenti che utilizzano o allevano animali una ispezione annuale, cosa praticamente mai verificatasi prima.
  9.  Reinserimento degli animali che non saranno più usati in esperimenti.
  10.  Anche per i metodi alternativi alcune novità importanti ci sono: viene istituito il “laboratorio di riferimento dell’ Unione” per lo sviluppo e la convalida di metodi che non utilizzano animali; questi metodi alternativi verranno sviluppati anche per la ricerca medica di base e non solo per la tossicologia come adesso; gli stati membri devono individuare dei laboratori nazionali che portino avanti studi di convalida coordinati dal laboratorio dell’ Unione.

Alcuni importanti punti che però purtroppo non sono stati ottenuti dalle associazioni antivivisezioniste che hanno fatto pressione a Bruxelles (Animal Difenders International e Fondazione Dr. Hadwen Trust in particolare).